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Biodiversità

Basilicata, itinerari del cibo e biodiversità agricola e alimentare: il modello del Parco Nazionale del Pollino

La biodiversità come elemento fondante di un'agricoltura che vuole caratterizzarsi sul mercato con elementi chiave come la tipicità, la sicurezza alimentare e la salute dei consumatori. Il tema è stato al centro di un convengo per la presentazione degli itinerari della biodiversità agricola e alimentare del Parco nazionale del Pollino.

Cambiare paradigma, questa è la strada per declinare un futuro sostenibile per il nostro territorio. La biodiversità deve tornare ad essere parte dell'agricoltura che vuole caratterizzarsi sul mercato con elementi chiave come la tipicità, la sicurezza alimentare e la salute dei consumatori.
Queste sono solo alcune delle tematiche dibattute in occasione del convegno, che si è tenuto lo scorso 23 novembre a Rotonda(PZ), in cui è stato presentato il progetto degli itinerari della biodiversità agricola e alimentare del Parco nazionale del Pollino e sono stati festeggiati i 10 anni della sede ALSIA in coincidenza con la decima giornata della biodiversità della Regione Basilicata.
La biodiversità la dobbiamo considerare non solo come un indicatore di caratteristiche territoriali e sociali ma un elemento che diventerà sempre più centrale per lo sviluppo di un nuovo modello economico che ruota attorno alle tre direttrici agricoltura, ambiente e turismo, su cui la Regione Basilicata, e anche le altre Regioni del Mezzogiorno, devono orientare il loro percorso, basato su vocazioni territoriali e tradizione da tutelare, ma soprattutto, da valorizzare insieme alle comunità sino a diventare sistema virtuoso e sostenibile.
E' importante tutelare e valorizzare un territorio ad alto valore naturale, come quello della Regione Basilicata, caratterizzato da una notevole biodiversità, dove insistono 58 siti di interesse comunitario, 2 parchi nazionali e 3 regionali, 8 riserve statali e 7 regionali, 19 aree protette per una superficie di oltre 200.000 ettari, che rappresentano circa il 20% dell'intero territorio lucano.
Dopo aver garantito il recupero, la conservazione e la tutela delle produzioni animali e vegetali facendole diventare elementi di tipicità territoriale ed ambientale, la strategia da implementare è quella di renderle anche economicamente, culturalmente, socialmente sostenibili.
Per questo con il PSR Basilicata 2014/2020 attraverso un bando destinato agli agricoltori custodi sarà fornito un apposito sostegno per la tutela e la salvaguardia della biodiversità agricola, mentre con la misura 10.2 saranno finanziati specifici progetti di ricerca per la conservazione e l'uso sostenibile di risorse genetiche in agricoltura che vedono come beneficiari soggetti pubblici e privati.
I soggetti che sul territorio si fanno carico di promuovere la gestione attiva delle risorse naturali e di mantenere la biodiversità devono essere premiati dai consumatori finali e dai circuiti del turismo enogastronomico che vedono direttamente coinvolto il settore agroalimentare. Possiamo affermare che oggi il mercato è molto sensibile a tali dinamiche e si orienta sempre più in quest'ottica.
Il progetto degli itinerari della biodiversità agricola rappresenta un elemento di grande importanza per promuovere sul territorio nuovi percorsi di turismo sostenibile nelle aree protette.
La Rete degli itinerari della biodiversità agricola ed alimentare che comprende, da una parte gli agricoltori custodi e dall'altra la comunità del cibo dell'area Sud della Basilicata, è caratterizzata da 54 aziende che ne costituiscono i nodi focali e i soggetti animatori sul territorio.
Tradizione e innovazione andranno incontro, tramite bacheche informative ma soprattutto attraverso App e un sito dedicato, oltre che all'orgoglio per gli agricoltori custodi di esporre la targa davanti all'azienda per essere riconoscibili e riconosciuti tra gli altri, ai turisti e visitatori che cercano sempre di più l'autenticità dei prodotti e dei territori.  
È stata approvata da pochi giorni la delibera regionale di presa d'atto della istituzione della Comunità del cibo e della biodiversità di interesse agricolo ed alimentare dell'area Sud della Basilicata (prima in Italia a costituirsi, ai sensi della legge n.194/2015, nel novembre 2016) per avviare le azioni congiunte, come ad esempio il progetto degli itinerari qui decritto, che saranno coordinate con tutti i soggetti coinvolti, in ottemperanza alla stessa legge n. 194/2015. Mappare, conservare e preservare biodiversità, valorizzare ma anche certificare il materiale genetico, le filiere, fare animazione con tutti i soggetti del territorio, promuovere il trasferimento di conoscenza agli agricoltori perché possano continuare la loro missione, coinvolgere le aziende agricole, gli agriturismi e le fattorie sociali, creare connessioni tra sistema agroalimentare e prodotti locali.
La realizzazione di microfiliere per valorizzare le produzioni autoctone, la realizzazione del marchio della biodiversità e la ricostruzione di una governance della biodiversità agricola in modo da evolvere da progetto nell'ambito del Parco Nazionale del Pollino a vero e proprio processo territoriale di sviluppo ambientale, economico e sociale dell'intero territorio regionale rappresentato le sfide e le opportunità per il futuro.
La sostenibilità a lungo termine deve essere legata alle identità dei territori e alla produzione di cibo, alla qualità delle produzioni e alla sicurezza alimentare, alla salute e alla ricerca e innovazione che devono caratterizzare presente e futuro dell'agricoltura e dell'agroalimentare nazionale, regionale e locale.
Ricordiamo che il 2018 sarà l'anno dedicato al cibo italiano. Si tratta di un patrimonio, quello del Made in Italy agroalimentare, che coniuga saper fare, bellezze artistiche e paesaggistiche, rappresentando uno del migliori biglietti da visita del nostro Paese nel mondo. Il cibo, insieme all'arte, racconta la storia delle nostre terre e delle comunità che le abitano. Un valore immenso che deve essere promosso e tutelato.    
La promozione della cultura del cibo rappresenta una chiave di volta per la tutela della biodiversità e lo sviluppo sostenibile.
Valorizzare il cibo dei nostri territori significa porre ancora una volta l'accento su parole chiave come qualità, eccellenza e sicurezza che rendono unici i nostri prodotti. Significa valorizzare il lavoro degli agricoltori e allevatori custodi, degli artigiani e dei produttori alimentari. Quando raccontiamo il cibo, raccontiamo anche la storia di chi lo ha realizzato, del territorio dal quale provengono le materie prime.
L'agricoltura può rappresentare uno strumento fondamentale per la gestione del territorio e per produrre economia e reddito agli agricoltori, presupposto fondamentale per scongiurare abbandono delle terre e lo spopolamento delle aree rurali, puntando sulla riscoperta di tradizioni, territorio e della relazione vincente tra cibo, paesaggio e salute.

 
 
 
 

PianetaPSR numero 67 dicembre 2017