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LE VIE DI KAROL
 

Il turismo religioso fa tappa nelle aree rurali

Un progetto che punta ad aggregare le piccole comunità locali in un percorso che lega i luoghi  cari al Santo Giovanni Paolo II, da Wadowice in Polonia a Roma, passando per il Veneto - Il ruolo dei Gal
Santuario di Ludzmierz - Polonia

Rilanciare il ruolo delle aree rurali dove sorgono i piccoli santuari, attorno ai quali si raccolgono le comunità locali, coinvolgendole nei circuiti turistici e valorizzando tradizioni e cultura enogastronomica del luogo. Questo l'obiettivo del progetto "Le vie di Karol", presentato a Roma nella prestigiosa cornice della Sala del Carroccio in Campidoglio pochi giorni fa.  Il progetto "Le vie di Karol", promosso dal Circuito Wigwam - Associazione presente in 21 Paesi che si occupa di progetti di sviluppo territoriale di taglio ecologico e solidaristico -  è un vero e proprio itinerario dei piccoli santuari che parte da Wadowice, città natale di Karol Wojtyla, e si snoda attraverso la Slovacchia, l'Austria, il  Friuli (con la Basilica di Aquileia e il santuario di Sesto al Reghena), il Veneto, le Marche (Santuario di Santa Vittoria in Matenano), e percorrendo la via Salaria (Santuario della Madonna delle Grazie di Amatrice, Santuario di Farfa) giunge a Roma, città del pontificato di Giovanni Paolo II.
L'"impronta" del progetto si può leggere fin dal coinvolgimento di una delle prime comunità locali intercettate dal percorso, vale a dire quella dei "Monti Tatra" in Polonia, vicino a Wadowice. E' da quest'area infatti, zona montana la cui amministrazione sta lavorando da qualche anno ad un progetto di rilancio, che è giunta il rinomato formaggio di pecora affumicato "Oscypek", uno dei primi prodotti polacchi a guadagnare la Denominazione d'origine protetta dalla Ue. Ma la regione dei Monti Tratra è anche una regione di grandi tradizioni etno-musicali e dalle produzioni artigianali rinomate, provenienti dalla grande storia agro-pastorale dei luoghi. Insomma, un luogo dove il culto religioso sposa perfettamente la cultura e le tradizioni locali, ideale come punto di partenza del viaggio.

 
Santuario di Sesto al Reghena - Friuli

Sarà per questo profondo richiamo all'identità locale, coniugata con la valorizzazione della produttività del territorio, che questo progetto ha incontrato subito l'interesse di un Gruppo di azione Locale  di una delle regioni attraversate dal percorso: il Veneto. Si tratta del GAL Vegal della Venezia Orientale, che ha pensato di legare il progetto "Le vie di Karol" al loro progetto già operante in Veneto di "Parco alimentare". Il Parco Alimentare è percorso che attraversa idealmente 50 prodotti del territorio a denominazione d'origine, con cicli di seminari, tutto finanziato dal Leader.  Attorno ai prodotti si sono intercettate varie tipologie di turismo: enogastronomia, certo, ma anche cicloturismo, turismo fluviale, turismo ambientale, e turismo storico culturale. Con la collaborazione delle istituzioni locali si è così potuta garantire un'offerta pronta a incontrare quelle "comunità trasversali" di turisti legati da interessi e passioni comuni. Così, il GAL Vegal della Venezia orientale, vuole ora aggiungere al suo carnet anche il turismo religioso, in modo da valorizzare l'offerta delle piccole comunità locali presenti nei luoghi dei santuari e ottemperare così alla sua mission.
Dal punto di vista comunicativo, l'idea insomma è quella di legare sotto una strategia ed un marchio unificante l'offerta di queste piccole comunità, per valorizzare le tipologie di offerta ricollegabili alla Presenza di un Piccolo Santuario, e che possono rendere più facile ai turisti il cammino e la permanenza in questi luoghi. Quindi si parla di offerta ricettiva e ristorazione, punti vendita di prodotti tipici alimentari e non, terme, montagna, visite archeologiche e culturali, parchi, ecc.
Di rilievo, il recente intervento in merito al progetto di un itinerario dei piccoli Santuari di Don Mario Lusek, Direttore dell'Ufficio della CEI Pastorale del tempo libero turismo e sport: "Santuari Minori. Non si tratta di una minorità religiosa, culturale e sociale dal punto di vista qualitativo e di ruolo, ma minore perché fuori dagli abituali circuiti di "itinerari" ben consolidati, e fuori dalle rotte tradizionali, o non debitamente conosciuti e valorizzati. C'è una grande riscoperta dei luoghi "minori". Il luogo minore sviluppa due nuovi concetti: il territorio come dimora, casa comune, spazio sociale e la ricettività come ospitalità: ad esempio borghi ospitali e comunità ospitali".

 
 
 
 

Andrea Festuccia

 
 
 
 
 
 

PianetaPSR numero 34 - luglio/agosto 2014