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LE STORIE DEGLI ALTRI/FILIERA CORTA
 

In Olanda la mucca si adotta in multiproprietà

Una piattaforma online per la vendita diretta: il consumatore sceglie un bovino e acquista alcuni tagli di carne, macellazione e consegna delle bistecche a domicilio solo quando c'è il "sold out" 

Si può chiamare "Acquista una mucca" o "Adotta una mucca", oppure, cambiando capo di bestiame, "Adotta una pecora". Fatto sta che, ci si trovi fra i papaveri olandesi o sulle montagne abruzzesi, il concetto non cambia: c'è un nuovo modo di accorciare la filiera fra allevatore e consumatore, basato sul concetto di fiducia e conoscenza e, alla fine, si sa letteralmente da quale animale provengono le carni che arriveranno sulla nostra tavola o da quale capo proviene il nostro il formaggio.Il concetto di base è lo stesso, ma la formula per declinarlo ha bisogno di un qualche adattamento a seconda dell'animale che si vuole adottare. Per l'adozione di una pecora o di un agnello può bastare un solo acquirente; più complicato se una sola famiglia volesse adottare un intero bovino per rifornirsi di bistecche, un problema di soldi, ma anche di stoccaggio frigo.Come aggirare l'ostacolo? Certo, si può sempre cercare di radunare un po' di parenti e amici, casomai mettere un avviso nella bacheca del condominio. Ma chi si prende il filetto, a chi le costate, e come piazzare i famosi quarti anteriori del bovino, in genere i meno amati dai consumatori italiani? Troppo complicato. Ma ci sono anche formule, organizzate dagli stessi allevatori. Come quella proposta in Olanda, terra di grandi allevatori e di uno spiccato spirito commerciale, dove un'impresa privata attraverso una piattaforma on line ha messo insieme diversi allevatori di bovini a carne.

 

L'operazione ha un nome al tempo stesso suggestivo e anche un po' crudo: "crowdbutching", letteralmente "macelleria di massa", e qui viene il bello. Non si tratta infatti - ci mancherebbe - di chiamare all'appello i consumatori in azienda agricola per prodursi da soli la loro bistecca, ma di creare un sistema di vendita diretta finalizzato a una razionalizzazione della produzione, oltre che dell'acquisto.
Funziona così: il consumatore (singolo) ordina online la quantità e il taglio voluto della carne del bovino; sul sito può individuare con certezza in quale allevamento si trova l'animale. Quando il consumatore ha pagato, in anticipo, i tagli che vuole acqutare, sullo schermo del computer viene visualizzato l'animale, con evidenziate le zone già "acquistate" e quelle ancora disponibili. Man mano che gli acquisti degli altri tagli vanno avanti, l'animale finisce di colorarsi. Solo quando l'animale è completamente colorato parte la fase della macellazione.
Dopo il pagamento, il consumatore viene costantemente aggiornato on line del progresso delle fasi delle prenotazioni e del momento in cui l'animale è stato acquistato "in toto", ricevendo dopo poco il prodotto direttamente a casa. Per gli allevatori, si tratta anche di una maniera per razionalizzare al meglio la produzione, evitando sovrapproduzioni e sprechi. Il sito si chiama "koopeenkoe.nl", (acquista una mucca) e pare che stia avendo parecchio successo.
In Italia operazioni simili esistono già da qualche anno.

Fra le più conosciute, "Adotta una mucca", promossa dal Trentino - Valsugana, insieme alle malghe del territorio: il consumatore sfoglia un catalogo con le mucche ("Carotina", "Dolores", "Heidi".....), ne sceglie una, effettua il bonifico (60 euro nell'edizione 2015), e in questo caso riceve i formaggi di malga, che può ritirare direttamente in malga, andando a visitare il proprio animale.
L'operazione ha un nome al tempo stesso suggestivo e anche un po' crudo: "crowdbutching", letteralmente "macelleria di massa", e qui viene il bello. Non si tratta infatti - ci mancherebbe - di chiamare all'appello i consumatori in azienda agricola per prodursi da soli la loro bistecca, ma di creare un sistema di vendita diretta finalizzato a una razionalizzazione della produzione, oltre che dell'acquisto.
In Abruzzo è ormai consolidata invece l'esperienza di "adotta una pecora", un'iniziativa nata per sostenere la pastorizia e contrastare lo spopolamento delle montagne. Adottando a distanza una pecora, si riceve un certificato di "adozione" garantisce agnello, latte, formaggi, ricotta, lana, ma anche la salvaguardia della porzione di territorio di stanza del gregge. Gli allevamenti aderenti al progetto, garantiscono con marchi di qualità i propri prodotti, anche biologici; in alcuni casi il pacchetto prevede anche la recettività agrituristica, in modo da consentire agli interessati di seguire periodicamente l'allevamento, nelle varie fasi della sua attività, dal pascolo al parto e allattamento, dalla tosatura fino alla transumanza.
 
Si ringraziano Scot Rural Network e Network Platteland (reti rurali scozzese e olandese) per il prezioso contributo.

 
 
 
 

Andrea Festuccia

 
 
 

PianetaPSR numero 47 - novembre 2015