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PSR 2014-2020

Misure forestali, avanti in ordine sparso

La nuova programmazione sottolinea il ruolo trasversale del bosco e della sua gestione per la tutela delle aree rurali e montane, ma nelle scelte regionali emerge un'evidente disomogeneità di interventi

Il settore forestale per il nuovo periodo di programmazione 2014-2020 può contare su una politica di sviluppo rurale attenta ad una materia sempre più trasversale per lo sviluppo, la tutela e la conservazione del territorio rurale e montana. Se la politica Ue sottolinea il ruolo e la funzione del bosco e della sua gestione in termini di misure, sottomisure e operazioni potenzialmente oggetto di sostegno pubblico, le scelte strategiche e di programmazione fatte a livello nazionale e di conseguenza l'attuazione nei PSR regionali esprimono invece il contrario, cioè una generale scarsa attenzione all'intera materia.
In linea di massima, gli interventi forestali previsti per questa nuova programmazione non differiscono dal precedente periodo e li ritroviamo in due misure specificatamente dedicate e come sottomisure puntuali di altre misure (Tab. 1).

Tab.1 - Azioni di interesse forestale nelle programmazioni FEASR 2007-2013 e 2014-2020

 

Oltre agli interventi strettamente forestali delle Misure 8 e 15 e agli interventi specificatamente rivolti al settore presenti nelle misure 1, 2, 4, 6, 7, 9 e 12 - tra cui un'importante novità legata all'accesso ai servizi di consulenza e assistenza tecnica, la formazione professionale e le attività di informazione - particolare interesse riveste la Misura 16 sulla cooperazione che prevede, all'operazione 16.8, non solo un sostegno alla realizzazione di Piani di gestione forestale o strumenti equivalenti, ma anche azioni che coinvolgono direttamente o indirettamente il settore. Ad esempio il Partenariato europeo per l'agricoltura (Pei Agri), i progetti per lo sviluppo di nuovi prodotti, pratiche, processi e tecnologie, la realizzazione di progetti pilota, ecc.

Prima di analizzare l'impegno finanziario che le singole regioni hanno previsto per il settore forestale, bisogna ripercorrere ciò che è stata, nella fase di programmazione, redazione e approvazione dei PSR, l'attenzione nazionale e regionale al settore forestale.
Con il Quadro Nazionale delle Misure Forestali nello Sviluppo Rurale 2014-2020 , realizzato dalle Regioni con il Ministero delle Politiche Agricole nell'ambito delle attività della Rete Rurale Nazionale 2007-2013, erano stati definiti e condivisi i presupposti per poter dare piena attuazione alla strategia forestale nazionale del Programma quadro per il settore forestale e proporre un'azione efficace ed omogena per l'attuazione degli interventi forestali, in termini di spesa e di risultati su tutto il territorio nazionale.
 
Il Quadro, approvato a novembre del 2014 in Conferenza Stato-Regioni, preannunciava una nuova e interessante fase di proficua governance sulla materia forestale, ma nonostante i presupposti, con l'approvazione dei nuovi PSR per questo nuovo periodo di programmazione emerge un'evidente disomogeneità e incertezza nell'impostazione degli interventi di interesse forestale. Ma come si è arrivati a una situazione così priva di elementi di coerenza?
La risposta va cercata nella debole capacità di rappresentanza degli interessi legati alle filiere forestali da parte delle Regioni a Bruxelles e nella mancanza di un forte raccordo con l'Amministrazione centrale, per cui in fase di contrattazione bilaterale per l'approvazione dei PSR non si è riusciti a dare il giusto peso ad una posizione comune nazionale.

Il risultato è in primo luogo una forte disomogeneità tra le Regioni, non solo in termini di interventi proposti e criteri di ammissibilità nella costruzione delle Misure, ma anche nelle scelte strategiche di attivazione o meno di alcune misure o sottomisure forestali e nel peso finanziario ad esse attribuito. Di conseguenza, si presentano molte sperequazioni territoriali sugli interventi ammissibili, incongruenze programmatiche e con gli impegni internazionali, ambientali e non solo, assunti dall'Italia.
In termini di risorse impegnate, considerando solamente gli interventi forestali delle Misure 8 e 15, l'Italia ha allocato meno dell'8% della dotazione finanziaria complessiva per lo sviluppo rurale, circa 1,4 miliardi di euro. Non si può ancora fare un paragone rispetto alla programmazione 2007-2014, dove a inizio programmazione erano stati stanziati in totale 2,4 miliardi di euro (il 14,3% della dotazione finanziaria complessiva). Cifra che nell'arco dei 7 anni di programmazione ha perso oltre 400 milioni di euro (l'11,28% della dotazione finanziaria complessiva) in continue rimodulazioni e spostamenti di risorse. A fine 2015 le risorse spese per le misure forestali ammontavano a circa 1,7 miliardi di euro, non raggiungendo quindi neanche il 90% delle risorse rimaste disponibili.


Per questa nuova programmazione, non considerando le risorse (anche se minime...) previste per gli interventi forestali presenti in altre misure differenti dalle misura 8 e 15, le risorse disponibili per il settore forestale risultano decisamente inferiori addirittura rispetto allo speso della precedente programmazione. Questo, a nuova dimostrazione che l'attenzione per un settore ed una materia di interesse strategico per la tutela e valorizzazione del territorio montano e rurale italiano continua a rimane bassa, troppo bassa.


 

Raoul Romano
raoul.romano@crea.gov.it

 

PianetaPSR numero 53 - maggio 2016