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SVILUPPO RURALE/1
 

Vecchi e nuovi Psr, borsino finanziario a confronto

La tabella di concordanza consente di riclassificare i piani finanziari 2014-2020 e vedere, rispetto allo schema della precedente programmazione, chi sale e chi scende nelle scelte fatte dalle Regioni
Cifre espresse in Milioni di Euro

Archiviata la programmazione 2007-2013 e concluso il lungo iter negoziale della nuova, abbiamo finalmente un quadro completo da cui partire per esaminare le allocazioni delle risorse all'interno dei programmi di sviluppo rurale. Come abbiamo avuto modo di accennare nei precedenti numeri di Pianeta PSR, la particolarità di questa nuova fase è la complessa architettura dei PSR: la soppressione degli Assi, l'introduzione al loro posto di sei priorità trasversali a loro volta articolate in 18 focus area, la riduzione - solo apparente - del numero di misure ma con la loro ulteriore suddivisione in sottomisure e tipologie di intervento.Appare subito chiaro che "leggere" i nuovi PSR non è affatto semplice; la nuova struttura ha stravolto il quadro logico sul quale eravamo abituati a ragionare, composto di Assi e misure, ed ora è più facile confondersi nella nuova "griglia" di interventi. Confrontare le poste finanziarie delle due programmazioni è pertanto un compito complesso. Infatti, a ciascuna misura del PSR 2014-2020 può corrispondere una o più misure della passata programmazione (appartenenti anche ad Assi differenti!). Abbiamo, inoltre, nuove misure come la gestione del rischio (inserita nel programma nazionale), oppure misure "discontinue", cioè al di fuori della struttura del PSR  ed  inserite solo ai fini del pagamento di precedenti impegni (es. misura 113 prepensionamento). Ciononostante, grazie alla tabella di concordanza, siamo in grado di esaminare i nuovi piani finanziari riclassificandoli opportunamente all'interno dei consueti Assi e misure della programmazione 2007-2013. 
Rendendo omogenei i dati possiamo quindi mettere a confronto i due periodi di programmazione ed analizzare le scelte strategiche che faranno da driver della politica di sviluppo rurale fino al 2020.
Da questo confronto, balza subito all'occhio che il "vecchio" Asse 1 perde quasi 300 meuro a vantaggio degli Assi 2 e 3 che incrementano la loro dotazione, rispettivamente, di 800 meuro e 900 meuro. L'Asse Leader rimane pressoché invariato mentre l'Assistenza Tecnica cresce di 257 meuro. Fanno il pieno di risorse sia le misure legate ai servizi di consulenza (114;115) con 240 meuro in più e le misure sulla cooperazione (124) con un incremento netto di 160 meuro. Più rilevanza è stata data anche agli interventi per il recupero del potenziale produttivo (126) che ampliano la loro dotazione finanziaria di 110 meuro. Le risorse destinate alla formazione e l'informazione (111;331) guadagnano nel loro complesso 66 meuro; osserviamo, infatti, un bilanciamento delle quote: la misura 111 perde 34 meuro, la corrispondente misura 331 ottiene 100 meuro. Contrariamente a quanto ci si aspettava, gli interventi a favore dei sistemi di qualità (132;133) incrementano la loro dotazione di soli 40 meuro e le misure per i giovani agricoltori (112) perdono 68 meuro.

 
 
 

Discorso a parte va fatto sulle misure infrastrutturali confluite nella "macro" misura M4. Infatti, mentre le corrispondenti misure legate all'Asse 1 (121;125;123) riducono la loro dotazione di 756 meuro, la misura riguardante gli investimenti non produttivi (216), ora ricompresa nella M4, guadagna da sola 1.112 meuro.  A conti fatti quindi gli investimenti in immobilizzazioni materiali nei prossimi anni avranno 356 meuro in più rispetto al passato. Una forte riduzione subiscono nel settennio gli interventi per le superfici forestali, il cui budget si "alleggerisce" di 300 meuro. Infatti, se da una parte gli investimenti sul primo imboschimento e sui sistemi agro forestali (221;222;223) incrementano le risorse di circa 100 meuro, dall'altra le misure per la ricostituzione del potenziale forestale (226;227) diminuiscono la loro dotazione di 400 meuro. Inattesa è stata la riduzione delle risorse destinate all'indennità compensativa per le zone montane e per vincoli naturali (211;212)  che perdono circa 100 meuro. La misura sui pagamenti agroambientali si conferma la misura più consistente nei prossimi sette anni con 4.210 meuro complessivi, guadagnando rispetto al passato 240 meuro. Inaspettato exploit lo registra la misura sull'incentivazione dell'attività turistica (313) che guadagna ben 784 meuro, mentre le misure rivolte alla riqualificazione del patrimonio rurale e dei villaggi nonché ai servizi essenziali per la popolazione rurale (321;322;323) rimangono sostanzialmente invariate, incrementano le risorse di soli 54 meuro. Le scelte strategiche evidenziate fin qui sembrano quindi in linea con le rimodulazioni finanziarie tra assi e misure che le regioni hanno intrapreso a fine anno per chiudere la programmazione 2007-2013. Ora ci attendono l'avvio dei nuovi bandi (alcune regioni si sono già mosse) e l'inizio dei pagamenti con le relative dichiarazioni trimestrali di spesa. Questa volta però ci dovremo abituare alla nuova nomenclatura dei PSR, dimenticando il semplice schema della vecchia programmazione, ed iniziare ad avere maggiore dimestichezza con le sei priorità strategiche e le diciotto focus area che rappresenteranno i pilastri portanti della programmazione 2014-2020.

 

Luigi Ottaviani

 

PianetaPSR numero 50 - febbraio 2016

 
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