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Monitoraggio

Il monitoraggio da satellite certifica i benefici della PAC

La Commissione Europea introduce la possibilità di usare i dati dei satelliti Sentinel al posto dei tradizionali controlli "in loco" per le misure a superficie della PAC.

I controlli delle misure a superficie della Politica Agricola Comune potranno essere effettuati anche attraverso il monitoraggio via satellite e non solo con i controlli in loco. È una delle novità previste dal Regolamento d'esecuzione (UE) n. 746/2018 della Commissione, entrato in vigore il 22 maggio scorso, che modifica il regolamento di esecuzione (UE) n. 809/2014. Al regolamento era stato dato parere favorevole dagli Stati Membri nel corso del Comitato Congiunto Pagamenti Diretti e Sviluppo Rurale del 26 aprile 2018, con voto non unanime: Malta aveva, infatti, espresso voto contrario.
I dati dei satelliti Sentinel, lanciati nell'ambito del progetto Europeo Copernicus, ai fini del controllo e della concessione dei pagamenti, saranno combinati con le informazioni già esistenti nel Sistema di Identificazione delle Parcelle Agricole (SIPA). Questi dati saranno, in caso di esito incerto, a loro volta combinati con altri dati di osservazione della superficie terrestre, come le foto "geo-taggate", cioè foto digitali comprensive delle coordinate geografiche dei luoghi in cui sono state scattate, quelli rilevati da droni, nonché altre evidenze, fornite anche dai beneficiari. Nel caso la formulazione dell'esito non fosse ancora possibile, è previsto il ricorso ad una visita in campo, che avrà evidentemente carattere dirimente definitivo.
In aggiunta all'evidente semplificazione nei controlli e ad una serie di altri positivi effetti, è d'uopo sottolineare il passaggio "culturale" che vedrà la misurazione effettiva dei risultati sostituire la verifica dell'effettiva osservanza degli impegni ed obblighi della PAC. Questa "rivoluzione" evidenzierà gli effettivi benefici della PAC; la disponibilità di tali evidenze renderà più semplice ed immediata la comunicazione all'opinione pubblica dell'efficacia dell'impiego delle risorse finanziarie fornite dal taxpayer europeo. Tali prove potranno inoltre contribuire a tranquillizzare le Istituzioni UE, preposte al controllo "di secondo livello" sulle politiche, relativamente all'efficacia, soprattutto ambientale, degli obblighi e degli impegni della PAC. Facendo cenno agli altri effetti positivi, non sono secondari il numero inferiore delle ispezioni, che si traduce nella riduzione dei costi pubblici dei controlli e degli oneri per gli agricoltori.
Gli Stati Membri, ad eccezione di Malta, hanno espresso voto favorevole; nonostante questo, tutti hanno manifestato diverse riserve verbali e scritte, cui la Commissione ha risposto nel corso del dibattito: tali riserve, e le relative risposte, sono confluite in una proposta di documento, la cui presentazione è in programma nella riunione del Comitato Congiunto Pagamenti Diretti - Sviluppo Rurale del 26 giugno 2018.
Le risposte della Commissione esprimono sostanzialmente una necessaria flessibilità nel processo di introduzione del monitoraggio. Per esempio, è stata concessa la facoltà agli Stati Membri, tramite l'articolo 40a del Regolamento EU n. 809/2014 come modificato dal Regolamento di esecuzione della Commissione n. 746/2018, di introdurre o meno il monitoraggio.
Inoltre, la decisione di applicare il monitoraggio può essere presa anche a livello sub-nazionale: la condizione è la disponibilità di un SIPA in grado di funzionare indipendentemente da eventuali altri SIPA del medesimo Sistema Integrato di Gestione e Controllo (SIGC). Inoltre, la decisione di introdurre il monitoraggio può essere presa anche da una singola Agenzia di Pagamento: in tal caso si può introdurre il monitoraggio anche se il SIPA è comune a più di un'Agenzia di Pagamento.
In aggiunta, uno Stato Membro, dopo uno o due anni di applicazione del monitoraggio, può tornare ad utilizzare i controlli classici, mentre i dati forniti dai beneficiari (p.e. foto geo-taggate), pur non avendo lo stesso valore dei dati satellitari, possono essere utilizzati nelle attività di follow-up. Infine, nei casi in cui col monitoraggio non possano essere controllati tutti gli impegni di una data misura, i controlli mancanti possono essere integrati con i classici controlli in loco.
Il passaggio al monitoraggio dei risultati è un'evoluzione necessaria ed obbligata di fronte alla riduzione delle risorse finanziarie destinate alla rubrica agricola dell'Unione Europea; inoltre, l'evidenziazione dei benefici risponde bene alla domanda di un uso ancora più responsabile di tali risorse proveniente dall'opinione pubblica e dalle altre Istituzioni Europee.

 
 

Antonio Frattarelli

 
 

PianetaPSR numero 72 giugno 2018