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Vino, Commissione UE: nuovi regolamenti per semplificare la registrazione dei vini di qualità

Le nuove regole intervengono sia sulle procedure di registrazione che su quelle di modifica dei disciplinari.

Semplificare i regolamenti relativi al processo di identificazione e registrazione dei vini "Indicazione geografica", allineando le procedure con gli altri settori dell'agroalimentare, e chiarire le responsabilità a livello nazionale e europeo relative alle modifiche dei disciplinari di produzione.
È quanto prevedono le modifiche regolamentari, illustrate in una nota della Commissione Europea, che intervengono sia sulle procedure di registrazione che su quelle di modifica dei disciplinari.
La registrazione
Sarà resa più facile grazie alla semplificazione della descrizione del legame territoriale richiesto. In precedenza, infatti, i richiedenti dovevano fornire un'analisi dettagliata dell'area geografica, delle caratteristiche del prodotto determinante dal contesto geografico e dell'interazione causale tra prodotto e territorio; ora sarà sufficiente descrivere il nesso causale tra l'area geografica e le caratteristiche del prodotto.
Cambia anche il processo di valutazione, per evitare inutili sovrapposizioni tra il livello nazionale e quello europeo: lo Stato membro avrà il compito di esaminare la domanda, mentre la Commissione concentrerà la propria attenzione sulle possibili problematiche transfrontaliere. Questo dovrebbe ridurre in maniera estremamente significativa le tempistiche del processo. Prima dell'introduzione delle nuove regole potevano essere necessari alcuni anni per completare la registrazione, mentre ora viene stabilito un termine di sei mesi.
Un intervento significativo viene operato anche sulle procedure di opposizione e di cancellazione, che vengono allineate a quelle esistenti per gli altri settori dell'agroalimentare.
Modifiche
I nuovi regolamenti definiscono due casistiche per le modifiche ai disciplinari delle "Indicazioni Geografiche":
"modifiche Unionali",  adottate a livello UE, quando riguardano aspetti particolarmente significativi,  come la denominazione o la categoria di prodotto o il legame con l'area geografica  o restrizioni al mercato dei prodotti;
"modifiche ordinarie", adottate a livello nazionale,  per tutte le altre casistiche.
Tra le novità anche la previsione di modifiche temporanee dei disciplinari di produzione, in caso di introduzione di misure obbligatorie di carattere sanitario o fitosanitario, calamità naturali o condizioni climatiche avverse formalmente riconosciute.
Procedure
Dal punto di vista procedurale si introduce la possibilità di considerare periodi di transitorietà per due aspetti. Da un lato le nuove norme permetteranno un uso temporaneo di una denominazione protetta che potrebbe non rispettare tutte le regole previste, dando ai produttori più tempo per riconvertire la produzione o modificare la denominazione; dall'altro, in un periodo transitorio sarà consentito ad uno stato membro, prima della registrazione come vino protetto a livello UE, di anticipare gli effetti del riconoscimento a livello nazionale.

 
 

Matteo Tagliapietra


 
 

PianetaPSR numero 74 settembre 2018