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DECRETO MINISTERIALE
 

Produzione integrata, ok al Sistema di qualità

Dalla Conferenza Stato-Regioni via libera alle norme di attuazione per valorizzare un modello produttivo a basso impatto ambientale già sperimentato - Ora la sfida si gioca sul piano organizzativo

Con l'intesa sancita in sede di  Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Provincie Autonome di Trento e Bolzano in data 10 aprile 2014, si dà finalmente via libera all'emanazione del Decreto ministeriale che rende operativo il Sistema di qualità nazionale di produzione integrata, istituito con la Legge n. 4 del 3 febbraio 2011.  Il DM prevede aspetti di dettaglio che sviluppano i principi generali previsti dalla predetta legge che, in particolare, all' art. 2  comma 6, prevedono: "Con  successivi  provvedimenti,  il  Ministero  delle  politiche agricole alimentari e forestali, previa intesa in sede di  Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato,  le  regioni  e  le  province autonome di Trento e di Bolzano, provvede  a  istituire,  al  proprio interno, un organismo tecnico-scientifico, eventualmente  organizzato in gruppi di lavoro omogenei per materia, con il compito di definire:
 
a) il regime e le modalità' di gestione del Sistema; 
b) la disciplina produttiva;
c) il segno distintivo con cui identificare i  prodotti  conformi al Sistema;
d) adeguate misure di vigilanza e controllo."

Preso atto che le predette disposizioni ricalcano un  modello organizzativo già impostato e sperimentato per le attività volte a gestire la produzione integrata  nell'ambito delle misure agro ambientali, applicate soprattutto nel settore ortofrutta al fine di erogare gli incentivi previsti  dai Piani di sviluppo rurale PSR o dell' organizzazione comune di mercato OCM, se ne deduce che, molto probabilmente, il sistema diventerà operativo entro l'anno corrente.
Però, anche se sono state definite le fasi che in sintesi si riportano nel diagramma di flusso che segue, il lavoro  non è concluso e, anzi, si attendono grosse sfide organizzative. 
Infatti se il Mipaaf sta sostenendo il varo del sistema mettendo in campo risorse finanziarie ed umane, è perché la potenzialità del sistema va oltre quella individuabile nella valorizzazione di prodotti ottenuti con modalità a basso impatto ambientale in ossequio all' art. 22 comma 2 del regolamento comunitario 1974/06.

 
 

Il sistema può avere un effetto moltiplicatore degli sforzi fatti dagli operatori, singoli o associati, che fino ad oggi hanno dato vita a migliaia di esperienze disgiunte, spesso non coordinate. Un formidabile strumento di valorizzazione del lavoro che, mettendo a sistema una ragguardevole percentuale di operatori e, verificando analiticamente i risultati, potrà proiettare a livello internazionale più che la brillante immagine di un settore produttivo specifico, quella di un vero e proprio sistema paese  Infatti, se basta evocare il nome dei paesi di provenienza, per attribuire a prodotti meccanici o automobilistici contenuti qualitativi superiori, altrettanto è possibile fare nel settore agroalimentare, dove lo sforzo italiano per garantire qualità e livelli di salubrità elevati, è già apprezzato  nel mondo.  
Inoltre, la consapevolezza che esiste già, a livello nazionale, un know how e una organizzazione di settore capace di applicare le tecniche di produzione integrata, diventa la premessa per demandare al sistema stesso il raggiungimento di obiettivi di carattere nazionale (vedi applicazione Direttiva  2009/128/CE, uso sostenibile dei prodotti fitosanitari) o  veicolare, tramite la propria struttura, indirizzi di politica agricola e i relativi incentivi.

 

Il peso della produzione integrata sull'ortofrutta iataliana
(dati riferiti alle OP aderenti alle Unioni nazionali dei produttori)

 
 
 
 
 
 

Giuseppe Ciotti

 
 
 
 
 
 

PianetaPSR numero 31 - aprile 2014