PianetaPSR
PSR 2014-2020
 

Clima, una scommessa da oltre 800 milioni di euro

Due Focus area e un ampio ventaglio di misure attivate: una sintesi delle scelte fatte dalle singole regioni e le relative dotazioni finanziarie destinate alla mitigazione dei cambiamenti climatici

Chiuso l'iter di approvazione dei PSR 2014-2020, è ormai chiaro il peso che la mitigazione dei cambiamenti climatici e l'adattamento agli stessi avranno nel nuovo settennio programmatorio. La tematica è ampia e sicuramente centrale nel secondo pilastro della PAC, perché per la mitigazione e l'adattamento, nonché per i problemi di natura ambientale, gli Stati membri dovranno spendere almeno il 30% del contributo totale del FEASR a ciascun PSR.Mitigazione e adattamento sono inoltre uno degli obiettivi trasversali a cui concorrono le priorità dell'Unione in materia di sviluppo rurale (per non considerare poi che mitigazione e adattamento, nonché biodiversità, potrebbero diventare un sottoprogramma tematico all'interno dei PSR). A voler considerare specificamente la mitigazione, l'attenzione va necessariamente alle focus area 5D "ridurre le emissioni di gas a effetto serra e di ammoniaca prodotte dall'agricoltura" e 5E "promuovere la conservazione e il sequestro del carbonio nel settore agricolo e forestale". Ma prima di entrare nel dettaglio vale la pena fare due premesse. In primo luogo analizzeremo i contenuti della programmazione regionale considerando soltanto le misure imputate in modo principale a queste due focus area, anche se altre misure potranno contribuire indirettamente alle stesse. Inoltre, la FA 5D, relativa alla riduzione delle emissioni, riguarda non solo i gas a effetto serra, ma anche l'ammoniaca. Leggendo i PSR in questa chiave, si desume che le regioni e province autonome (d'ora in poi, per semplicità, "regioni") riservano maggiore attenzione alla FA 5E, relativa all'assorbimento del carbonio, che non alla FA 5D, concentrata sulla riduzione delle emissioni. In particolare la FA 5D è stata attivata da poco più della metà delle regioni 12 su 21 (Piemonte, Lombardia, Bolzano, Trento, Veneto, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Lazio, Campania, Calabria e Sicilia), mentre la FA 5E è stata inclusa nel PSR di tutte le regioni, ad esclusione soltanto della Valle D'Aosta.Posto ciò, nel settennio 2014-2020 le regioni italiane contano di destinare complessivamente alla FA 5D risorse pubbliche per 148,4 milioni di euro, contro i 659,5 milioni attribuiti alla FA 5E. Insomma, 808 milioni di euro servirebbero a finanziare interventi del secondo pilastro direttamente finalizzati alla mitigazione.

Ridurre le emissioni: la dotazione maggiore per i pagamenti agro-climatico-ambientali
Fatta eccezione per la provincia di Bolzano, tutte le regioni nell'ambito della FA 5D riconoscono l'importanza delle azioni di formazione e informazione (M1) e di consulenza (M2) per accrescere le competenze degli operatori agricoli e favorire la riproducibilità su vasta scala di modelli gestionali volti a ridurre le emissioni di gas effetto serra e di ammoniaca. Molto diffusa è anche la scelta di selezionare la M16, relativa alla cooperazione (9 regioni), per l'interesse a sviluppare interventi coordinati e un approccio collettivo ai progetti e alle pratiche ambientali.E poi c'è la M10, pagamenti agro-climatico-ambientali, identificata da un numero più ristretto di regioni, 7, ma con un ammontare di spesa pubblica prevista cospicuo: 81,8 milioni di euro, che rappresentano oltre la metà (il 55%) della dotazione finanziaria complessiva di questa focus area. Solo 3 regioni, invece, Piemonte, Emilia-Romagna e Campania, hanno incluso nella FA 5D la misura 4, sugli investimenti. L'importo però è comunque non trascurabile: in tutto 36,6 milioni di euro.

 

Promuovere la conservazione e il sequestro delcarbonio: l'importanza delle foreste.
Più ampio è invece il pacchetto di misure della focus area 5E, relativa a conservazione e sequestro del carbonio nel settore agricolo e forestale. Tra queste spicca però indubbiamente la M8, investimenti nello sviluppo delle aree forestali e nel miglioramento della redditività delle foreste. Questa misura, la più citata (da 18 delle 20 regioni che hanno attivato la focus area), con oltre mezzo miliardo di euro di spesa pubblica prevista finisce per rappresentare quasi il 77% del totale della dotazione finanziaria della FA 5E.Ciò non toglie comunque che molte regioni abbiano selezionato anche le misure relative all'informazione (15 regioni) e alla consulenza (13), nonché alla cooperazione (14). Episodico invece l'inserimento di agricoltura biologica (solo da parte della Liguria), indennità Natura 2000 e indennità connesse alla direttiva quadro sulle acque (Basilicata) e servizi silvo-ambientali e climatici e salvaguardia delle foreste (Umbria, ad ulteriore riconoscimento del valore strategico del settore forestale).

 

In conclusione, se guardiamo altotale della spesa pubblica preventivata, l'adozione di pratiche agronomicheopportune (M11) è la misura su cui si punta prioritariamente per contenere leemissioni, mentre quando è in ballo c'è la fissazione e il sequestro delcarbonio si continua a considerare strategico investire nelle foreste (M8). 

Franca Ciccarelli
PianetaPSR numero 49 - gennaio 
2016