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FARMER JOURNALISM

Laurea, master, sport. Poi il richiamo dei campi

Simonetta ripercorre la strada che l'ha portata a recuperare l'azienda di famiglia Erbucchio nel Piacentino - Ortaggi e cereali biologici trasformati in un laboratorio, e ora la fattoria sociale
 

Nel 2001, con in tasca una laurea in Scienze Biologiche, un lavoro a tempo pieno in un ufficio clienti e numerose attività collaterali (allenare nuotatori e giocare a rugby e calcetto), una mia amica mi chiese di accompagnarla a Milano per iscriversi all'ISEF. Durante la visita all'università partorii il mio progetto: recuperare una parte dell'azienda agricola di famiglia "Erbucchio", a Santimento nel Piacentino (rimasta senza futuro, vista la prematura scomparsa dell'erede predestinato) e renderla un'azienda multifunzionale bio, con laboratorio di trasformazione, attività didattica e servizio di conto lavorazione per terzi.
Tornata a casa, rassegnai le dimissioni e partii con il nuovo progetto: l'idea di partenza era di coltivare soprattutto erbe aromatiche, quindi mi iscrissi ad una seconda laurea in Tecniche erboristiche per approfondire l'argomento.
Ricominciai a lavorare in piscina, e dopo qualche mese commutai la laurea in Master in Scienze Erboristiche, più rapido ed efficace al mio scopo.
Terminato il Master, aprii la partita iva e cominciai i lavori di ristrutturazione di un vecchio granaio inutilizzato per trasformarlo in laboratorio. Nel 2004 ero pronta a partire.
In realtà scoprii ben presto che il mio terreno e il nostro clima non si prestavano per la coltivazione di erbe officinali, così cominciai a coltivare ortaggi e cereali e impiantai un  piccolo frutteto di varietà antiche.
L'attività si rivelò effettivamente per come l'avevo immaginata: l'attività didattica occupava gran parte della primavera, in laboratorio trasformavamo i nostri prodotti in confetture e prodotti da forno, essiccavamo le nostre erbe aromatiche a vari scopi (tisane, biscotti), il conto terzi era florido.
L'unico limite si rivelò la grande spesa di partenza, affrontata con un capitale di 10.000 euro. Così nel 2010 decidemmo, insieme con altri due produttori biologici, di acquistare nuovi impianti di produzione: utilizzammo la forma di acquisto chiamata "comunione di beni a scopo di godimento", in modo da suddividere la spesa dell'acquisto in tre parti uguali e utilizzare tutti la stessa struttura.
Con le nuove macchine aumentammo la gamma dei prodotti cominciando a produrre la Giardiniera in olio extravergine, che è tutt'ora il prodotto più venduto.
Nel 2010 arrivò anche il nostro primo disabile, Marcello, in tirocinio formativo. Nel 2014 decidemmo di non avere più dipendenti normodotati e arrivò il nostro secondo aiutante speciale, Davide. Nel 2015 cominciammo una stretta collaborazione con un centro socio educativo della zona, con due gruppi di disabili e uno di ragazzini autistici in laboratorio settimanale presso di noi.
Da lì la svolta; decisi di non ricevere più visite didattiche scolastiche, per aver più tempo per seguire i nostri nuovi amici, e per seguire il nostro nuovo progetto: studiare un modello sperimentale di agricoltura sostenibile che coniughi diverse filosofie (permacoltura, agricoltura sinergica, agricoltura selvatica), detta Agricoltura S.O.S. (Sinergica Organica Selvatica) da poter proporre anche ad agricoltori non particolarmente "sensibili", allo scopo di aumentare l'impatto ambientale "Sostenibile" sul territorio pianeggiante padano.
E' di quest'anno l'incontro con l'Università Cattolica di Piacenza per collaborare a progetti sperimentali insieme e partecipare ad un GOI con bando in uscita.
Intanto, in azienda le sperimentazioni sono nel vivo; da 2 anni abbiamo iniziato a coltivare legumi e ogni anno nuove scoperte ci indirizzano verso la nostra nuova agricoltura. Attualmente stiamo attendendo l'istituzione di un Registro Regionale di Operatori Sociali per ufficializzare Erbucchio come Fattoria Sociale.

 
 
 
 

Simonetta Covini

 
 
 

PianetaPSR numero 54 - giugno 2016