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SPESA PSR
 

Rush finale per la chiusura dei conti 2007-2013

Dopo l'accelerazione degli ultimi mesi a dicembre resta una quota di 773 milioni - Così la rimodulazione ha ridisegnato i budget spostando più soldi sulle misure agroambientali a maggior tiraggio

Accelera la macchina della spesa pubblica dei fondi comunitari per lo sviluppo rurale in vista della ormai imminente scadenza del 31 dicembre, la data che mette la parola fine alla programmazione 2007-2013, spostata in avanti di un biennio in virtù della clausola n+2.
In questo articolo faremo il punto sull'avanzamento dell'utilizzo delle risorse finanziarie dei Psr, analizzando anche le condizioni che hanno consentito a tutto il sistema di fare sostanziali passi avanti in vista del traguardo finale utilizzando lo spazio di manovra concesso dalla flessibilità sulla rimodulazione accordata dall'Unione Europea.

Il dato aggiornato a fine novembre (il periodo di riferimento va dal 16 ottobre al 30 novemebre) mostra un incremento della spesa di 322 milioni di euro di quota Feasr dichiarata (pari a 605 milioni di euro di spesa pubblica). Questo dato fa scendere il rimanente da liquidare FEASR entro fine anno a 773 meuro, di cui 500 milioni di euro nelle regioni convergenza e 266 milioni di euro nelle regioni competitività.
Questi i dati ufficiali. Vale comunque la pena, in vista della volata finale, ricordare che storicamente il mese di dicembre si è caratterizzato con performance di spesa molto positive, con una punta di 610 milioni di euro spesi a dicembre 2014.
Per inquadrare meglio questa positiva accelerazione della spesa nell'ultimo trimestre, bisogna però fare un passo indietro al 30 settembre scorso. Una data molto importante per la programmazione per lo sviluppo rurale 2007-2013, termine entro cui le regioni potevano presentare le ultime modifiche ai PSR prima della chiusura e del pagamento del saldo.
Come abbiamo avuto modo di accennare nei numeri precedenti, il nuovo regolamento delegato approvato ad agosto (Reg. Ue n.1367/2015) ha dato più tempo alle Regioni per effettuare le ultime modifiche ai PSR nella programmazione 2007-2013.
Non solo, la normativa ha concesso maggiore flessibilità consentendo spostamenti tra Assi fino al limite del 5% del budget totale (il precedente limite era del 3%). Tutte le Regioni hanno colto appieno tale opportunità spostando risorse da misure con scarsa performance a misure con una maggiore attrattiva di spesa.

Le autorità di gestione dei PSR hanno quindi avuto un compito delicato da svolgere cercando di velocizzare la spesa in vista del rush finale di fine anno, recuperando per quanto possibile il ritardo accumulato in questi anni. Infatti, a fine settembre, il rimanente di fondi comunitari Fears da liquidare era di 1,125 milioni di euro: solo questo dato ci fa capire quanto siano state cruciali queste manovre finanziarie in chiusura di bilancio e il loro contributo sostanziale ad alleggerire la posta dei fondi comunitari a rischio disimpegno.

 

Piani finanziari PSR a confronto
A questo punto possiamo esaminare nel dettaglio quali spostamenti finanziari sono stati fatti, quali misure ed assi hanno beneficiato di questa rimodulazione finanziaria e quali invece hanno ridotto il loro peso nel programma. Il confronto dei piani finanziari è stato fatto sulle versioni dei programmi in vigore nel primo semestre 2015 con la versione presentata per l'approvazione il 30 settembre scorso.
Il primo dato che emerge è la diminuzione del budget totale dell'Italia per circa 18 milioni di euro di quota FEASR pari a 66,5 meuro di spesa pubblica, a causa del disimpegno automatico cui è imbattuta lo scorso anno la Regione Basilicata, non essendo purtroppo riuscita a rendicontare nei tempi previsti le risorse assegnate dell'annualità 2012 ("regola n+2").

Asse 1
A livello nazionale notiamo che la rimodulazione finanziaria ha ridotto l'Asse 1 "Competitività" di 172 milioni di euro di spesa pubblica, concentrati nelle regioni del Centro-Sud che hanno tolto 124 milioni di euro contro i "soli" 48 milioni di euro stornati dalle regioni del Centro-Nord.
Tra le regioni che hanno tolto più fondi dalla competitività troviamo la Sicilia (-112 meuro), l'Emilia-Romagna  (-28 meuro), e la Campania (-18 meuro). Aggiungono invece risorse all'Asse la Puglia, le Marche e la Toscana (+15 meuro).
La misura che ha ridotto maggiormente il suo budget è la misura 123 "accrescimento del valore aggiunto dei prodotti agricoli e forestali" con 77 meuro in meno trasferiti su altri  Assi. Seguono le misure sulle Infrastrutture connesse all'agricoltura (125), sulla formazione (112) e sul recupero del potenziale agricolo (126) con circa 20-25 meuro in meno ciascuna.
In controtendenza la misura per l'ammodernamento delle aziende agricole (121) che guadagna 16,6 meuro, mentre la misura sull'insediamento giovani (112) aggiunge 28,7 meuro al suo budget. Punta sull'ammodernamento delle aziende la Campania (+27 meuro), seguono Emilia Romagna, Marche, Puglia, Sardegna e Toscana che aggiungono alla misura circa 10 meuro ciascuna.
Quasi tutte le regioni hanno incrementato la misura giovani (112): tra le prime troviamo Calabria, Sardegna, Puglia e Lazio che aumentano il budget della misura di 10-13 meuro.

Asse 3

Anche l'Asse 3 sulla diversificazione e qualità della vita nelle zone rurali perde risorse per circa 87 meuro, di cui 60 euro stornati dalle regioni convergenza e 28 meuro dalle regioni competitività. All'interno dell'asse la misura sulla diversificazione in attività non agricole (311) perde 44 meuro, seguono la misure sui servizi essenziali (321), sul rinnovamento dei villaggi e sul patrimonio rurale (322 e 323) che lasciano sul campo circa 13 meuro ciascuna.
La Campania sposta dall'asse 21 meuro, mentre la Calabria, la Puglia e la Sicilia tolgono circa 10-14 meuro. Unica regione in controtendenza è la Sardegna che aggiunge 27 meuro all'Asse 3, concentrati tutti nella misura sui servizi essenziali per l'economia rurale (321).

Asse 4 e 5
Analogamente l'Asse 4 "Leader" perde nella rimodulazione risorse per 88 meuro a scapito quasi esclusivamente della misura 413 (-62 meuro). Seguono le misure 411 e 412 che perdono, rispettivamente, 6 e 8 milioni di euro. Tra le Regioni che hanno sottratto più risorse dall'Leader troviamo la Puglia (-20 meuro) e la Sardegna (-31 meuro). Infine, anche l'Assistenza tecnica (Asse 5) sconta una riduzione di 31 meuro complessivi.

Asse 2
Fin qui le riduzioni finanziarie negli Assi e misure; vediamo ora chi ha guadagnato da tali manovre.
Appare subito evidente che i travasi hanno avuto una pressoché unica direzione: l'Asse 2 "Ambiente e paesaggio" guadagna dalla manovra 313 meuro! Di questi ben 212 meuro (il 67,7%) sono andati alla misura sui pagamenti agro ambientali (214).
Guadagna importanti risorse anche l'indennità compensativa per le zone svantaggiate (211 e 212) con 80 meuro in più e la misura sugli investimenti non produttivi (216) con 20 meuro aggiuntivi.
Lo spostamento è equamente ripartito tra Nord e Sud: infatti, 163 meuro sono stati spostati sull'asse dalle regioni convergenza e 150 meuro dalle regioni competitività.
La Sicilia porta in dotazione all'asse circa 82 meuro, seguono la Campania con 50 meuro e l'Emilia-Romagna con 48 meuro.
La Sardegna e il Lazio aggiungono circa 22-25 meuro mente la Calabria e la Lombardia sommano circa 18-19 meuro. Notiamo infine che le misure forestali (221, 223 e 226) perdono 15,7 meuro complessivi.

In conclusione, si può dire che la rimodulazione di fine programmazione nei termini sopra descritti era ampiamente prevedibile: le regioni hanno infatti cercato il più possibile di cautelarsi da ogni eventuale rischio di disimpegno dei fondi comunitari puntando sulle misure che storicamente hanno garantito nel contempo velocità e quantità, cercando di effettuare un atterraggio morbido e senza rischi inutili.

 

IL VALZER DELLE MISURE
Così la modulazione ha ridisegnato i singoli budget
(dati in euro)

 
 
 

Luigi Ottaviani

 
 
 

PianetaPSR numero 48 - dicembre 2015