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RAPPORTO ISMEA-QUALIVITA
 

Dop & Igp: fare sistema per essere più competitivi

L'Italia domina con 805 prodotti certificati Ue, che valgono il 21% del totale export agroalimentare - La sfida per rafforzare il primato si gioca sulle sinergie tra istituzioni, consorzi e operatori 

Il Ministro Martina è stato chiaro: la conferma dell'Italia come Paese per eccellenza della qualità certificata, non deve farci sedere sugli allori. Insomma, brindare ad ogni nuova certificazione ottenuta (9 nuovi prodotti nel 2015, più di ogni altro Paese). Non può bastare, anche se si tratta senza ombra di dubbio di riconoscimenti importanti. Guardando infatti alle risultanze del rapporto Ismea-Qualivita 2015, appare evidente che per raggiungere nuovi importanti successi è giunto il momento di puntare con decisione a creare quelle sinergie fra istituzioni, consorzi e aziende per far "salire di livello" la competitività del nostro Paese sui mercati nazionali e internazionali, per superare asimmetrie geografiche (con il Sud Italia che insegue il Nord dal punto di vista dell'impatto economico dei prodotti IG sul territorio) e frammentazioni che rendono poco incisivi sul mercato alcuni prodotti meno conosciuti.  Uno sforzo non da poco, che prevede la partecipazione di tutti: è per questo che la giornata del 17 febbraio, in cui è stato presentato il Rapporto, è stata anche quella degli "Stati generali" della qualità certificata. Una giornata in cui istituzioni, buyer, operatori del mercato, rappresentanti dei consorzi, dei consumatori e delle associazioni, aziende , si sono messi a confronto su 7 tavoli tematici per discutere del futuro delle Dop e Igp italiane.  Certo, si parte da numeri non da poco, anche dal punto di vista economico: una quantità certificata pari a 1,47 milioni di tonnellate di prodotti Food e 23 milioni di ettolitri per il comparto Wine. Complessivamente il valore alla produzione Food e Wine raggiunge i 13,4 miliardi di euro, per una crescita del +4% su base annua e un peso del 10% sul fatturato totale dell'industria agroalimentare; il valore delle esportazioni è di 7,1 miliardi di euro, un incremento di oltre il +8% su base annua, per un peso del 21% sul totale dell'export agrolimentare italiano. Al 10 febbraio 2016 si contano nel nostro Paese 805 prodotti certificati, 282 Food e 523 Wine, suddivisi in 569 DOP, 234 IGP e 2 STG. Dietro di noi seguono Francia (658), Spagna (318), Grecia (250) e Portogallo (173). 

Approfondendo l'analisi a livello territoriale, le regioni con maggior numero di certificazioni sono il Veneto e la Toscana con 90 prodotti, il Piemonte con 81, la Lombardia con 77 e l'Emilia Romagna con 73. Ma è il dato dell'impatto economico del sistema Dop & Igp sui territori (province) di competenza che suggerisce dove incanalare gli sforzi per il futuro: delle prime 20 province, in un "range" che va dalla capofila Parma (963 mln Euro) ad Asti (148,5 mln euro) non c'è nessuna città del Mezzogiorno. Eppure al sud non mancano certo i prodotti che si fregiano del marchio Dop & Igp. E' evidente quindi come sia necessario (ed è stato sottolineato da vari tavoli) cercare di mettere in campo laddove possibile sinergie che promuovano presso i mercati e il pubblico il sistema Dop & Igp nel suo complesso. In poche parole, bisogna fare sistema.Dal canto suo, il Mipaaf ha da poco concluso una campagna on-air sui media e nella GDO che seguiva proprio il concetto di valorizzazione non solo di un prodotto, ma  di una filiera e di un territorio. Permangono tuttavia alcune difficoltà legate alla valorizzazione dei prodotti nella GDO, alla conoscenza stessa presso il grande pubblico, alla difficile commercializzazione di prodotti le cui aziende produttrici, sommate, raggiungono poche migliaia di euro di fatturato.Per tornare ai mercati esteri, nel corso del dibattito è stato sottolineata la grande importanza che può assumere il rapporto con il canale dei ristoranti italiani all'estero. Insomma, una sfida non facile, per la quale però l'Italia sta cominciando a lavorare con particolare attenzione. 

Andrea Festuccia

PianetaPSR numero 50 - febbraio 2016