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Produzioni certificate

Rapporto Qualivita-Ismea, il primato mondiale italiano si rafforza. Il comparto raggiunge 14,8 mld di valore alla produzione

Il documento registra una crescita del 6% su base annua e un aumento dei consumi nella GDO. L'export raggiunge 8,4 mld di euro.


L'Italia si conferma leader a livello mondiale nelle produzioni certificate. Il nostro Paese raggiunge gli 818 prodotti DOP e IGP, il settore tocca i 14,8 miliardi di euro di valore alla produzione e gli 8,4 mld di export. I dati emergono dal quindicesimo Rapporto Ismea - Qualivita sulle produzioni agroalimentari e vitivinicole italiane DOP IGP STG, l'indagine annuale che analizza i più importanti fenomeni socio-economici del comparto della qualità alimentare certificata.
I numeri del comparto

L'Italia conferma e rafforza il suo primato mondiale per numero di prodotti DOP IGP con 818 Indicazioni Geografiche registrate a livello europeo. Il comparto esprime i risultati più alti di sempre anche sui valori produttivi, con 14,8 miliardi di valore alla produzione e 8,4 miliardi di valore all'export. Si tratta di una crescita del 6% su base annua, con un aumento dei consumi nella GDO del +5,6% per le vendite Food a peso fisso e del +1,8% per il Vino.
Il settore Food, che nel 2016 conta 83.695 operatori (+5% sul 2015), vale 6,6 miliardi di euro alla produzione e 13,6 miliardi al consumo, con una crescita del +3% sul 2015, con l'export che continua a crescere (+4,4%) e un trend che nella grande distribuzione supera il +5,6% per il secondo anno consecutivo.

Il comparto Wine - oltre 3 miliardi di bottiglie - vale 8,2 miliardi di euro alla produzione con una crescita del +7,8% e sfiora i 5 miliardi di valore all'export (su un totale di 5,6 miliardi del settore).
Crescono anche a livello globale le DOP IGP STG con 46 nuovi prodotti nel 2017, di cui 43 in Paesi UE e 3 in Paesi Extra UE. Inoltre, per la prima volta dal 2013, si riscontrano nuove registrazioni anche nel vino, con sette nuove DOP in Paesi europei.

Il "peso" del comparto

Oggi le produzioni certificate rappresentano, dal punto di vista del "peso economico", l'11% dell'industria alimentare e il 22% dell'export agroalimentare nazionale (nel 2015 era il 21%). Il Sistema delle DOP IGP in Italia garantisce qualità e sicurezza anche attraverso una rete che, alla fine del 2017, conta 264 Consorzi di tutela riconosciuti dal Mipaaf e oltre 10mila interventi annui effettuati dagli Organismi di controllo pubblici.

Le produzioni certificate sul territorio

Le analisi territoriali e gli impatti economici per provincia italiana mostrano un comparto, quello delle DOP IGP, che coinvolge capillarmente tutto il Paese. Per quanto l'impatto del sistema risulti concentrato geograficamente - con le prime aree del Nord-Est in cui si trova la maggioranza dei distretti più rilevanti economicamente (58% valore Food, 56% valore Wine), dalla "Food Valley" emiliana al "sistema Prosecco" veneto-friulano - non sono pochi i territori che hanno beneficiato della forte crescita relativa delle proprie filiere di riferimento. Produzioni più piccole, che esprimendo al massimo il proprio potenziale, riescono a trainare il settore agroalimentare di qualità da nord a sud del Paese.

I prodotti

Per quanto riguarda le produzioni Food, la parte del leone la fanno il Grana Padano DOP (1,293 mld di euro), il Parmigiano ReggianoDOP (1,123 mld di euro) e il Prosciutto di Parma DOP (816 mln di euro). Nel vino, invece, troviamo sul podio il Prosecco DOP (629 mln di euro sfuso), Delle Venezie (169 mln di euro sfuso) e Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOP (161 mln di euro sfuso).

Il ritorno economico sul territorio

Nel comparto Food spiccano i risultati della regione leader per ritorno economico l'Emilia Romagna (2.751 mln di €) e della Lombardia (1507 mln di €), seguite da Veneto (384 mln di €), Campania (366 mln di €), Trentino Alto Adige (355 mln di €), Friuli Venezia Giulia (318 mln di €), Sardegna (289 mln di €) e Piemonte (268 mln di €).
Anche nel comparto WINE alcune regioni si segnalano per un impatto economico (vino sfuso) di grande valore molto spesso legato a denominazioni con affermazione consolidata da anni a livello internazionale. Il Veneto guida grazie al contributo di quasi tutte le sue province (1.276 mln di €), seguono la Toscana (442 mln di €), il Piemonte (352 mln di €), il Friuli Venezia Giulia (218 mln di €), il Trentino Alto Adige (198 mln di €), la Sicilia (126 mln di €), la Lombardia (125 mln di €) e l'Emilia Romagna (111 mln di €). Sotto i 100 milioni di euro, ma con un valore significativo anche Puglia (92 mln di €) e Abruzzo (89 mln di €).

Le filiere

VINO

Nel 2016 il valore stimato della produzione imbottigliata DOP e IGP ha raggiunto gli 8,2 miliardi (+7,8%), mentre lo sfuso è salito a 3,3 miliardi di euro. Produzione vicina ai 25 milioni di ettolitri (+6,6%), di cui 14,5 DOP (+5,4%) e 10,4 IGP (+8,4%). I vini imbottigliati hanno superato così la soglia dei tre miliardi di bottiglie (+5,4%).
L'export di produzioni IG ha raggiunto nel 2016 i 14,6 i milioni di ettolitri per un valore di circa 5 mld di euro (+6,2%) su un totale di 5,6 miliardi del settore (+4,4%).
A livello di vino sfuso è confermata la leadership del Prosecco DOP con 630 milioni di euro in valore alla produzione, con un incremento sul 2015 del +34,5%. Completano il podio virtuale il Delle Venezie IGP (dal 2017 è entrato in produzione con la denominazione Trevenezie IGP) con 169 milioni di euro (+1,4%) e Conegliano Valdobbiadene - Prosecco DOP con 161 milioni di euro (+15,4%).
Superano i 100 milioni di euro di valore (vino sfuso) anche il Chianti Classico DOP (112 mln di €, +12,4%), l'Asti DOP (103 mln di €, +2,6%) e il Veneto IGP (101 mln di €, +9,3%). Sul piano delle variazioni del valore del vino sfuso sul 2015, sono da segnalare quelle del Valpolicella DOP (+82,3%), del Provincia di Pavia IGP (+44, 6%) seguiti da Salento IGP (+27,9%) e Puglia IGP (+26,7%).

FORMAGGI

Il settore, che conta su 27.933 operatori, è la principale categoria delle DOP e IGP in termini di volume d'affari, con un valore alla produzione che supera i 3,7 miliardi di euro per un'incidenza del 57% sul totale del comparto Food.
Continua a crescere la quantità certificata (+2,9%) che supera le 517mila tonnellate di prodotto, con aumenti più che proporzionali in termini di valore alla produzione (+3,1%) e di valore al consumo (+3,8%). La quantità esportata, pari al 34% della produzione certificata complessiva, mostra risultati che migliorano quelli già eccellenti del 2015: con quasi 1,65 miliardi di euro, l'export cresce del +3,3% e rappresenta il 49% del totale delle esportazioni del comparto Food. Buoni risultati a livello di export per i quattro prodotti che guidano la classifica del valore alla produzione, in ordine: Grana Padano DOP (+4%), Parmigiano Reggiano DOP (+9%), Mozzarella di Bufala Campana DOP (+11%), Gorgonzola DOP (+7%).

PRODOTTI A BASE DI CARNE

I Prodotti a base di carne rappresentano la seconda categoria delle DOP e IGP per giro d'affari, con un valore alla produzione superiore ai 2 miliardi di euro per un'incidenza del 30% sul totale del comparto Food, quota che supera il 34% se si considera il valore al consumo (vicino ai 4,7 miliardi di euro). Il settore, che conta 4.014 operatori, mostra trend positivi rispetto al 2015 sia a livello di produzione certificata (+3,2%) che di valore (+10,7% alla produzione, +4,5% al consumo). L'export, che copre una quota del 17% della produzione, riporta ottimi risultati: con oltre 570 milioni di euro le esportazioni balzano del +13,6% rispetto 2015. Il Prosciutto di Parma DOP traina la filiera con oltre il 40% della categoria per quantità e valore alla produzione e quasi il 50% per valore all'export.

ORTOFRUTTICOLI

Con 111 riconoscimenti i prodotti ortofrutticoli sono la categoria leader per numero di denominazioni. Il primato riguarda anche le quantità certificate - circa 600mila tonnellate - mentre per quanto concerne il valore della produzione, questo ammonta a circa 310 milioni di euro e incide per il 5% sul totale del comparto Food certificato. La categoria che vede impiegati 18.829 operatori, registra nel 2016 una flessione del -12% delle quantità certificate rispetto all'anno precedente e una battuta d'arresto ancora maggiore in termini di valore della produzione (-25%). Si evidenzia il ruolo di assoluto rilievo che ricoprono le esportazioni, che assorbono ben il 40% della produzione certificata complessiva del settore. I risultati della categoria dipendono soprattutto dai trend della Mela Alto Adige IGP (-15% volume e -33% valore rispetto al 2015) e della Mela Val di Non DOP (-14% volume e -33% valore), che rappresentano da sole l'80% della produzione certificata e il 67% del valore alla produzione.

ACETI BALSAMICI

La categoria - che può contare su 650 operatori - mostra nel 2016 dinamiche positive, sia in volume sia in valore. In particolare, il valore della produzione è pari a circa 385 milioni di euro (+1,8% sul 2015) per un'incidenza del 5,8% sul totale del comparto Food certificato DOP IGP; risultano in aumento anche i quantitativi certificati che arrivano a 95mila litri (+2,0%). In continua crescita il valore all'export - che assorbe circa il 90% dei volumi prodotti - che, con poco più di 881 milioni di euro (+1,8%), esprime circa il 26% del totale delle esportazioni del comparto Food a Indicazione Geografica. È l'Aceto Balsamico di Modena IGP a caratterizzare il comparto, rappresentando circa il 99% dei volumi certificati, dei valori alla produzione e dell'export.

OLI DI OLIVA

Ai 43 prodotti del 2015 si aggiungono 2 nuove IGP regionali nel 2016 e una nel 2017, con la categoria che raggiunge complessivamente 46 riconoscimenti (42 DOP e 4 IGP). Nonostante la capillare presenza in tutte le aree vocate e i 21.881 operatori, il comparto limita a poco più del 2% i volumi certificati rispetto al totale prodotto dal settore. Nel 2016, in particolare, si arriva a 10mila tonnellate certificate, in calo del -1,7% rispetto al 2015; una diminuzione comunque ben più limitata della contrazione complessiva della produzione di olio che è stata del -62%. Durante tutto il 2016, di contro, i prezzi degli oli DOP, soprattutto pugliesi, calano rispetto ai livelli record dell'anno precedente diminuendo il valore alla produzione intorno ai 69 milioni di euro, il -2,2% rispetto al 2015. Il settore degli oli extravergini IG risulta fortemente collegato per quantità e valori ai primi tre prodotti della graduatoria, rispettivamente Toscano IGP, Terre di Bari DOP, e Val di Mazara DOP.

CARNI FRESCHE

Il valore alla produzione per la categoria delle Carni fresche DOP e IGP nel 2016 supera gli 86 milioni di euro mentre il valore al consumo sfiora i 200 milioni di euro. Gli operatori impegnati nella produzione certificata sono invece 9.513. Le esportazioni di carni fresche certificate rappresentano una ristrettissima nicchia (meno dell'1% del totale della produzione DOP IGP destinata ai mercati esteri), mentre oltre il 40% delle carni fresche DOP IGP è immesso nel mercato nazionale attraverso i canali "Horeca" e "Dettaglio tradizionale" (per le altre categorie del Food IG non si raggiunge il 10% su questi canali). Continua a crescere la grande filiera del Vitellone Bianco dell'Appennino Centrale IGP sia per quantità certificata che per risultati di mercato con un valore al consumo che supera i 134 milioni di euro (+5,1%). Dinamiche altalenanti per i volumi certificati del comparto ovino, cresce l'Agnello di Sardegna IGP (+13%), diminuiscono Abbacchio Romano IGP (-26%) e Agnello del Centro Italia IGP (-6%).

ALTRE CATEGORIE DOP IGP

Il valore alla produzione per la categoria delle Carni fresche DOP e IGP nel 2016 supera gli 86 milioni di euro mentre il valore al consumo sfiora i 200 milioni di euro. Gli operatori impegnati nella produzione certificata sono invece 9.513. Le esportazioni di carni fresche certificate rappresentano una ristrettissima nicchia (meno dell'1% del totale della produzione DOP IGP destinata ai mercati esteri), mentre oltre il 40% delle carni fresche DOP IGP è immesso nel mercato nazionale attraverso i canali "Horeca" e "Dettaglio tradizionale" (per le altre categorie del Food IG non si raggiunge il 10% su questi canali). Continua a crescere la grande filiera del Vitellone Bianco dell'Appennino Centrale IGP sia per quantità certificata che per risultati di mercato con un valore al consumo che supera i 134 milioni di euro (+5,1%). Dinamiche altalenanti per i volumi certificati del comparto ovino, cresce l'Agnello di Sardegna IGP (+13%), diminuiscono Abbacchio Romano IGP (-26%) e Agnello del Centro Italia IGP (-6%).

 
 

Matteo Tagliapietra

 
 

PianetaPSR numero 68 gennaio/febbraio 2018