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Beni pubblici

Provide, ruolo e prospettive della fornitura di beni pubblici provenienti dall'ambito agricolo e forestale

L'obiettivo del progetto è stato quello di sviluppare strumenti efficaci a sostegno della fornitura di beni pubblici da parte degli ecosistemi agricoli e forestali dell'UE.

Finanziato dal programma comunitario per la ricerca e l'innovazione Horizon 2020, nell'ambito del Societal Challenge "Food security, sustainable agriculture and forestry, marine and maritime and inland water research, and the Bioeconomy", il progetto Provide ha come obbiettivo principale quello di affrontare le problematiche relative alla fornitura di beni pubblici provenienti dall'ambito agricolo e forestale dell'Unione Europea. Il progetto è stato condotto con il coinvolgimento di 14 partner tra università e istituzioni europee, tra i quali l'Institut National de la Recherche Agronomique (INRA-Francia), il James Hutton Institute (UK), l'Università di Cordoba (Spagna), la University of Natural Resources and Life Sciences di Vienna (Austria), la VU University di Amsterdam (Paesi Bassi) e il Leibniz Centre for Agricultural Landscape Research (ZALF- Germania), coordinati dal Dipartimento di Scienze Agrarie dell'Università di Bologna (DipSA).

Obbiettivi

L'obiettivo del progetto PROVIDE è stato quello di sviluppare strumenti efficaci e proporre scelte politiche a sostegno della fornitura "intelligente" di beni pubblici da parte degli ecosistemi agricoli e forestali dell'UE. Ad oggi infatti i beni pubblici, sebbene di primaria importanza per l'ambiente e il benessere della società, spesso sono forniti in quantità inferiore a quella socialmente utile poiché non esiste un loro mercato. In realtà quello che accade è che si concentra l'attenzione su aspetti relativi alla loro gestione e alla loro governance (come ad esempio il tipo di fornitura e la domanda sociale di beni), correlando il loro utilizzo a concetti di servizi ecosistemici. Ciò significa che spesso l'attenzione nei loro confronti si basa esclusivamente sulla dipendenza degli esseri umani dagli ecosistemi e sui benefici che questi possono apportare (ad esempio la regolazione della qualità dell'acqua, la regolazione dei nutrienti del suolo, l'impollinazione, il controllo biologico). I beni pubblici in ambito agricolo e selvicolturale seguono quindi lo stesso approccio, ossia cono considerati servizi che, a livello ecosistemico, integrano le caratteristiche dei beni pubblici e dei servizi e riflettono gli effetti positivi e negativi dei processi di produzione agricola.

Attività

Mappatura e inventario di beni pubblici
Il progetto è stato condotto attraverso una serie di attività, a partire dalla mappatura e di un inventario dei beni pubblici e dei meccanismi che producono tali beni. Paesaggio, biodiversità agricola, qualità e disponibilità dell'acqua, funzionalità del suolo, stabilità del clima, qualità dell'aria, difesa dalle alluvioni e dagli incendi, sicurezza alimentare, benessere degli animali, vitalità delle aree rurali e in generale la gestione della maggior parte del territorio dell'Unione Europea fanno parte del lungo elenco di questi beni.
Una volta determinati, si è proceduto a identificarne i "punti di crisi" e di analizzarne, con un approccio multiscala, le legislazioni pubbliche in vigore, lavorando sia a livello di UE che a livello di caso studio locale al fine di proporre politiche e meccanismi innovativi che potessero favorire una offerta "smart" di tali beni a livello europeo e una migliore trasferibilità del loro valore.
Livello locale: 13 casi studio.
Al fine di definire i punti critici, come già accennato, si è condotta una analisi a livello europeo e locale. Per quanto riguarda lo studio locale, il progetto, ha quindi definito, per ciascuno dei tredici paesi coinvolti nel progetto (Finlandia, Estonia, Polonia, Repubblica Ceca, Germania, Paesi Bassi, Francia, Regno Unito, Spagna, Italia, Austria, Bulgaria e Romania), le regioni più rappresentative corrispondenti alle unità del livello di programmazione per l'attuazione delle politiche, al fine di mostrare a livello UE dati di interesse pubblico più vicini possibili alla realtà locale. La maggior parte delle regioni oggetto di studio (9 su 13) sono caratterizzate da una quota prevalente di terreni agricoli rispetto ad altri usi del suolo, mentre le restanti quattro regioni, situate in Finlandia, Estonia, Romania e Repubblica Ceca hanno la più alta percentuale di foreste. Tra le questioni ambientali, le preoccupazioni più comuni, che riguardano la maggior parte delle aree di studio, sono il degrado della qualità e la scarsità d'acqua, la perdita di funzionalità del suolo e la biodiversità dei terreni agricoli e il rischio di frane e alluvioni. Da un lato, molti di questi problemi pubblici (ad esempio l'inquinamento delle acque) sono legati all'agricoltura intensiva e alla gestione delle risorse idriche per l'agricoltura (ad esempio Italia, Germania, Spagna, Scozia, Francia, Bulgaria, Polonia) e al cambiamento climatico (Repubblica ceca). D'altro canto, alcuni problemi pubblici sembrano essere legati all'abbandono di terreni agricoli (ad es. il rischio di alluvione), che è stato indicato come un altro fattore che incide negativamente sulla fornitura di beni pubblici dall'agricoltura in alcune regioni oggetto di studio (Italia, Spagna, Francia e Polonia).
Valutazione
Una volta individuati gli hot spot, si è passati alle valutazioni sul lato della domanda e sul lato dell'offerta dei beni pubblici forniti da sistemi agricoli e forestali al fine di pervenire ad un ventaglio di politiche mirate alla loro gestione. La valutazione, condotta con diversi metodi (tra i quali contingent valuation, choice experiments, revealed preference methods, cost accounting) è stata combinata con diversi meccanismi (incentivi finanziari, strumenti collettivi, strumenti di mercato o misure di informazione e sensibilizzazione). In particolare sono stati analizzati i benefici derivanti della domanda e i costi associati alla fornitura di beni pubblici da parte dei sistemi agricoli e forestali. Poiché come già detto tali beni non sono commercializzati (cioè non esiste un prezzo di mercato per essi), sono stati utilizzati metodi di valutazione specifici per stimare sia i benefici che i costi. I metodi possono essere generalmente classificati in metodi monetari e non monetari: con il primo di solito si forniscono informazioni più rilevanti dal punto di vista politico. Nell'ambito dei metodi di valutazione monetaria, spiccano i metodi sopra elencati (in particolare la contingent valuation e la revealed preference (sopratutto per quanto riguarda i metodi di determinazione dei prezzi e dei costi di viaggio), insieme ai metodi diretti basati sui costi. I metodi di valutazione non monetari includono invece valutazioni multicriteria, basati su analisi da parte di esperti, deliberative, tra gli altri.
I diversi approcci di valutazione esplorati sono stati applicati poi applicati nei 14 casi studio. Da ciò è emerso che i beni pubblici forniti dai sistemi agricoli e forestali sono molto apprezzati dalla società (sia a scala locale che europea), ma la loro fornitura comporta generalmente costi aggiuntivi per gli agricoltori / silvicoltori direttamente proporzionale al livello di fornitura condotto.
Coinvolgimento degli stakeholders
Tutte le fasi del progetto sono state sviluppate con il supporto degli stakeholders in modo da ottenere un prodotto "co-costruito", che ne possa permettere lo sviluppo anche a conclusione del progetto, massimizzandone l'impatto e rendendo fruibili i benefici alle parti interessate.
Conclusioni e prospettive
Il progetto ha permesso di evidenziare opportunità e criticità legate alle forniture di beni pubblici agricoli definendo alcuni aspetti centrali per definire le prossime azioni sulla prospettiva del medio-lungo periodo: 

  • Migliorare la fornitura di beni pubblici nei sistemi agricoli e forestali a livello europeo richiede soluzioni e meccanismi ottimizzati mirati al contesto regionale e in generale al contesto pubblico;
  • Combinare i diversi meccanismi (incentivi finanziari, strumenti collettivi, etc) potrebbe anche significare una migliore progettazione di singoli strumenti, ad es. schemi di pagamento migliori e più accettabili;
  • Migliorare l'adattamento delle misure di gestione di tali beni all'ambito locale e all'area in cui viene fornito il bene pubblico e quindi lo strumento è disponibile.
  • Provvedere ad una piattaforma che metta insieme un inventario di opzioni e mezzi operativi per la valutazione e la selezione di meccanismi politici/settoriali indirizzati nei cinque gruppi tematici e nei case studies categorizzati.
 
 

Silvia Baralla



 
 

PianetaPSR numero 74 settembre 2018