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Suolo, linee guida volontarie per l'uso sostenibile: uno strumento di indirizzo per le scelte dei PSR

Presentata dal CREA nell'ambito del progetto 5.1 RRN la versione in lingua italiana delle Linee guida volontarie per l'uso sostenibile del suolo della FAO. L'uso sostenibile del suolo è una priorità trasversale dei PSR che può e deve essere colta attraverso azioni dedicate.

Lo scorso 28 novembre si è svolto al CREA di Roma un incontro dedicato a discutere del ruolo che possono svolgere le politiche, le istituzioni e il mondo della ricerca nel promuovere un uso sempre più sostenibile della risorsa suolo in agricoltura (http://www.reterurale.it/suolo/GSP).  
L'iniziativa è stata promossa dai Centri di Politiche&Bioeconomia e Agricoltura&Ambiente del CREA nell'ambito delle attività che il Programma RRN 2014-2020 dedica ai temi agro-climatico-ambientali della programmazione PSR, anche come contributo alle celebrazioni della Giornata mondiale del suolo delle Nazioni Unite (http://www.fao.org/world-soil-day/en/). Un momento di approfondimento dedicato al suolo, al suo uso sostenibile in agricoltura (e non solo in agricoltura) e al suo ruolo di tema trasversale (ma talvolta non dedicato) di più e diverse politiche internazionali, comunitarie e nazionali.
Partner d'eccezione dell'iniziativa Fao e Rappresentanza diplomatica permanente d'Italia presso l'Onu, già partner di Rete rurale nel quadro più ampio delle attività della Global soil partnership (Gsp) delle Nazioni Unite (http://www.fao.org/global-soil-partnership/en/).
Obiettivi centrali dell'iniziativa sono stati la presentazione della versione in lingua italiana  delle Linee guida volontarie per l'uso sostenibile del suolo della FAO, e l'approfondimento del contributo che i PSR possono offrire al conseguimento dei principi fondamentali di questo documento internazionale di indirizzo.
L'uso sostenibile del suolo è una priorità strategica a cui i 21 PSR italiani dedicano quasi 500 milioni di euro, oltre il 10% delle risorse programmate per il periodo 2014-2020.
Un tema «cerniera» fra più priorità di sviluppo rurale, quello dell'uso sostenibile del suolo, che raccorda questioni climatiche di interesse agricolo (assorbimento ed emissioni di CO2) (priorità 5) con i temi più classici della sostenibilità agro-ambientale (contrasto all'erosione e al degrado, conservazione della biodiversità, uso efficiente delle risorse idriche) (priorità 4). Un tema che richiama aspetti di innovazione dedicata (investimenti aziendali specifici, agricoltura di precisione (priorità 1), richiede approcci allargati di governo del territorio e sviluppo partecipato (priorità 6) e che necessita di essere affrontato con il supporto di azioni di informazione al grande pubblico e formazione-consulenza all'agricoltore (priorità 1).
Un tema, quello dell'uso sostenibile del suolo, che, pur prendendo forma nell'alveo delle priorità di sostenibilità ambientale, richiama in modo diretto anche i temi della competitività produttiva delle imprese. Il suolo, infatti, è il primo fattore della produzione agricola e usarlo bene e in modo sostenibile garantisce il recupero e/o la conservazione della sua fertilità (chimica, fisica, microbiologica). Per un agricoltore significa perciò garanzia di poter disporre di uno strumento in più (e prezioso) di competitività produttiva (priorità 2).

Suolo bene dell'umanità: l'impegno della Fao

I suoli sono fondamento della produzione alimentare e fonte di servizi ecosistemici essenziali. Non a caso il ripristino dei suoli degradati ricade fra gli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG) dell'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite (http://www.un.org/sustainabledevelopment/sustainable-development-goals/). Garantire l'uso sostenibile del suolo, infatti, non solo è uno dei modi per sostenere la produzione alimentare, ma anche una via obbligata per conservare e fornire acqua pulita alla collettività, mantenere la biodiversità, sequestrare carbonio e aumentare la capacità dell'agricoltura di adattarsi e rispondere ai cambiamenti climatici.
Per tutte queste ragioni la conservazione e gestione responsabile dei suoli sono priorità fondamentali del mandato della FAO: contribuire a eliminare fame, insicurezza alimentare e malnutrizione nel mondo.
È così che il Consiglio Fao, nel 2012, proprio per garantire un maggiore riconoscimento del contributo essenziale che i suoli offrono all'agricoltura e alla produzione alimentare, nonché dei servizi ecosistemici assicurati da una loro corretta gestione, istituisce la Global Soil Partnership (Gsp), una coalizione internazionale disposta a promuovere e attuare una gestione sostenibile del suolo a tutte le scale, da quella globale fino a quella locale.

Le azioni della Gsp gravitano attorno alle seguenti priorità:

  • favorire l'adozione di politiche inclusive e di governo del suolo;
  • aumentare gli investimenti sulla gestione sostenibile del suolo;
  • promuovere la ricerca sul suolo;
  • promuovere l'istruzione sul suolo con particolare attenzione ai progetti di divulgazione;
  • minimizzare il rischio di degradare ulteriormente i suoli;
  • stabilizzare o ridurre l'uso a livello mondiale di fertilizzanti azotati e fosfatici;
  • investire nella creazione o rafforzamento dei sistemi di informazione sul suolo.
  • comprenderne le tendenze.

A loro volta, le priorità della Gsp sono organizzate in 5 assi di intervento (Pilastri), fra di loro interconnessi:

  • Promuovere la gestione sostenibile del suolo
  • Incoraggiare gli investimenti, la cooperazione tecnica, le politiche e l'educazione
  • Incoraggiare la ricerca scientifica e lo sviluppo tecnologico
  • Aumentare la quantità e la qualità dei dati in materia di suolo
  • Armonizzare e standardizzare le metodologie di ricerca e analisi dei dati.

Sotto l'egida della GSP nel 2015 è stata rivista la Carta mondiale del suolo (http://www.fao.org/soils-2015/news/news-detail/en/c/293552/), che contiene principi e orientamenti fondamentali per indirizzare le azioni governative verso una gestione più sostenibile del suolo. Nel dicembre 2016 la Fao completa la Carta mondiale del suolo con la messa a punto delle Linee guida volontarie per la gestione sostenibile del suolo (http://www.fao.org/3/a-bl813e.pdf).
Le Linee guida volontarie per la gestione sostenibile del suolo (Lgvgss) sono di natura volontaria, non sono giuridicamente vincolanti, e sono concepite per informare i decisori strategici, a tutti i livelli, dei principi e delle azioni da mettere in campo per conservare la risorsa suolo.
Nelle Lgvgss, la gestione sostenibile del suolo viene finalizzata al conseguimento dei seguenti risultati di conservazione della risorsa suolo:

  • Ridurre al minimo i tassi di erosione da parte di acqua e vento;
  • Ridurre il degrado della struttura;
  • Garantire copertura superficiale sufficiente;
  • Accrescere lo stock di carbonio;
  • Ridurre fenomeni  di salinizzazione, sodificazione e alcalinizzazione;
  • Migliorare infiltrazione e drenaggio dell'acqua;
  • Mantenere i contaminanti sono al di sotto dei livelli tossici;
  • Conservare la biodiversità del suolo;
  • Garantire un uso ottimale e sicuro degli input necessari alla produzione;
  • Riduzione o annullare i fenomeni di impermeabilizzazione.

Suolo priorità dei PSR
Le convenzioni delle Nazioni Unite per la lotta al cambiamento climatico, per il contrasto alla desertificazione o per la conservazione della biodiversità, richiedono al nostro Paese di assolvere, anche per il tramite di direttive e regolamenti dell'UE, a una serie di impegni capaci di garantire e favorire l'uso sostenibile del suolo in agricoltura.
Questi impegni sono in larga parte sinergici e coerenti con quelle che sono le priorità dello Sviluppo rurale e i PSR, pertanto, sono chiamati a contribuire in modo efficace al conseguimento dei risultati attesi. Anche perché i PSR, soprattutto attraverso le Misure a superficie come la Misura 10 (Paca - Pagamenti agro-climatico-ambientali), sono gli unici strumenti che mettono a disposizione dell'attore finale (l'agricoltore) le risorse necessarie per promuovere concretamente l'adozione di pratiche più virtuose di gestione del suolo, così come prescritto dai documenti internazionali di indirizzo.
Nel quadro della Misura 10 i PSR italiani hanno programmato di attivare una serie molto diversificata di interventi volti a promuovere l'uso sostenibile dei suoli.
L'agricoltura conservativa viene riconosciuta a pieno titolo dai PSR come pratica benefica per la conservazione del suolo e per questo sostenuta da un pagamento agro-climatico-ambientale ad hoc in 15 regioni italiane, con scelte declinate in modo diverso a seconda del contesto regionale.

Le attività RRN per il suolo

La mancanza di conoscenza ed esperienza specifiche rende spesso difficile e socio-economicamente rischioso il passaggio all'agricoltura conservativa per molti agricoltori. È dimostrato che la presenza nel
territorio di agricoltori con una certa esperienza in tema di agricoltura conservativa e lo scambio di esperienze «fra pari» possa contribuire in modo determinante alla diffusione fra agricoltori di questo nuovo paradigma produttivo.
In questo contesto il progetto 5.1 RRN del CREA-PB lavora per stimolare e supportare la nascita di una rete fra attori dell'agricoltura conservativa di diverse regioni italiane. Finalità di questo network è quella di promuovere azioni di informazione e condivisione di esperienze fra i diversi portatori di interesse dell'agricoltura conservativa per favorire lo scambio di buone prassi, sia agronomiche sia di gestione delle misure di sostegno programmate nell'ambito dei PSR.
Oltre alle attività di divulgazione, approfondimento e networking, però, il progetto sta lavorando anche per sviluppare alcuni aspetti di frontiera della programmazione PSR a favore della priorità di conservazione del suolo.
Uno di questi, è il tema delle «azioni collettive» (di conservazione del suolo). Come indicato anche dai Regolamenti CE, infatti, una via per amplificare gli impatti degli interventi che possono essere messi in campo con il sostegno della Misura 10 è quella di favorire l'adesione congiunta e coordinata da parte di più agricoltori beneficiari a schemi e strategie comuni di conservazione del suolo.
Altro tema di frontiera è quello dei pagamenti basati sul conseguimento dei risultati ambientali, uno schema di sostegno che la stessa Commissione europea chiede di mettere a punto nell'intento di garantire futuri meccanismi di sostegno equi e sempre più efficaci rispetto al conseguimento dei risultati attesi. Su questo fronte, un obiettivo del progetto PACA della RRN è anche la messa a punto di schemi di pagamento basati sul raggiungimento di risultati di conservazione del suolo in vista di poter offrire soluzioni operative di gestione delle misure che garantiscano maggiore snellezza per beneficiari e decisori pubblici.

Per approfondimenti sulle attività RRN dedicate al suolo: (PianetaPSR numero 62 giugno 2017)
http://www.pianetaPSR.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/1793

Per tutte le info e i materiali tematici:www.reterurale.it/suolo

 
 
 

Danilo Marandola
Centro di Politiche e bioeconomia (CREA)
Referente progetto "PACA" CREA RRN 5.1

 
 
 

PianetaPSR numero 67 dicembre 2017