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Paesaggi rurali

Come sostenere il ruolo dell'agricoltore "custode del paesaggio": lo strumento del Registro dei Paesaggi Rurali Storici

Il tema è stato al centro di tre workshop organizzati dalla RRN il cui focus è soprattutto quello di presentare l'iter per la candidatura al Registro nazionale con un approfondimento di dettaglio sulla metodologia per la costruzione del dossier

L'Osservatorio Nazionale del Paesaggio rurale è stato istituito dal Ministero delle Politiche Agricole nel 2012 (DM n. 17070/2012) affidandogli il compito di identificare e censire su tutto il territorio nazionale i paesaggi, le pratiche agricole e le conoscenze tradizionali le quali, per caratteristiche ed elementi di storicità, rappresentano un obiettivo primario di tutela e conservazione. Per diffondere la conoscenza dell'operato dell'Osservatorio è stato programmato un ciclo di tre workshop, - finanziati dal Programma della Rete Rurale 2014-2020 per il biennio 2017-2018 - il cui focus è soprattutto quello di presentare l'iter per la candidatura al Registro nazionale con un approfondimento di dettaglio sulla metodologia per la costruzione del dossier. Lo scopo è quello di incentivare le nuove candidature, ma anche e soprattutto agevolare la procedura di elaborazione dei documenti per le candidature, pari ad oltre 70, già pervenute negli anni passati.
Il primo workshop si è svolto a Venezia, lo scorso 13 novembre, mentre il secondo è stato realizzato ad Ostuni il 29 novembre, nel cuore del Parco naturale Regionale delle dune costiere, che si trova tra Torre Canne e Torre San Leonardo, paesaggio che ha ricevuto l'iscrizione al Registro nazionale dei paesaggi rurali storici.
Ad ogni workshop sono stati invitati a parlare i rappresentanti dei Paesaggi della regione ospitante, iscritti al Registro dei paesaggi storici. In Veneto vi è stata la presentazione delle "Colline vitate del Soave" e delle "Colline di Conegliano Valdobbiadene - paesaggio del Prosecco superiore" e in Puglia del "Parco delle dune costiere". Tramite i loro interventi si è compreso meglio l'ampio significato del concetto "valorizzare e preservare il Paesaggio rurale", nonché evidenziare gli elementi tipici di un paesaggio. Il dott. Diego Tomasi , in rappresentanza del Consorzio del Conegliano Valdobbiadene, ha spiegato il percorso che il consorzio ha intrapreso in questo anni, insieme ai produttori, per capire i vantaggi derivanti da una produzione che ponga attenzione: al mantenimento della fertilità del suolo con il ripristino della sostanza organica anche grazie all'inerbimento tra le piante di viti, la limitata pendenza delle stesse negli impianti a rittochino, il ripristino di filari trasversali alla pendenza, il ripristino di muretti a secco, la meccanizzazione su piccola scala, la regimazione delle acque, l'abbandono di pratiche fortemente impattanti sul territorio come il diserbo, che si ripercuotono positivamente sul prodotto finito.
Infatti uno studio di mercato ha dimostrato come il giudizio sulla qualità di un vino, aumenta se ad esso vengono associate immagini di paesaggi vitivinicoli armoniosi, piuttosto che di sfruttamento evidente dei terreni.

 

La viticoltura moderna e rispettosa dell'ambiente, come quella presente in alcuni areali del territorio iscritto al registro, in base ad un'analisi accurata, risulta più costosa in quanto necessita di un investimento elevato per la sistemazione iniziale del suolo (per rendere la coltura parzialmente meccanizzabile senza rovinare la morfologia e i caratteri pedologici del suolo), e in termini di ore uomo / ettaro / anno che superano le 600 ore per le operazioni che devono obbligatoriamente essere fatto a mano. Tutto questo però è ricompensato dal valore di immagine che il Prosecco Conegliano Valdobbiadene sta avendo nel mondo.
Si può certamente affermare che il vincolo della redditività in uno scenario di agricoltura sostenibile è mitigato dal contenuto esperienziale dei prodotti che offre un territorio, che si traduce in un prezzo medio più alto rispetto ad altri, la cui origine è anonima. È largamente affermato che la "trasfusione del valore culturale" del prodotto di qualità ai consumatori tramite attente politiche di marketing, conduce a risultati positivi. È importante a tal fine la connotazione geografica di pregio riconosciuta ai "vigneti eroici o storici" (Testo Unico del Vino all'articolo 7) che consente la salvaguardia dei vigneti delle aree soggetto a rischio di dissesto idrogeologico o aventi particolare pregio paesaggistico, storico e ambientale. L'elenco dei territori verrà individuato con apposito decreto ministeriale. I relativi proprietari o conduttori potrebbero, tramite specifici interventi, essere beneficiari di contributi "compatibilmente con la programmazione finanziaria e con l'ordine di priorità di cui alla lettera d" (articolo 7 comma B e C). Naturalmente, le arre inserite in questo elenco saranno solo una parziale quota degli ettari complessivi a vigneto, ma tramite questi "presidi" paesaggistici si può diffondere il valore dei prodotti e dei servizi che, in generale, offre un tipo di agricoltura non intensiva e multifunzionale.

 

Simili finalità hanno guidato l'approvazione della legge 25 luglio 2017, n. 127 recante "disposizioni per la salvaguardia degli agrumeti caratteristici". L'obiettivo fondamentale del provvedimento è promuovere interventi di ripristino, recupero, manutenzione e salvaguardia degli agrumeti caratteristici, nel rispetto dei principi di tutela ambientale, di difesa del territorio e del suolo, di conservazione dei paesaggi tradizionali, nonché ai fini della valorizzazione della biodiversità agraria.
L'iscrizione di un territorio al Registro nazionale dei paesaggi rurali storici, può rappresentare un primo riconoscimento per presentare la candidatura al GIAHS  e durante il workshop il professor Mauro Agnoletti  si è soffermato su questa possibilità che premia ulteriormente coloro che si impegnano nell'iter di candidatura al Registro.
Dopo le presentazioni di approfondimento sull'iter per la candidatura, strutturate con esempi concreti, derivanti dall'analisi delle oltre settanta candidature pervenute negli ultimi quattro anni, si è instaurato un dibattito costruttivo con i partecipanti sia al workshop di Venezia sia a quello di Ostuni.
Tra le criticità emerse vi è quella circa le fonti di finanziamento disponibili per interventi strutturali per ripristinare e/o mantenere parti del paesaggio rurale, nonché per gli studi propedeutici per la candidatura. A questo riguardo, le misure contenute nei programmi di sviluppo rurale, senz'altro costituiscono un supporto, anche se poco sviluppato e molto disomogeneo tra le regioni.
Altre osservazioni da parte dei partecipanti al workshop sottolineano:

  • la necessità da parte delle istituzioni regionali di offrire strumenti per l'individuazione di paesaggi che hanno le caratteristiche per presentare la candidatura. Il costo per redigere la documentazione, che rappresenta un onere, vale la pena affrontarlo se si ha la consapevolezza di un riscontro positivo al termine dell'iter procedurale;
  • l'opportunità di diffondere la conoscenza "dell'Osservatorio nazionale del paesaggio rurale, delle pratiche agricole e delle conoscenze tradizionali" e dei benefici che si possono trarre da un'eventuale iscrizione al Registro;
  • l'individuazione di soggetti promotori (pubblici e privati) che potrebbero risultare "idonei - con indicazione di eventuali criteri di priorità" per ricevere finanziamenti (tramite le misure dei Psr o i piani paesaggistici territoriali) per valorizzare, ripristinare parti di un paesaggio storico ai fini della candidatura, così come per la realizzazione della documentazione necessaria.

In particolare l'individuazione di soggetti promotori può risolvere l'eventuale interruzione dell'iter per la candidatura, dovuto alla mancata ripresentazione della domanda in seguito al termine del mandato della Giunta in carica. Infine è stato richiesto di elencare le possibilità di modifica o i vincoli per un Paesaggio iscritto, sul mantenimento di pratiche colturali presenti al momento dell'attribuzione del riconoscimento.

parco dune costiere
parco dune costiere
 
 
 

1) Diego Tomasi - Centro di Ricerca Viticoltura ed Enologia - Conegliano (TV)
2) Il programma GIAHS (Globally Important Agricultural Heritage Systems), avviato dalla FAO, ha come obiettivo quello di individuare a livello mondiale alcuni paesaggi particolarmente ricchi in biodiversità che derivano dal co-adattamento di una comunità antropica con l'ambiente circostante e che si manifestano con il mantenimento di paesaggi di particolare interesse estetico e storico-culturale, grazie alla continuità di tecniche agricole tradizionali.
Il 29 maggio 2017 si è tenuto a Roma presso la sede FAO, il workshop "FAO Workshop on Globally Important Agricultural Heritage Systems (GIAHS) for Europe and Central Asia" all'interno del quale sono stati presentati 2 paesaggi rurali già iscritti al registro nazionale dei paesaggi rurali in Italia.
3) Mauro Agnoletti - Presidente, Regione Toscana, dell'Osservatorio del Paesaggio.

 
 
 

Paola Lauricella
Ismea



 
 
 

PianetaPSR numero 67 dicembre 2017