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SVILUPPO RURALE
 

Spesa Psr, ultimo giro per far quadrare i conti

Entro dicembre ci sono da spendere ancora 1,6 miliardi: la Ue proroga a settembre il termine per le modifiche finanziarie, ma i tempi restano stretti -  Scadenze, adempimenti e qualche utile indicazione

I sette anni della programmazione 2007-2013 per lo sviluppo rurale hanno rappresentato per le regioni un vero e proprio slalom tra norme e procedure europee, ma anche una corsa contro il tempo per spendere le risorse assegnate al fine di evitare la penalità del disimpegno automatico e la restituzione a Bruxelles dei fondi non utilizzati.
Come in ogni gara, l'ultimo giro è quello decisivo: chiudere bene permetterebbe di partire con slancio nella nuova programmazione, mentre un passo falso rischierebbe di compromettere il buon andamento di tutta la gara. La Regioni devono prepararsi già da ora alla chiusura degli interventi 2007-2013 prevedendo i possibili problemi che potrebbero verificarsi.
Infatti, il mese di agosto 2015 rappresenta il termine ultimo da regolamento per presentare le modifiche ai PSR; le Autorità di gestione devono allineare il piano finanziario del PSR alle spese attese per fine anno, quindi, devono fare previsioni di spesa per ciascun Asse il più possibile corrette: sovrastime o sottostime su un determinato Asse o misura potrebbero compromettere il raggiungimento del target di fine programmazione rischiando la perdita di rilevanti risorse.
Per restare alla metafora sportiva, ci può aiutare l'immagine dell'ultimo pit-stop di una gara automobilistica per il rifornimento di carburante( fondi Feasr), che va calibrato sulle singole misure in modo da evitare di non averne a sufficienza per arrivare al traguardo; oppure,  di imbarcarne più del necessario, che significherebbe, una volta giunti alla metà, dover restituire (leggasi disimpegno) la benzina non utilizzata.
Aggiungiamo che la stima sarà più difficile per quelle regioni la cui spesa negli anni passati si è concentrata nell'ultimo mese disponibile.
La Commissione europea taglierà i pagamenti per le spese che supereranno gli impegni previsti nel piano finanziario in vigore per ciascun Asse del PSR (non si farà tuttavia distinzioni tra spese ordinarie ed Health Check).
La difficoltà nella gestione della chiusura dei PSR è stata ben compresa dalla Commissione che, proprio in questi giorni, ha proposto di estendere il limite per le modifiche finanziarie tra gli Assi dal 3% al 5% e di posticipare dal 31 agosto al 30 settembre 2015 la data ultima per la trasmissione delle modifiche finali ai PSR 2007-2013 (proposta di modifica del Regolamento delegato 807/2014) 

 

IL PUNTO SUL QUADRO FINANZIARIO 2017-2013
dati in migliaia di euro (aggiornamento al 30 aprile 2015)

 

Ciò renderà più flessibili le regole sulla chiusura e darà la possibilità di spostare ulteriori  fondi da misure meno efficaci verso interventi che necessitano di maggiori risorse.
Tra l'altro, entro fine anno, bisognerà rendicontare anche gli anticipi ricevuti a titolo di acconto ad inizio programmazione pari al 7% del budget totale assegnato ai PSR: la conseguenza immediata sarà quella di spostare più in là il traguardo di spesa.
Inoltre, per la maggior parte delle regioni ci sarà, auspicabilmente entro fine luglio, l'approvazione dei PSR 2014-2020, che determinerà il passaggio di testimone con l'apertura dei bandi sul nuovo set di misure per lo sviluppo rurale: non appare superfluo ricordare che, in base alle regole di transizione, non sarà possibile prendere impegni sulle vecchie misure una volta partiti i bandi con quelle nuove (principio della separazione degli esercizi finanziari).
Come in ogni inizio di programmazione, una volta adottata la decisione di approvazione dei PSR, le autorità di gestione beneficeranno del prefinanziamento ridotto rispetto al passato; sarà, infatti, pari all'1% del budget complessivo per i primi tre anni. Ciò si traduce in complessivi 208,8 milioni di euro di quota FEASR a titolo di anticipo per il 2014 e 2015 e 104,4 milioni di euro nel 2016.
Veniamo ora alle cifre che sono in ballo: l'importo residuo da liquidare, aggiornato ai dati di fine aprile 2015, è pari a 1.598 milioni di euro, equamente ripartiti tra le regioni centro nord (716 milioni di euro) e regioni del centro-sud (874 milioni di euro). Per molte regioni è richiesto in questi ultimi tre rendiconti trimestrali uno sforzo aggiuntivo rispetto al precedente anno. Questo avrà inevitabili ripercussioni anche sulla gestione del patto di stabilità interno per molte regioni e che coinvolgerà tra l'altro anche i bilanci dei comuni interessati dagli interventi dei PSR negli Assi 3 e Leader.
Il 2015 sarà quindi un anno difficile ed un test importante soprattutto per le autorità di gestione dei PSR.
Il doppio binario di spesa in cui si trova il treno dello sviluppo rurale richiederà notevole attenzione a tutti quegli aspetti regolamentari e procedurali che, se ben gestiti per tempo, permetteranno alla fine un semplice passaggio di consegne tra la vecchia e la nuova programmazione.

 
 
 

Luigi Ottaviani
l.ottaviani@ismea.it

 
 
 

PianetaPSR numero 43 - maggio 2015

 
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