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AMBIENTE

Rinnovabili in agricoltura, l'Italia punta più fiches

Un'analisi Ue mostra la crescita di produzione e consumo di energie da fonti rinnovabili in Europa: l'Italia guida la classifica dei Paesi che con la Pac hanno riservato maggior budget a questa sfida strategica

Emissione gas serra per settore

emissione gas serra per settore

La problematica dell'impatto ambientale ha assunto negli ultimi anni un peso crescente in tutti i settori produttivi, anche in quello agricolo. Questo settore è infatti responsabile per circa il 10 per cento delle emissioni di gas serra in tutta l'Unione Europea, principalmente per la produzione di cibo e per il trasporto., ma negli ultimi anni, gli agricoltori europei hanno fatto numerosi sforzi per ridurre in maniera significativa l'impronta ambientale aumentando il consumo e la produzione di energie rinnovabili.
Secondo gli ultimi dati (2014) l'Italia, a livello complessivo, incide per il 10% sulle emissioni di GHG (gas serra) all'interno dell'Unione Europea a 28 (Fonte: EEA) collocandosi al quarto posto dietro Germania, Regno Unito e Francia. Negli ultimi dieci anni le emissioni nazionali di gas serra (CO2, CH4 e N2O) si sono complessivamente ridotte del 28% (2014 vs 2005). L'agricoltura, responsabile prevalentemente per le emissioni di metano e protossido di azoto, assume un'incidenza pari al 7% sul totale delle emissioni nazionali, dove la parte del leone la fanno industrie energetiche e dai trasporti, e contribuisce con la medesima percentuale alle emissioni dell'agricoltura Ue.
 Un analisi del Servizio Ricerche del Parlamento Europeo evidenzia come da una parte esista un enorme potenziale per la produzione di questa tipologia di energia nelle aziende agricole, per la disponibilità di vento, sole, biomasse e scarti agricoli, ma dall'altra debbano devono essere ancora superate un serie di ostacoli e di sfide.

 
 

Supporto alle energie rinnovabili nei programmi di Sviluppo Rurale 2014-2020

Il ruolo della Pac nel sostenere le rinnovabili in ambito agricolo

Certamente un ruolo determinante in questa crescente attenzione per le tematiche ambientali è stato svolto dal sostegno offerto alla produzione e al consumo di energie rinnovabili dal pilastro della Politica agricola Comune dello Sviluppo Rurale. In particolare, nell'ambito della priorità 5, (Incentivare l'uso efficiente delle risorse e il passaggio a un'economia a basse emissioni di carbonio e resiliente al clima nel settore agroalimentare e forestale), gli Stati membri possono includere misure volte ad incoraggiare la produzione e l'uso di energia proveniente da fonti rinnovabili nell'ambito dei propri programmi di sviluppo rurale.
Stiamo parlando di un impegno economico complessivo di 1,3 miliardi di euro nella programmazione 2014-2020. L'Italia, che ha previsto una spesa di 213,2 milioni di euro, con l'Austria e la Francia è il Paese che spende la cifra maggiore in questo ambito, mentre Belgio, Cipro e Romania sono le nazioni che dedicano la minore quantità di risorse alle rinnovabili.

 

Produzione di energia rinnovabile nell'agricoltura della Ue

Secondo lo studio relativo all'impatto delle energie rinnovabili sulle aziende agricole europee del 2011, si stima che queste nel 2015 abbiamo prodotto circa 22,6 Mtoe (milioni di tonnellate equivalenti di petrolio), una quantità pari a circa il 10 per cento delle energie rinnovabili prodotte in Ue. La maggior parte di energia rinnovabile prodotta è elettricità, che viene in parte reimmessa nella rete e utilizzata da altri settori produttivi, dato che mediamente le aziende agricole producono più energia di quella che consumano. L'energia eolica è di gran lunga la risorsa più utilizzata per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, seguita dal biogas, mentre il contributo delle altri fonti rinnovabili, come il solare e le biomasse è più limitato. Al contrario il calore prodotto da biomasse solide rappresenta una percentuale estremamente più piccola rispetto all'elettricità ed è in larga parte utilizzata direttamente per il consumo interno all'azienda agricola.

 

Impatto ambientale

Secondo le proiezioni diffuse dallo studio del 2011, la produzione di energie rinnovabili può essere stimata in 183 milioni di tonnellate CO-equivalenti, che corrisponde a circa il 37,7 per cento del totale delle emissioni GHG del settore agricolo nella Ue. L'energia eolica è la principale responsabile di questo risultato, seguito dalle biomasse solide per il riscaldamento, biocombustibile e biogas, mentre le altre tipologie rappresentano solo quote marginali. I potenziali benefici derivanti dall'energia solare rimangono invece ancora poco sfruttati.
La riduzione di emissioni di gas serra secondo le previsioni aumenterà in maniera significativa fino a raggiungere i 315 milioni di tonnellate CO-equivalenti entro il 2020, che corrisponderebbero al 65% delle emissioni GHG del settore agricolo nel 2008.

 

Le rinnovabili come opportunità economica per gli agricoltori

Gli agricoltori scelgono di avviare la produzione di energia rinnovabile soprattutto per ragioni economiche, dato che questa opportunità rappresenta una possibilità di diversificare, aumentare e rendere più stabili le entrate, riducendo l'impatto della volatilità dei prezzi dei loro prodotti, che secondo le previsioni è destinata ad aumentare. Le altre ragioni che spingono gli imprenditori agricoli a investire nelle energie rinnovabili includono la volontà di rendersi meno dipendenti dai fornitori di energia e il desiderio di contribuire alla produzione di energia amica dell'ambiente.
Anche i contributi economici e le tariffe "feed-in" previste per le rinnovabili giocano un ruolo importante nell'incoraggiare gli agricoltori a virare verso una produzione ed un uso dell'energia maggiormente ecocompatibili, tuttavia i contributi pubblici sono considerati cruciali per rendere le energie rinnovabili economicamente competitive rispetto ai combustibili fossili.

 

Impatto sullo sviluppo rurale

La crescita delle attività connesse con le energie rinnovabili all'interno delle aziende agricole possono garantire inoltre un contributo positivo alla regione nel suo complesso sotto il punto di vista dello sviluppo rurale e della vitalità del settore. La produzione di energie rinnovabili, infatti, può anche condurre allo sviluppo di infrastrutture tecniche ed avere un effetto positivo sull'occupazione, per la richiesta di maggiore forza lavoro nelle aziende che avviano questo tipo di produzione.
In particolare, la produzione di biomasse e biogas spesso portano ad una maggiore occupazione a livello locale, mentre questo avviene in maniera minore per l'energia eolica, solare e geotermica.

 

Ostacoli e sfide

I principali ostacoli che la produzione di energie rinnovabili deve superare, evidenzia l'analisi, si identificano soprattutto nelle complesse procedure che gli agricoltori devono affrontare per ottenere permessi e sussidi, gli alti costi degli investimenti necessari, il limitato accesso al credito e l'incertezza relativa alla possibile redditività.
La possibilità di poter contare su un supporto nell'implementazione delle tecnologie necessarie, così come per la loro installazione e mantenimento, non sono invece visti, nella maggior parte dei casi, come un problema.
Un'altra perplessità è quella dettata dalla possibilità che la produzione di energie rinnovabili in un'azienda agricola possa favorire l'agricoltura intensiva, dato che spesso è prodotta da grandi aziende che hanno la possibilità di affrontare la spesa legate all'installazione e alle tecnologie necessarie, mentre le imprese più giovani e piccole sono spesso si vedono preclusa questa possibilità a causa dei forti investimenti necessari. Questo può risultare particolarmente problematico per gli agricoltori dell'Europa centrale e orientale che più frequentemente conducono aziende agricole di piccole dimensioni e si confrontano con la carenza di fondi da investire nella produzione di energie rinnovabili.

 
 
 
 

Matteo Tagliapietra
Redazione PianetaPsr



 
 
 

PianetaPSR numero 58 - gennaio/febbraio  2017