Home > Il punto sui PSR > Giovani > Rural4Università 2018, sostenibilità e innovazione nell'agricoltura biologica al centro del RuralCAMP 2018
RuralCAMP

Rural4Università 2018, sostenibilità e innovazione nell'agricoltura biologica al centro del RuralCAMP 2018

L'edizione 2018 della Summer School sul tema dell'agricoltura biologica sceglie come collante, oltre alla sostenibilità, i possibili percorsi di "innovazione" nell'ambito delle politiche di Sviluppo rurale 2014-20.

Trasformare le buone pratiche aziendali in uno strumento di crescita sostenibile, comunicare l'identità culturale dei territori, conoscere e visitare alcuni casi d'interesse: questi gli obiettivi della Summer School "RuralCAMP 2018" dell'iniziativa Rural4Università, ideata e promossa dalla Rete Rurale Nazionale 2014-2020 (scheda progetto 2.2. Rural4Learning) e sostenuta con i fondi dei programmi di sviluppo rurale regionali (Psr).

Attraverso una partnership tra tre Regioni limitrofe (Campania, Puglia e Molise), è stata organizzata una Summer School itinerante di durata settimanale (dal 23 al 28 settembre 2018) e rivolta agli studenti universitari, selezionati sulla base degli esiti del corso e-learning, e ai loro docenti.

La Summer School ha avuto un focus specifico su nove casi studio aziendali, individuati dalle Regioni come esempi di buone pratiche adottate sui temi dell'edizione 2018, Agricoltura biologica, innovazione e Psr, permettendo agli studenti di verificare come la sostenibilità e l'innovazione siano fortemente interrelate.

L'innovazione rappresenta, infatti, la strada maestra per migliorare le performance delle imprese lungo le tre dimensioni della sostenibilità (economica, sociale e ambientale), in quanto permette di coniugare - spiega Raffaele Settanni, socio ed esperto nel trattamento delel acque di Apulia Kundi - le nuove tecnologie per l'allevamento di alga spirulina (primo impianto pilota in Puglia), con elevati standard qualitativi, basso impatto ambientale, costi contenuti e capacità di commercializzare prodotti funzionali trasformati (non solo l'alga essiccata ma anche pasta, miele e birra con spirulina).

Parte proprio da Bari il primo itinerario di RuralCAMP 2018, che nei giorni 24 e 25 settembre ha permesso di conoscere tre realtà di grande interesse nell'ambito dell'agricoltura biologica pugliese: oltre ad Apulia Kundi, le aziende Colli della Murgia e Agricola Piano.

La vigna di Colli della Murgia sorge in una terra ricca di ferro e con presenza di scheletro calcareo ed è lavorata in modo da consentire alle radici di scendere in profondità e di trovare naturalmente gli approvvigionamenti di cui la pianta ha bisogno. Un attento inerbimento, realizzato nei mesi autunnali con un mix di 100 diverse essenze erbacee, arricchisce la terra, seguito, a primavera inoltrata, da operazioni di trinciatura e pacciamatura per mantenere l'umidità nel terreno, ostacolare la crescita delle erbe infestanti, frenare l'erosione del suolo, ecc. Tuttavia, da circa venticinque anni, Colli della Murgia si distingue nel panorama delle aziende vitivinicole pugliesi per la produzione di vini bianchi e, successivamente, anche di spumanti, diventandone un punto di riferimento, caso oltremodo anomalo per la Puglia, prima maggiormente conosciuta per la produzione di vini da taglio e adesso per quella di vini rossi.

L'azienda Piano si dedica alla coltivazione di olivi e cereali da destinare alla commercializzazione e di prodotti ortofrutticoli per l'autoconsumo. Per l'80% circa gli olivi aziendali sono di varietà Peranzana, attualmente poco diffusa perché scarsamente produttiva, ma che conferisce all'olio monovarietale particolari caratteristiche organolettiche. Agricola Piano coltiva popolazioni evolutive di grano sia tenero sia duro, che, oltre alla conservazione della biodiversità e al controllo delle infestanti, consentono di selezionare le specie più resistenti con riferimento a quello specifico agroecosistema e, quindi, di ottenere produzioni tendenzialmente costanti nel tempo. L'azienda trasforma e vende in filiera corta tutto ciò che produce in campo, attraverso un patto etico con i consumatori, basato sulla garanzia di qualità dei prodotti e sul rispetto dell'ambiente e della biodiversità. La fase di trasformazione unisce tecniche antiche e d'avanguardia, per conservare le caratteristiche nutrizionali e organolettiche dei prodotti ottenuti.

La prima azienda visitata in Molise, invece, è la Fattoria di Vaira (Petacciato), dalla cui filosofia di fondo, basata sulla pedagogia steineriana, nasce l'obiettivo di coltivare prodotti di qualità e allevare bovini e api secondo i criteri dell'agricoltura biodinamica e di creare un qualificato e rilevante centro italiano di sperimentazione e formazione su questi metodi. Il presupposto dell'operato dell'azienda è che "il miglior prodotto possibile per la salute delle persone è anche il migliore per la vita della natura circostante".

Scelte etiche caratterizzano anche l'azienda agricola Melise di Castel del Giudice, che ha rilevato un'azienda preesistente specializzata nella produzione di mele e recuperato terreni in semi-abbandono ed esposti al rischio idrogeologico, convertendoli all'agricoltura biologica, grazie a un'iniziativa di azionariato popolare pubblico-privato (istituzioni pubbliche e privati cittadini proprietari dei terreni). La Melise coltiva circa quaranta ettari di superficie con tecniche e pratiche sostenibili e garantisce una gestione razionale delle risorse idriche grazie all'impianto di irrigazione a goccia e all'impiego di tecnologie informatiche, funzionali al controllo delle precipitazioni e dell'evapotraspirazione dei terreni. L'azienda Melise ha promosso l'innovazione anche dal punto di vista socio-economico, gettando le basi per una rivitalizzazione dell'agricoltura delle aree interne e montane dell'Alto Molise, mediante la produzione diversificata di prodotti di altissima qualità, rispettosi delle tradizioni locali e dell'ambiente.

L'esperienza dell'azienda Diba Bio Innovative Farm nasce dall'idea di tre giovani molisani che hanno utilizzato le proprie competenze e la tecnologia per valorizzare le peculiarità dei prodotti biologici (colture orticole) e per favorirne la diffusione sul mercato. Grazie all'ausilio di comuni dispositivi elettronici connessi a Internet, il cliente diventa parte attiva del processo produttivo, scegliendo cosa coltivare nel proprio appezzamento di terreno (in serra) rispetto a cui ha sottoscritto un abbonamento, monitorandolo in qualunque ora del giorno e della notte (24 ore su 24) e partecipando alla sua gestione, ovvero decidendo se irrigare, effettuare i trattamenti ammessi in agricoltura biologica proposti dall'azienda e concimare. L'azienda, dal canto suo, effettua tutte le operazioni colturali e raccoglie e spedisce a destinazione gli alimenti biologici ottenuti su quell'appezzamento di terreno, assicurando un quantitativo minimo, qualora la produzione sia scarsa o nulla.

Sono molto interessanti anche i tre casi studio della Campania con cui gli studenti sono entrati in contatto. Presso l'azienda Ponte Reale, localizzata in zone collinari e montane all'interno del Parco del Matese e che alleva 1.600 capi bufalini a stabulazione libera, è stato possibile visitare l'impianto di caseificazione, che consente la trasformazione di tutto il latte prodotto internamente, oltre a quello proveniente da altre aziende della zona. L'intero processo di trasformazione poggia sull'utilizzo di macchinari tecnologicamente molto avanzati, assicurando il benessere delle persone, che lavorano in un ambiente confortevole. L'ordinamento produttivo aziendale, a indirizzo foraggero e zootecnico, è gestito con metodo biologico certificato e sono stati adottati numerosi accorgimenti per migliorare il benessere degli animali. Attualmente, si stanno approntando protocolli di produzione biodinamici.

Nell'area area naturale protetta del Parco regionale di Roccamonfina - Foce Garigliano, si trova l'azienda biodinamica I Cacciagalli che si distingue per l'adozione delle tecniche agroecologiche in campo e la produzione vitivinicola, comunque affiancata da quella coricola, olivicola e castanicola, oltre a ortaggi, legumi e cereali destinati all'autoconsumo. Azienda con un'elevata propensione alla sperimentazione, sia in campo sia in cantina, e a collaborare con il mondo accademico, utilizza le anfore per la conservazione del vino, che ne valorizzano la componente salina, pospone i tempi della vendemmia, così da consentire alle uve di raggiungere il giusto grado zuccherino, ricorre alla fermentazione spontanea, prolunga i tempi di macerazione delle uve rosse, allineandosi alle tecniche vinificazione della Georgia, dove l'uso delle anfore è piuttosto diffuso.

È un'innovazione sociale, infine, quella introdotta dalla cooperativa sociale onlus "Un fiore per la vita" nell'ambito del tessuto urbano di Aversa, in particolare nel Parco urbano della Maddalena, prima tristemente conosciuto per la presenza di un manicomio dai discutibili metodi di trattamento delle malattie mentali e ora oasi di pace e accoglienza per persone con dipendenze e immigrati. È nata così la Fattoria sociale Fuori di zuccache, oltre a sviluppare, tramite l'agricoltura, percorsi di welfare e inserimento lavorativo di persone in difficoltà e di accoglienza delle loro famiglie e delle comunità da cui provengono, promuove eventi di vario tipo (seminari, mostre, presentazioni di libri, campi-lavoro, ecc.) per sensibilizzare la popolazione, non solo locale, sui temi della legalità. Si tratta, quindi, di un'opera mirabile a beneficio dell'intera collettività.

La Summer School ha previsto non solo visite aziendali, ma anche workshop, momenti di incontro con portatori di interesse e attività di brainstorming perché, tra i suoi obiettivi, vi è quello di facilitare lo scambio di conoscenze e di esperienze fra studenti e docenti di diversi atenei e di approfondire, nell'ambito di laboratori didattici, alcuni aspetti legati alla sostenibilità, alla pianificazione strategica (analisi SWOT) e alle modalità di sostegno nell'ambito dei Psr.

Il RuralCAMP si chiuderà a Roma nel mese di Gennaio, con la presentazione, nell'ambito dell'evento conclusivo di Rural4università, degli elaborati realizzati dagli studenti, al fine di ricevere i crediti formativi e di far conoscere, attraverso il web e nel modo più ampio possibile, esperienze aziendali innovative realizzate secondo i principi dell'agricoltura biologica.

 
 

Paola Lionetti
Laura Viganò



 
 

PianetaPSR numero 75 ottobre 2018