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Rural Links

Rural Links, un network pubblico-privato per recuperare e riscoprire i tesori delle aree rurali

Il progetto gestito dall'ISMEA costruisce reti di relazioni tra attori pubblici e privati per realizzare iniziative e progetti locali che valorizzino il territorio rurale.

Creare dei percorsi che attraversino le aree rurali italiane, attivando un network dello sviluppo rurale fra gli attori pubblici e privati di quel territorio, rafforzando legami esistenti e instaurandone di nuovi con l'obiettivo di creare iniziative e progetti locali che valorizzino il territorio.
Questo è quanto si propone di fare il progetto Rural Links, gestito dall'ISMEA nell'ambito del programma Rete Rurale Nazionale 2014-2020 (scheda progetto 13.1-agriturismo, multifunzionalità), definito e realizzato tenendo conto gli obiettivi previsti dal Programma RRN ed in particolare l'obiettivo specifico 3.2 che prevede la realizzazione di diverse attività che hanno la finalità di coinvolgere attivamente nuovi soggetti/attori nell'ambito delle politiche di sviluppo rurale.
Rural Links, fino ad oggi, è quindi stato gestito con la finalità principale di porre in essere le reti locali di cooperazione tra i vari stakeholder, con l'obiettivo di attivare strategie di recupero e riscoperta dei territori che fungano da modelli di sviluppo socio-economico inclusivo per il futuro. Questa è probabilmente la "via" più breve per contribuire, attraverso azioni di informazione, condivisione, confronto e operatività sul territorio, alla valorizzazione delle opportunità offerte dalle politiche di sviluppo rurale.
Nello specifico, nel corso dei primi due bienni di programmazione, sono state realizzate alcune attività "pilota", finalizzate a valutare la fattibilità del progetto ed esaminare le sue possibili ricadute sullo sviluppo rurale delle aree interessate; tra queste il primo "Rural day", a Monteprandone nelle Marche rurali, dove è stato allestito un vero e proprio "Villaggio dello sviluppo rurale" ha accolto il pubblico partecipante, in gran parte turisti provenienti dalla vicina costa: all'interno degli stand, bambini e ragazzi hanno svolto agro-laboratori su pasta, pane, argilla, erbe, passeggiato nel mercatino di prodotti biologici territoriali, gustato lo street food della cucina dello spirito, partecipato alla dimostrazione di cucina trapper degli scout..
È stato realizzato quindi un sito (www.rural-links.it), attraverso il quale proporre al visitatore un viaggio fra prodotti a indicazione geografica e specialità tradizionali, arte, cultura, ma anche ambiente e riscoperta della biodiversità, agriturismo e paesaggio. Sulla mappa sono segnalati e descritti i luoghi più interessanti per un turismo diverso, "guidato" finalmente dai protagonisti del territorio, da chi meglio lo conosce, per farvi scoprire luoghi nuovi, indirizzarvi verso prodotti e ricette meno conosciute, svelarvi monumenti spesso tralasciati dalle guide più tradizionali.

 

La Via di Karol

Il primo itinerario frutto di questo progetto è il segmento italiano della "Via di Karol", un meta-itinerario internazionale che mette in connessione idealmente Wadowice, la cittadina polacca che ha dato i natali a Papa Giovanni Paolo II, con Roma, attraversando anche Slovacchia, Austria e Slovenia.
L'iniziativa ha coinvolto cinque territori italiani, accomunati da un percorso europeo storico e culturale, dal grande valore simbolico che unisce in Italia i piccoli Santuari cari a Karol Wojtyla e varca poi i confini nazionali, passando per i luoghi del Santo in Slovenia, Austria, Slovacchia, fino ad arrivare a Wadowice, sua città natale. Intorno a questa via, la Rete Rurale Nazionale ha voluto creare le sinergie giuste per far crescere le aree rurali circostanti, e su ognuno di questi cinque territori ha creato, assieme alle Regioni interessate, dei percorsi speciali.
Alla realizzazione del progetto hanno partecipato cinque Regioni (Friuli Venezia Giulia, Veneto, Marche, Umbria e Lazio) in cui sono state individuate le aree rurali target del progetto, caratterizzate dalla presenza di santuari "minori" con grande potenziale per attrarre turismo sia religioso che storico/artistico.
Partendo da questi presupposti, in ognuno dei cinque territori, si è puntato a realizzare un network tra soggetti molto eterogenei, tutti interessati alla valorizzazione dell'economia locale con l'intento di rilanciare il ruolo delle aree rurali dove sorgono i piccoli santuari, attorno ai quali si raccolgono le comunità locali, coinvolgendole nei circuiti turistici e valorizzando tradizioni e cultura enogastronomica del luogo.
Ai turisti viene data la possibilità di scoprire cosa significa immergere la vista nel "Tesoro di Canoscio", assaggiare la "Cucina dello spirito", dormire negli agriturismi che meglio interpretano paesaggio gusto e tradizione del territorio; scoprirete quale delizia gastronomica si nasconde sotto nomi poco convenzionali come "Mazzafegato" o "Gnocchi a coa de Sorica". Le "Guide rurali" di Rural Links segnalano inoltre luoghi dove trascorrere un week end con i bambini, grazie a fattorie didattiche, parchi naturali o, ad esempio, il "Museo del giocattolo". Al centro, il moderno ruolo dell'agricoltura, custode di un paesaggio che, anche grazie alle politiche di sviluppo rurale - unite alle possibilità offerte dalla tecnologia, è sempre più riscoperto dai giovani che vi trovano un'alternativa di qualità alla caotica vita cittadina. Spesso giovani agricoltori che creano progetti che accorciano le distanze fra città e campagna: attraverso gli agriturismi, le fattorie didattiche, le vendite dirette e on line e un saggio utilizzo dei social network, i farmer's market e la geo localizzazione, queste distanze possono ulteriormente diminuire. Questo sito vuole agire anche in questa direzione.

 
 

Matteo Tagliapietra



 
 

PianetaPSR numero 75 ottobre 2018