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Calabria/2
 
AGRICOLTURA&TERRITORIO
 

Pronta la carta delle aree ad alto valore naturale

Redatta la mappa dei sistemi agro-forestali per valorizzare l'attività agricola e tutelare la biodiversità - L'obiettivo è rafforzare l'opzione ambientale dopo i risultati positivi dell'attuale Psr.

Le aree agricole e forestali ad alto valore naturale avranno un ruolo centrale nel Psr Calabria 2014/2020 e su di esse verranno concentrate importanti risorse per assicurare e tutelare la loro funzione produttiva, protettiva, turistico-ricreativa e di salvaguardia dell'ambiente naturale.
Il Dipartimento Agricoltura della Regione Calabria ha redatto la carta delle aree agricole e seminaturali ad alto valore naturalistico, approvata di recente con delibera della Giunta Regionale. La conservazione della biodiversità e la tutela dei sistemi agro-forestali ad alto valore naturale è uno degli obiettivi fondamentali per favorire lo sviluppo rurale dei territori. Il lavoro svolto, quindi, rappresenta un indispensabile strumento di monitoraggio e di conoscenza delle HNV presenti nel territorio calabrese.
In Calabria le aree ad elevato valore naturalistico ammontano a circa 237mila ettari, pari al 15% dell'intero territorio regionale. A questo riguardo va tenuto presente che mentre i Parchi, le Zone a protezione speciale (Zps), i siti di interesse comunitario (Sic) sono protetti da normative specifiche, queste aree ad alto valore naturalistico devono ancora essere individuate e tutelate in modo puntuale; e ciò proprio per poter procedere successivamente all'organizzazione di un tipo di salvaguardia che risponda alla duplice esigenza di garantire i redditi degli agricoltori ma, nello stesso tempo, di impegnarli direttamente nella tutela della biodiversità e del paesaggio dell'agricoltura tradizionale.
Già il Psr Calabria 2007/2013 si era concentrato sulla protezione dei sistemi naturali e sulla salvaguardia della biodiversità, in particolare con le misure  216 e 227 (sostegno agli investimenti non produttivi in aree agricole e forestali), prevedendo interventi finalizzati alla conservazione dello spazio naturale ed al mantenimento o alla ricostruzione di elementi del paesaggio rurale. Un'altra misura tesa a tutelare la biodiversità è la misura 214 "Pagamenti agro-ambientali" che con le sue azioni (Azione 2 "Agricoltura biologica"; Azione 3 "Azioni oltre la BCAA"; Azione 4 "Salvaguardia della biodiversità animale"; Azione 5 "Cura e mantenimento del paesaggio rurale") ha impegnato con 3 graduatorie 241 milioni di euro ed ha finanziato per il bando dell'annualità 2008 ben 1.700 beneficiari, per l'annualità 2009 addirittura 4.664 beneficiari e  altri 3.884 nel 2011.
Inoltre, anche con le risorse dell'Healt Check  (aggiornamento di metà periodo della Pac 2007-2013) il PSR ha messo in campo altri interventi con la misura 214, azione 6 "Progetti comprensoriali per la salvaguardia del patrimonio genetico regionale", dove a fronte di un impegno di quasi 4 milioni di euro verranno finanziati 22 progetti. Tra le colture e le specie locali tutelate vi sono la patata viola e quella d'Aspromonte, i vitigni autoctoni calabresi, alcune specie di legumi, il peperone roggianese, la capra nicastrese, il suino nero ed il bovino podolico.
L'amministrazione regionale si è prontamente attivata per la tutela delle HNV anche alla luce del continuo consumo di suolo che emerge dai risultati dell'ultimo censimento dell'agricoltura che ha evidenziato un decremento della SAU del 17.2% ed una sua flessione rispetto alla superficie totale regionale del 36.4% .
Tali dati confermano la necessità e l'urgenza di attivare tutte le strategie utili a monitorare e preservare le aree agricole naturali, specialmente quelle interne con agricoltura di tipo estensivo, al fine di arrestarne la perdita e garantendone la loro tutela e conservazione.
Le aree agricole e forestali ad alto valore naturale, determinanti ai fini del raggiungimento degli obiettivi relativi alla biodiversità nell'ambito della politica di sviluppo rurale, vengono prese a riferimento dal quadro comune di monitoraggio e valutazione dello sviluppo rurale attraverso specifici indicatori e quindi avranno, ancora di più, nei prossimi anni un ruolo centrale nell'ambito delle politiche di sviluppo rurale a favore della biodiversità ed a favore di una coesistenza tra l'attività agricola insistente sul territorio, la salvaguardia dell'ambiente e il mantenimento di adeguati livelli occupazionale al loro interno.

 
 
 

Anna Tancrè

 
 
 

PianetaPSR numero 31 - aprile 2014