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Lazio, nella regione "terreno fertile" per il futuro del sistema agricolo produttivo

Si è tenuta lo scorso 5 dicembre un'iniziativa di presentazione del Rapporto 2017-2018 sul sistema agricolo produttivo del Lazio "Il Lazio terreno fertile per il nostro futuro".

Il sistema agricolo produttivo trova nel Lazio "terreno fertile" per crescere. Lo sostiene il Rapporto 2017-2018 "Il Lazio terreno fertile per il nostro futuro presentato lo scorso 5 dicembre. 
L'iniziativa, promossa dalla Regione Lazio, mira anche ad aprire il dibattito su come immaginare lo sviluppo del sistema produttivo agricolo nel prossimo futuro, a supporto delle scelte delle imprese.
L'intento programmatico è stato quello di coinvolgere tutti gli attori del settore accompagnando lo sviluppo e l'evoluzione positiva in ordine alle sfide che l'agricoltura laziale si troverà a fronteggiare nel prossimo decennio.
La platea, composta da esperti e stakeholder del settore, ha mostrato vivo interesse per l'iniziativa contribuendo attivamente al dibattito, che si è sviluppato sulle dieci linee programmatiche proposte come milestones per affrontare ed elaborare strategie e obiettivi comuni a favore della competitività dell'agricoltura regionale.

Ognuna delle 10 "tematiche chiave" è stata declinata con lo spirito di metterne in evidenza le "minacce" ma anche quali possono essere le risposte e le opportunità che il sistema produttivo agricolo può sviluppare.

Il rapporto, di cui si riprendono i contenuti nel testo, ha dunque una veste programmatica particolarmente analitica. Individuare percorsi che vanno in direzione di questi ultimi aspetti è, evidentemente, la "sfida" a cui la Regione Lazio ha intenzione di concentrare gran parte dei propri sforzi nel prossimo futuro. 
Le 10 linee "chiave" su cui il dibattito si è concentrato e a cui i partecipanti hanno portato i loro diversi contributi sono:

1. La globalizzazione

Tematica con la quale, anche l'agricoltura, al pari degli altri settori dell'economia, oggi più che mai si trova a fare i conti, sia in positivo sia in negativo. Il settore opera in un mercato ormai globalizzato, lontano quindi da quella che potrebbe essere una visione tradizionale che lo vede "isolato" rispetto al resto del sistema economico. Il settore agricolo si trova anch'esso a dover confrontarsi con le leggi che regolano quindi il mercato "globale" e spesso determinano la sopravvivenza di interi settori produttivi. Così come non è impermeabile alle ricadute, spesso negative, determinate da "speculazioni" sugli alimenti, governate da logiche dettate dal mercato finanziario.
In un mercato globale, i flussi di fornitura sono in larga parte internazionali. Prezzi, logistica, dimensioni degli stock fanno il successo o l'insuccesso di interi settori produttivi. I prodotti alimentari sono spesso distanti dall'origine locale dei prodotti.
La tematica della globalizzazione ha per scopo la riconquista di almeno una quota del mercato attualmente occupato dai produttori stranieri.

2. L'assetto del sistema produttivo

Ogni sistema produttivo territoriale può essere assimilato ad un'unica grande impresa di produzione su base locale e geografica. In agricoltura, più che in altri sistemi economici, la competitività dell'impresa è tradizionalmente guidata da una strategia di sviluppo di tipo aziendale che spesso porta l'impresa a compiere scelte produttive in una logica di scelte di tipo individuale. Per il Lazio, questa generale peculiarità dell'impresa agricola, unitamente ad una dimensione parcellizzata delle aziende laziali costituisce un elemento di criticità, a cui si potrebbe rispondere in maniera positiva attraverso strategie di sviluppo e competitività di tipo territoriale o collettivo, cercando di disegnare modelli di sviluppo che tengano conto delle specificità del territorio in cui le imprese sono inserite, cercando di creare crescita e sviluppo anche in altri spazi diversi da quello meramente produttivo.

3. Il clima e l'acqua

Il cambiamento climatico rappresenta una delle più importanti sfide cui l'intera sociale si trova oggi a confrontarsi. Il mutamento del clima influenza diversi settori produttivi e l'agricoltura è sicuramente l'attività economica che più di tutte ne subisce, negativamente, le conseguenze. Il dibattito scientifico evidenzia come l'agricoltura dei Paesi dell'aera mediterranea è tra quella a maggiore rischio. Si assiste sempre più frequentemente ad annata siccitose e calde oltre ai sempre più frequenti eventi estremi, causa di danni sia alla produzione che a strutture e infrastrutture e che, inevitabilmente, mettono a dura prova i redditi degli addetti del settore. In questo contesto è quindi importante, che l'intero sistema agricolo, impari a comprendere i rischi a cui è esposto e valutarne gli eventuali adattamenti.

4. La sostenibilità

Il Lazio è una delle regioni italiane che ha investito di più sul biologico, e già può contare su una superficie certificata tra le più ampie in Italia. La definizione di agricoltura sostenibile coincide con il rispetto di criteri di produzione che privilegiano quei processi naturali che consentono di preservare la "risorsa ambiente". La sostenibilità è una tematica che riguarda i molti aspetti che coinvolgono l'agricoltura, dalla riduzione dell'uso della chimica, alla riduzione dell'impronta di carbonio, all'aumento del tenore di sostanza organica nei suoli e della stessa conservazione dei suoli nelle zone soggette ad erosione.
L'agricoltura biologica è sicuramente l'alternativa più efficace per cogliere queste finalità, peraltro sempre più richiesta anche dal consumatore. Pertanto, la produzione biologica può essere una risorsa importante in particolare per quei comparti produttivi a rischio scomparsa o di forte ridimensionamento.
Accanto a questo modello, occorre affiancare forme di agricoltura e di allevamento sostenibili, compreso il grande contenitore dell'agricoltura integrata.

5. Il rapporto tra la campagna e la società inurbata

La maggior parte della popolazione del Lazio vive in città. Il consumo di suolo a fine di urbanizzazione edilizia continua a rappresentare un problema diffuso, sostanzialmente per la mancanza di reddito agricolo. I bisogni del consumatore si concentrano su prodotti sicuri, sani, con ottime caratteristiche nutrizionali, ma anche economici, di facile reperibilità.
E' dunque essenziale anticipare strategicamente i segnali di questa evoluzione, per orientare il sistema agroalimentare a competere in questo scenario, già oggi fortemente globalizzato.

6. La centralità dell'impresa agricola

La prima fase di applicazione del Programma di Sviluppo Rurale (PSR) ha consentito una approfondita analisi dell'atteggiamento delle imprese verso il futuro. Già nella prima fase dei Bandi, le richieste di investimenti aziendali sono state superiori alle risorse finanziarie poste a bando. E anche le domande di primo insediamento hanno registrato una grandissima adesione, superiore alle attese. L'interesse per l'investimento produttivo in agricoltura è un patrimonio che non bisogna disperdere.
La riconversione dell'orientamento produttivo si è dimostrato un elemento significativo delle scelte imprenditoriali, certamente per l'insediamento dei giovani, ma anche molte imprese già consolidate che si orientano verso nuovi mercati.Gli strumenti finanziari e l'assistenza tecnica devono essere accompagnati da interventi di credito agevolato, per integrare il finanziamento pubblico, e da forme assicurative a sostegno del rischio di impresa.

7. L'innovazione tecnologica

Il settore primario guarda con interesse all'agricoltura di precisione, come strumento per realizzare economie, accrescere la sostenibilità, migliorare la qualità delle produzioni. Accanto a questa linea di sviluppo, si pone la ricerca sul miglioramento genetico in agricoltura e zootecnia, sulla ricerca di cultivar adatte al metodo di coltivazione biologica, sul risparmio d'acqua, sulla resistenza alle fitopatie. Una posizione strategica occupano le banche dati agricole ed i sistemi informativi avanzati.
In questa prospettiva, la Regione Lazio occupa una posizione territoriale centrale con importantissimi, istituti di ricerca nazionali e internazionali.

8. La messa in valore dei prodotti

La messa in valore dei prodotti laziali assume un ruolo prioritario. Prezzo, facilità di collocazione, marketing e valorizzazione dei marchi ne costituiscono gli assi prioritari.

9. L'organizzazione di filiera

Favorire l'organizzazione collettiva delle produzioni è uno degli aspetti su cui il Programma di Sviluppo Rurale ha puntato molto in termini di strategia e di priorità di finanziamento. Realizzare sistemi di offerta basati su accordi verticali di filiera è uno degli elementi  in grado di restituire quote di valore aggiunto dove esso viene creato.
La costruzione di aggregazioni permanenti migliora non solo la programmazione della produzione, ma anche i sistemi di logistica e la garanzia della qualità, risolvendo elementi critici come l'individualismo, la scarsa propensione a legami permanenti, lo scarso potere contrattuale nella definizione dei prezzi, la difficoltà di omologarsi agli standard richiesti dal mercato, elementi che frenano la restituzione di quota del valore aggiunto ai soggetti attivi sul territorio laziale, a vantaggio, spesso, di soggetti extra regionali.

10. L'agricoltura diversificata e la filiera corta

Multifunzionalità è soprattutto la capacità di una singola impresa agricola di autointegrarsi, chiudendo all'interno della propria struttura tutto il ciclo produttivo, includendo la trasformazione, la commercializzazione e anche, e soprattutto, l'offerta di servizi.
Il Lazio ha lavorato molto per la costruzione di regole semplici e facilmente applicabili, capaci di favorire il processo di diversificazione dell'impresa. Pur comportando investimenti spesso molto onerosi, rispetto alle altre forme di agricoltura, la risposta in termini di multifunzionalità che continua a pervenire dal territorio è infatti positiva, ma interessa ancora una quota marginale delle imprese.
Strumenti finanziari di accompagnamento, come il Programma di Sviluppo Rurale, possono favorire il processo di trasformazione delle imprese, che nel Lazio ha tutte le caratteristiche e i presupposti per poter diventare un fenomeno diffuso.

In conclusione, le 10 chiavi interpretative potranno tradursi a loro volta in cinque percorsi trasversali all'intero sistema produttivo agricolo e alimentare della Regione:

  • Riprogettare l'agricoltura in funzione del cambiamento
  • Costruire un'offerta stabile, integrata a livello locale e anche extra locale
  • Promuovere l'innovazione e la ricerca con soluzioni applicabili anche a livello delle piccole imprese
  • Qualificare il prodotto e adottare politiche di marchio che possono incidere positivamente sul prezzo, sulla capacità di attrazione e sulla facilità di collocazione
  • Sviluppare la diversificazione e la filiera corta verso mercati specializzati

A supporto delle iniziative è stato aperto un apposito blog al sito https://www.lazioterrenofertile.it/ dove esperti e stakeholder possono contribuire con idee e proposte concrete

 
 

Antonio Papaleo - antonio.papaleo@crea.gov.it
CREA - Centro di politiche e Bioeconomia

 
 

PianetaPSR numero 67 dicembre 2017