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Sportello Giovani

Giovani in agricoltura, l'evoluzione del settore

L'analisi Ismea evidenzia il problema del ricambio generazionale, ma anche la presenza di segnali positivi, soprattutto rispetto all'aumento degli under 35 alla guida di aziende agricole con una produzione sopra i 10mila euro.

La scarsa presenza di giovani imprenditori nel panorama agricolo italiano continua a rappresentare una priorità, come dimostrano l'ampio ventaglio di strumenti messi in essere sia nell'ambito della Politica Agricola Comune all'interno del primo e del secondo pilastro che nella politica nazionale con gli strumenti di intervento gestiti da ISMEA.
Dal punto di vista quantitativo, la fotografia in termini strutturali e tendenziali del fenomeno di senilizzazione dell'agricoltura italiana varia notevolmente in funzione dei dati che vengono impiegati per l'analisi del fenomeno. L'Ismea, nell'ambito delle attività previste dalla Rete Rurale Nazionale, prevede di attivare un osservatorio continuativo sui giovani e sul ricambio generazionale composto da riferimenti normativi, dati statistici e i risultati di indagini dirette e focus tematici presso campioni di aziende agricole condotte da giovani. I dati quali-quantitativi già raccolti permettono di fornire un primissimo ma aggiornato contributo sul peso dei giovani agricoltori nel panorama agricolo italiano.
Impiegando i dati ISTAT dell'indagine infra-censuaria del 2013 sulla struttura delle aziende agricole, emerge che i giovani agricoltori under 41 rappresentano solo l'8,3% del totale dei capi azienda. Per contro, le imprese condotte da ultra sessantacinquenni rappresentano il 42,5% delle aziende.

 
Fonte: Elaborazione ISMEA-RRN su dati ISTAT 2000, 2010, SPA 2013
Fonte: Elaborazione ISMEA-RRN su dati ISTAT 2000, 2010, SPA 2013
 
 

Mettendo a confronto gli stessi valori a partire dal 2000 si può osservare una pericolosa e significativa contrazione di aziende condotte dalle nuove generazioni, pur nella generale riduzione della numerosità delle imprese agricole.
Tuttavia, restringendo il campo di osservazione alle aziende economicamente più rilevanti, l'incidenza delle imprese giovanili aumenta e il fenomeno della senilizzazione appare meno grave. Considerando i dati del Censimento del 2010, sui quali è possibile fare queste elaborazioni ed escludendo quelle con una produzione standard inferiore ai 10.000 euro (presumibilmente aziende orientate all'autoconsumo) la quota di imprese con un capo azienda under 41 sale al 18%.
Le elaborazioni su dati Infocamere basati sulle sole imprese agricole registrate al sistema camerale contano nel 2016 poco più di 744 mila imprese agricole, 2.558 unità in meno rispetto a dicembre 2015 (-0,3%), Le imprese condotte da giovani under 35 sono poco oltre 51 mila, pari al 6,9% del totale, guadagnando qualche decimale rispetto al 2015.
Scendendo più nel dettaglio, l'aspetto positivo è rappresentato dall'aumento delle imprese giovanili under 35 che hanno registrato un +5,8% (+2.812 unità) rispetto al quarto trimestre del 2015 segnando forse una inversione di tendenza.

 
Fonte: elaborazioni ISMEA-RRN su dati Unioncamere-Si.Camera
Fonte: elaborazioni ISMEA-RRN su dati Unioncamere-Si.Camera
 
 

Altro segnale positivo è quello proveniente dai dati relativi all'occupazione agricola. Infatti, secondo l'ISTAT, gli occupati nel settore agricolo sono aumentati del 4,9%. contro un aumento di appena 1,3% degli occupati complessivi rispetto al 2015. Limitatamente all'occupazione giovanile il comparto agricolo sembra svolgere in pieno la sua funzione anticiclica. Infatti, mentre in Italia si è assistito complessivamente ad un aumento del numero degli occupati under 35 dello 0,9%, in agricoltura, l'incremento di tale componente, rispetto al 2015, è stato pari al 7,1%. Allargando l'analisi ad un orizzonte temporale più ampio emerge che negli ultimi tre anni l'andamento dell'occupazione giovanile in agricoltura è sempre stato migliore rispetto a quello riferito al totale dei settori economici.

 
Fonte: Elaborazione ISMEA-RRN su dati ISTAT
Fonte: Elaborazione ISMEA-RRN su dati ISTAT
 
 

I timidi segnali di ripresa in termini di giovani occupati e di imprese condotte da giovani agricoltori fanno ben sperare in un lento seppure ancora timido processo di rinnovamento dei capi azienda. I vantaggi che tale inversione di tendenza comporterebbe per l'intero comparto sono evidenti in termini di competitività e nuovi investimenti oltre che migliori competenze. Le aziende dei giovani imprenditori agricoli producono il doppio della ricchezza rispetto a quelle degli under 41. Mediamente nel 2010, ogni azienda condotta da un giovane agricoltore registrava una produzione standard di 55mila € a fronte di soli 27mila € di produzione standard media. Inoltre, sulla base dell'indice del clima di fiducia agricolo (ICF) elaborato dall'Ismea, i giovani agricoltori dimostrano una maggiore positività, che corrisponde alla loro più elevata propensione ad investire, ad innovare e ad una più spinta reattività ai cambiamenti imposti dal mercato. L'indice (ICF), calcolato come media del 2016, è risultato positivo e pari a 6,1 per i giovani under 40 (in un range di valori compresi tra -100 e +100), negativo e pari a -6,4 per i senior over 40. Guardando la serie relativa all'ultimo triennio, l'ICF dei giovani è risultato sempre positivo.

 
Fonte: Elaborazione ISMEA su dati ISTAT
Fonte: Elaborazione ISMEA su dati ISTAT
 
 
 

Francesco Piras
f.piras@ismea.it

Maria Nucera
m.nucera@ismea.it


 
 
 

PianetaPSR numero 60  aprile 2017