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Grazie al FEIS maggiori possibilità per i grandi progetti

Il Fondo Europeo per gli Investimenti Strategici (FEIS), gestito dalla Banca Europea per gli Investimenti (BEI), istituto nel 2015, è stato prorogato fino alla fine del 2020 con l'obiettivo di mobilitare fino a 500 miliardi di euro di investimenti per progetti innovativi ma a rischio più elevato che riguardano infrastrutture, trasporti, tecnologie dell'informazione e della comunicazione, istruzione, ricerca, innovazione, sostegno alle PMI, sanità, cultura.

Il Fondo Europeo per gli Investimenti Strategici (FEIS) [1], gestito dalla Banca Europea per gli Investimenti (BEI) [2], è stato istituito nel 2015 [3]  al fine di attrarre, nel triennio successivo, investimenti pubblici e privati per 315 miliardi di euro e contribuire al rilancio dell'economia europea (Piano Junker).
Come precisato dalla Corte dei Conti Europea (2017) [4], il FEIS, seppur dotato di una struttura di governace distinta, non è un'entità giuridica separata dalla BEI. Inoltre, sotto il profilo giuridico non è uno strumento finanziario ai sensi del titolo VIII del Regolamento finanziario (cfr. box).
Sotto il profilo operativo, l'accesso ai finanziamenti per piccole e medie imprese è sostenuto dalla BEI, sulla base di una garanzia di 16 miliardi di euro a valere sul bilancio dell'UE, integrata da uno stanziamento di 5 miliardi di euro provenienti dalle risorse proprie della BEI.
Di recente, il Fondo è stato prorogato fino alla fine del 2020 con l'obiettivo di mobilitare fino a 500 miliardi di euro di investimenti per progetti innovativi ma a rischio più elevato che riguardano infrastrutture, trasporti, tecnologie dell'informazione e della comunicazione, istruzione, ricerca, innovazione, sostegno alle PMI, sanità, cultura.

 

A fine novembre 2017, il finanziamento del FEIS ha raggiunto negli Stati membri coinvolti quasi 50 miliardi di euro per progetti destinati a generare investimenti per oltre 250 miliardi di euro.
Secondo la banca dati della BEI [5], i progetti negoziati dal FEIS al 12/12/2017 sono complessivamente 397, di cui 245 hanno portato alla sottoscrizione di un accordo (62% sul totale), 120 sono stati approvati e 32 sono in corso di esame.
Considerando i progetti sottoscritti e quelli approvati, il numero di investimenti destinati a sostenere le PMI è pari a 77 (22%), seguito da progetti in campo energetico (66; 18%) e R&S (71; 19%); i restanti investimenti sono suddivisi tra progetti digitali, trasporti, infrastrutture sociali e progetti ambientali.
Come evidenziato graficamente, Francia, Italia, Spagna e Germania sono al contempo principali attori e beneficiari del Fondo. Attualmente, l'Italia è destinataria di 41 progetti.

 

Il Fondo, impegnandosi a coprire una parte delle perdite che i progetti potrebbero potenzialmente subire, ha reso molte idee imprenditoriali più appetibili per gli investitori, a testimonianza di come gli strumenti finanziari vengano utilizzati con sempre maggior frequenza per fornire sostegno tramite prestiti, garanzie e investimenti azionari.
Il FEIS può, in prospettiva, rappresentare un'opportunità aggiuntiva per il raggiungimento degli obiettivi della politica di sviluppo rurale per sostenere attività ad alto rischio.(PianetaPSR numero 58 gennaio/febbraio 2017).

 
 
 

[1] Il Fondo, cuore del piano Juncker, è stato costituito congiuntamente dalla Commissione europea, dalla BEI e dal Fondo europeo per gli investimenti come pilastro fondamentale del piano di investimenti per l'Europa.
[2] A norma dell'art. 309 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), la BEI ha il compito di contribuire allo sviluppo equilibrato del mercato interno nell'interesse dell'Unione. In tutti i settori dell'economia, la BEI facilita il finanziamento di: i) progetti finalizzati alla valorizzazione delle regioni meno sviluppate; ii) progetti finalizzati all'ammodernamento o alla riconversione di imprese oppure alla creazione di nuove attività, che non possono essere interamente assicurati dai mezzi di finanziamento esistenti nei singoli Stati membri; iii) progetti di interesse comune per più Stati membri.
[3] EU Regulation 1017/2015 of 25 June 2015 (EFSI Regulation), Article 3.
[4] European Corut of auditors (2017), Audit brief. The European Fund for Strategic Investments (EFSI), Luxembourg.
[5] http://www.eib.org/efsi/efsi-projects/

 
 

Francesco Licciardo
CREA - Politiche e Bieconomia




 
 

PianetaPSR numero 68 gennaio/febbraio 2018