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LOMBARDIA/1
 
MULTIFUNZIONALITA'
 

Meno burocrazia per aprire una "fattoria didattica"

All'esame della Giunta la nuova carta con requisiti e criteri per gli agricoltori interessati a questa attività: novità per i corsi di abilitazione,  aggiornamento e soglie massime di accoglienza

La Regione Lombardia intensifica il suo impegno e il suo interesse a supporto della multifunzionalità delle imprese agricole modificando la "Carta dei requisiti di qualità delle strutture didattiche". L'Assessore all'Agricoltura Gianni Fava infatti ha proposto alla giunta una profonda revisione del documento elaborato in concerto con le varie Associazioni agrituristiche e le Amministrazioni Provinciali. "Uno strumento necessario per ribadire e omologare le procedure su tutto il territorio regionale - ha precisato l'assessore Fava - facendo tesoro dell'esperienza passata e aggiornando obiettivi e strategie della didattica in fattoria".
Le modifiche prevedono nello specifico un minor carico burocratico per le aziende che intendono sviluppare o intraprendere l'attività di Fattoria Didattica sul territorio lombardo: d'ora in poi per gli operatori il corso di abilitazione è stato ridotto di trenta ore; il corso di aggiornamento dura 24 ore per chi non è in attività da più di tre anni e 16 ore per chi da più di tre anni svolge attività di fattoria didattica. Le revisioni riguardano anche le soglie massime di accoglienza, anche se la qualità della formazione è assicurata solo se il rapporto tra docenti e utenti è uguale o superiore a uno a trenta; l'agricoltore per il supporto alla sua attività ha anche la possibilità di rivolgersi a personale esterno che sia abilitato.
Regione Lombardia ha infatti da oltre dieci anni creduto nel progetto "Fattorie didattiche" che tra le loro varie funzioni permettono anche un avvicinamento tra il mondo agricolo e il consumatore finale soprattutto in un territorio con una fortissima incidenza di antropizzazione. Ora i bambini che nascono e crescono in un ambiente a forte connotazione urbana hanno la possibilità di conoscere e scoprire la realtà rurale, imparando allo stesso tempo a rispettare l'ambiente, a capire l'origine degli alimenti e il lavoro che ci sta dietro.
Allo stesso tempo gli imprenditori agricoli hanno l'occasione di integrare il loro reddito e mettere in evidenza anche il valore della propria attività nei confronti della società.
 
 

 
 
 

Rita Iacono
iacono@inea.it

Pietro Manzoni
manzoni@inea.it

 
 
 

PianetaPSR numero 29 - febbraio 2014