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Molise
 

Molise, microfiliere e produzioni di nicchia come opportunità di sviluppo rurale

Un workshop della RRN, sul mais "Agostinello", tutto molisano, ha approfondito i temi delle produzioni tipiche, della diversificazione aziendale, dei nuovi mercati per i prodotti di nicchia e degli alimenti "speciali", come occasioni di integrazione e di sviluppo rurale.

Si è tenuto a Jelsi (CB) lo scorso 8 aprile il workshop della RRN, organizzato in collaborazione con l'Associazione Meridiana, incentrato sul tema delle microfiliere e produzioni agroalimentari di nicchia. Gli approfondimenti trattati hanno riguardato le produzioni tipiche, la diversificazione aziendale, i nuovi mercati per i prodotti di nicchia e degli alimenti "speciali", per la celiachia, con un unico filo conduttore: la strutturazione delle filiere e l'integrazione fra gli attori del territorio, come via per innescare percorsi virtuosi ed efficaci di sviluppo rurale. 
Il borgo molisano, situato in un'area interna della regione, è identificato con una importante rappresentazione di vita e di cultura, la "festa del grano", che ogni anno vede sfilare traglie e carri meravigliosamente lavorati con tutte le parti del grano. Il paese è addobbato con covoni di grano e spighe sapientemente intrecciate dalle mani delle persone più anziane e quelle dei più giovani legati da una tradizione particolarmente sentita che non tramonta col passare del tempo. La manifestazione nasce a seguito di un forte terremoto nel 1805 per invocare la protezione da parte della "Grande Madre" Sant'Anna e di ringraziamento per i frutti della terra. Oltre a questa secolare festa il borgo si caratterizza per un'altra importante e radicata tradizione: quella del mais, prodotto originariamente più "umile" e di conseguenza più presente sulle tavole dei contadini. Si tratta di una varietà di mais tipica della zona di Jelsi e del Molise in generale: il mais "Agostinello", presente nel territorio da tempo ma solo recentemente rivalorizzato grazie anche ad un crescente interesse ed attenzione nel campo alimentare in particolare nelle diete per celiaci. Il nome che identifica l'originale mais molisano è "Gandinje a ott file" (mais "otto file"), chiamato così dal numero di file di cariossidi (chicchi), otto appunto, detto anche "Agostinello" in quanto solitamente si semina ad aprile e matura ad agosto.

Il chicco si presenta cuoriforme, piatto, di colore giallo/arancione intenso. Si tratta di un cereale coltivato fin dall'antichità in Molise; in particolare, nella metà del 700 vi fu una elevata produzione, il cui consumo aiutò la popolazione a contrastare la forte carestia dovuta ai raccolti particolarmente scarsi degli altri cereali. Nel comportamento vegetativo si riscontrano tutti i caratteri di una pianta "rustica", abituata a trarre il massimo profitto dalle difficoltà idriche e nutrizionali del terreno, resistendo alle avversità climatiche ed alle malattie, capace si recuperare "disperatamente" di fronte ad una forte contrarietà stagionale (siccità), peculiarità queste riscontrabili nelle sue caratteristiche strutturali. Si tratta di una produzione ecosostenibile, in quanto la coltivazione di questa varietà non richiede nessun tipo di "assistenza colturale".

 

Anche gli elementi dal punto di vista della composizione chimica, depongono a favore del il mais Agostinello, infatti risulta essere molto ricco di proteine, cosa che ne aumenta il valore nutritivo ed il consumo nella forma soprattutto di piatti tradizionali molisani: polenta, pizza di mais, dolci e biscotti. Con l'arrivo in Italia di mais ibridi americani, con una pannocchia in cui le fila di cariossidi sono superiori alle otto tipiche dell'Agostinello, a resa doppia ma di qualità inferiore, questa varietà autoctona è stata abbandonata rimanendo ad appannaggio solo di pochi contadini caparbi. Grazie al lavoro di recupero e conservazione del germoplasma di specie autoctone, svolto dall'Agenzia per lo Sviluppo Agricolo, Rurale e della Pesca della Regione Molise, è stata creata una banca delle specie vegetali (attraverso il recupero dei semi, la catalogazione, la selezione, la disidratazione, lo stoccaggio, la conservazione), nonché sono stati istituiti i siti di propagazione e di moltiplicazione per la produzione delle specie autoctone recuperate, di pronto impiego per l'agricoltore. Così anche il mais Agostinello, insieme alle altre specie vegetali, è stato conservato sia nella banca del germoplasma, per la caratterizzazione dal punto di vista morfologico, agronomico, qualitativo, sia "in vivo" dagli agricoltori custodi che coltivano e conservano "in purezza"  la  specie autoctona che sta scomparendo, convinti che le antiche varietà, tutte, vadano recuperate e riportate sul mercato. Il mais Agostinello, pertanto, non ha subito in alcun modo nessun tipo di modificazioni genetiche e viene coltivato con metodi naturali senza trattamenti aggiunti e, in seguito, raccolto e scartocciato a mano, macinato a pietra naturale per ottenere una farina integrale che trattiene inalterate sapore, profumo e genuinità. Inoltre l'essicazione al sole allontana il rischio della formazione di micotossine pericolose per la salute umana. 
Nell'ambito del convegno è emerso che sempre più "agricoltori custodi" molisani coltivano questa varierà di mais, spostando l'attenzione verso una diversificazione delle attività attraverso la trasformazione e commercializzazione per far fronte all'incremento di interesse, verso i prodotti a base di mais, da parte dei consumatori, primi tra tutti i celiaci, in quanto la farina di mais Agostinello è privo di glutine e pertanto può essere inserita nei loro regimi alimentari. Attente alla produzione sono anche le imprese agroalimentari che intendono offrire prodotti di nicchia sempre più richiesti. 
In tale scenario si inserisce positivamente la legge regionale ad hoc a favore dei soggetti affetti da celiachia, proposta dalla Regione Molise - Assessorato alle Politiche Agricole congiuntamente all'Associazione italiana Celiachia, che incentiva la produzione di cereali senza glutine e la loro lavorazione per ottenere prodotti gluten free a filiera corta e monitorata. Questa caratteristica pone la legge della Regione Molise all'apice per innovazione e lungimiranza. La legge prevede: l'istituzione di un Centro Regionale di riferimento,  la creazione di un "Registro molisano dei Celiaci", il riconoscimento di un contributo mensile ai malati residenti in Molise, l'attribuzione di finanziamenti per la somministrazione di pasti senza glutine da parte delle strutture scolastiche ed ospedaliere ed il coinvolgimento delle aziende agricole molisane in un processo di trasformazione e commercializzazione di cereali privi di glutine, come il mais Agostinello, creando un meccanismo virtuoso di formazione e informazione anche per i produttori. 
Rilanciare la cultivar del mais Agostinello in un'ottica di filiera è stato il tema principale alla cui trattazione  hanno partecipato esperti e tecnici anche di altre regioni che sono intervenuti per un confronto sulla coltivazione, lavorazione del mais ed il suo rilancio attraverso la creazione di microfilere. Di particole importanza è stato il confronto con il caso del mais "Formenton 8 file" della Garfagnana, con cui è stato realizzato proprio in quella occasione un gemellaggio.
Attraverso gli strumenti del PSR 2014-2020 si punta ad incentivare la produzione, trasformazione e commercializzazione dei prodotti privi di glutine, alla creazione di integrazione tra diversi soggetti e di filiere. Tra gli speciosi fabbisogni emersi dall'analisi del contesto socio-economico molisano, propedeutico alla definizione della strategia del PSR 2014/2020, si riscontra proprio lo "sviluppo dei mercati locali, delle filiere corte e della diversificazione", al cui soddisfacimento concorrono diverse misure attivate (1, 2, 3, 4, 6, 7, 16 ,19) in ambito del programma, per un totale di risorse messe a disposizione di circa  47 mila euro, ovvero il 25% del totale PSR. In particolare la sottomisura 16.4 sostiene la cooperazione di filiera, sia orizzontale che verticale, per la creazione e lo sviluppo di filiere corte e mercati locali ed il sostegno alle relative attività promozionali a raggio locale e prevede una dotazione finanziaria di 3 mln di euro da mettere a bando nei prossimi mesi. La sottomisura sostiene la cooperazione tra almeno due soggetti (agricoltori, operatori del settore della trasformazione dei prodotti agricoli, operatori del mondo della ricerca, operatori di altri settori economici collegati con il settore agricolo e della trasformazione dei prodotti agricoli, operatori dei servizi di consulenza all'agricoltura, operatori del mondo della formazione in agricoltura) finalizzata alla realizzazione e sviluppo di filiere corte e dei mercati locali e della loro promozione. I potenziali beneficiari pertanto sono l'insieme di tutti i soggetti che costituiscono il partenariato (Gruppi di cooperazione) sotto forma di consorzi di scopo, ATI, o contratti di rete.
Le Condizioni di ammissibilità sono: la presenza di un accordo di partenariato (AP) formalizzato e sottoscritto da tutti i soggetti richiedenti contenente ruoli ed i costi di ciascun partecipante e gli accordi/vantaggi commerciali per gli agricoltori e la presentazione di un piano di cooperazione che contenga le  informazioni che saranno previste e dettagliate nel relativo bando.
Se su fronte della conoscenza e del rilancio della cultivar molto è stato fatto e sono state buttate le basi per un suo sviluppo e valorizzazione, tanto ancora c'è da fare!
I prossimi passi per "proteggere", riconoscere e sviluppare le opportunità del mais Agostinello sono la realizzazione: della caratterizzazione molecolare, cioè la carta d'identità della specie e la sua garanzia attraverso l'iscrizione in un registro nazionale; di un  disciplinare di produzione che detti regole ferree di coltivazione della specie e di una filiera attraverso l'integrazione di diversi attori del territorio che crei sviluppo delle aree rurali attraverso la valorizzazione del mais Agostinello che coniuga sostenibilità economica, sociale ed ambientale. Le opportunità ci sono, gli strumenti anche si tratta ora coglierle cooperando e credendo rete!

 
 

Mena Izzi
mena.izzi@crea.gov.it



 
 
 

PianetaPSR numero 60 aprile 2017