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PREMIO DE@TERRA
 

Quando le donne coltivano la new economy

Agricoltura sinergica, packaging riciclabili, tutela delle razze autoctone ma anche tanto export, web e ricerca: l'annuale premio del Mipaaf alle imprenditrici è lo specchio di un mondo che cambia

E' ormai un appuntamento tradizionale quello col Premio De@Terra, il riconoscimento assegnato dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali alle buone pratiche condotte da imprenditrici agricole, giunto alla sua quattordicesima edizione. Un momento che, al passo con i cambiamenti in atto nel panorama agricolo, diventa anche l'occasione per comprendere quanto la multifunzionalità possa essere la chiave del successo per le aziende. Lo ha sottolineato anche il Vice Ministro Andrea Olivero, al momento della consegna del Premio lo scorso 15 ottobre: "L'agricoltura italiana - ha dichiarato Olivero - Ha bisogno di esperienze di qualità che sappiano rendere la multifunzionalità un elemento vincente per il mantenimento delle imprese agricole, e in tale contesto il binomio donna-agricoltura è sicuramente vincente, come dimostrano le vostre storie".Ma se la multifunzionalità è una delle chiavi del successo, le sei esperienze vincitrici di questa edizione sembrano lanciare anche un ulteriore messaggio per le donne al volante di un'azienda agricola: non basta diversificare il reddito, bisogna puntare a un'azienda complessivamente sostenibile, e potenzialmente raggiungibile da ogni consumatore nel mondo, grazie al web, o comunque inserita in un circuito più ampio.

 

E' il caso di Nora Kravis, dell'Azienda agricola " Chianti Cashmere Goat Farm" di Radda in Chianti (Siena), dove si allevano capre Cashmere. Si tratta del primo allevamento in Italia e del più grande in Europa. L'azienda vende anche riproduttori scelti sia in Italia che all'estero, utilizza il pascolo delle 'squadre' di capre a tutela dei terreni marginali; alleva cani da guardianìa per la protezione non letale di predatori di greggi; produce fibra pregiata e la trasformazione in prodotto artigianale interamente in Italia. Nora, inoltre, ha avviato una collaborazione con la Univerisity of Tabriz in Iran, per la "Mappatura genetica", sul database dei capi di capra cashmere italiana presenti in azienda, al fine di identificare e riprodurre alcune caratteristiche particolari riscontrate nel gregge aziendale con lo scopo di accelerare alcune selezioni genetiche relative alla produzione del cashmere. Ma c'è anche chi, come Deborah Armiento dell'Azienda Agricola "La zucca di Cenerentola"  di Travedona Monate (Varese) ha scelto il metodo che viene considerato oggi come uno dei più rispettosi dell'ambiente: l'agricoltura sinergica. Con questo metodo infatti l'ecosistema naturale del terreno si auto-rigenera grazie alla consociazione di più cultivar selvatiche e coltivate che attirano insetti, funghi e microorganismi benefici e allontanano quelli dannosi. Deborah aderisce all'iniziativa di Slow Food "Orti in condotta" mirata ad educare i bambini in età scolare e le loro famiglie alla coltivazione biologica ed alla biodiversità in campo e sulla tavola.
Federica Zurli, dell'azienda Agricola "Piante Officinali San Marco" di Asciano (Siena) coniuga la coltivazione di piante officinali autoctone con metodo biologico all'attenzione alle tendenze del mercato e all'export. Con un occhio attento ai cambiamenti negli stili di consumo ha scelto infatti di vendere online dei prodotti biologici a marchio Piante Officinali. Federica ha messo a punto un proprio progetto "Export" volto a promuovere i prodotti agroalimentari biologici "Made in Tuscany" sul mercato giapponese, pertanto il sito di Officinali San Marco è disponibile sia in lingua inglese che giapponese. L'azienda ha ottenuto, inoltre, dalla Regione Toscana l'incarico di Coltivatore Custode del Germoplasma di specie vegetali per la conservazione in situ dell'Iris Florentina, varietà officinale locale a rischio di estinzione genetica. 
La tutela della biodiversità è il leit-motiv di Simonetta Covini dell'Azienda Agricola biologica Erbucchio di Santimento (Piacenza), che opera in tre campi: coltivazione (cereali, orticole, spezie ed erbe aromatiche), trasformazione (confetture, composte, salse di frutta e verdura, biscotti, torte, erbe aromatiche e spezie essiccate) e didattico (circuito delle "Fattorie didattiche" della Regione Emilia-Romagna e di Piacenza). L'azienda ha collaborato con l'Università cattolica del Sacro Cuore di Piacenza ad un progetto di ricerca per trovare dolcificanti alternativi da utilizzare per le composte ed i biscotti allo scopo è di eliminare lo zucchero di canna. Per la salvaguardia del territorio e della biodiversità sono stati creati vari elementi di riparo per animali di diverse specie, quali grandi siepi, ricoveri per roditori e piccole pozze d'acqua; gli alberi vengono coltivati senza potature forzate e vengono coltivate specie antiche sia orticole che frutticole; infine si pratica l'autoriproduzione del seme per preservare le varietà locali. 
E' invece un'ode alla menta, quella di Mirella Chiattone dell'azienda agricola Essenzialmenta di Pancalieri (Torino): dalla passione per la coltivazione della menta piperita è arrivata oggi a creare a marchio proprio, più di 100 prodotti originali e genuini (senza conservanti o coloranti) a base di Menta di Pancalieri, grazie a idee e sperimentazioni che spaziano dagli estratti, agli sciroppi, liquori, tisane, prodotti di pasticceria, cosmetici, articoli da regalo e perfino bomboniere.  Inoltre Mirella ha creato il "giardino delle mente", una collezione profumatissima in cui sono presenti oltre 50 varietà di menta provenienti da tutto il mondo. Un'azienda aperta anche al pubblico, con la possibilità di prenotare laboratori, giornate formative e visite guidate al "Museo della Menta e delle piante officinali". Impronta ecologica   anche per le confezioni, con un packaging alternativo riciclabile per i propri prodotti. 
Infine, Chiara Lo Bianco conduce un'azienda che porta il suo nome in provincia di Siracusa, e che si estende per circa 150 ettari di cui 80 di colture in pieno campo, 30 di arance e limoni (femminello siracusano) e 20 di serre e tunnel. Un'azienda completamente autonoma nel consumo di energia grazie alla centrale fotovoltaica di 130 KW  posta sul tetto del magazzino. L'azienda, grazie agli studi in Italia e all'estero di Chiara, va fortissimo sull'export e vende in tutta Europa in molti pasi europei, senza intermediazioni, i prodotti biologici coltivati in azienda (scarole, finocchi, limoni, arance, zucchine, meloni, carote e cipolle). Inoltre nel 2008 Chiara ha aperto insieme al marito Lorenzo un "Organic Farm Hotel" inserito nel circuito dei Bio Hotels.

 
 
 

Andrea Festuccia

 
 
 

PianetaPSR numero 47 - novembre 2015

 
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