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Innovazione

Marche, Gruppi Operativi ai blocchi di partenza

La Regione ha pubblicato la graduatoria dei GO che hanno superato la fase di selezione progettuale e potranno accedere ai fondi previsti dalla 16.1, che ha una dotazione finanziaria di 14 mln di euro.

La Regione Marche ha reso nota la graduatoria dei Gruppi Operativi (GO) delle Marche che hanno superato la fase di selezione progettuale (Regione Marche, 2018). Il relativo bando, scaduto a maggio 2018, finanzia la seconda azione della sottomisura 16.1 per la gestione dei GO e la realizzazione dei relativi piani di attività. Come già descritto in Bonfiglio (2018), la dotazione finanziaria complessiva è pari ad oltre 14 milioni di €, mentre l'importo massimo del sostegno per la realizzazione del Piano del GO ammonta a 300 mila € ed è finanziato interamente all'interno della sottomisura 16.1, in base alla formula della sovvenzione globale. Tale massimale può essere innalzato fino ad ulteriori 100 mila €, per investimenti in impianti, macchinari e attrezzature, compresi i prototipi, o 300 mila € se gli investimenti vengono realizzati all'interno del cratere sisma da parte dei partner del GO, beneficiando quindi di un contributo aggiuntivo di 200 mila €. Il sostegno è concesso in forma di contributo a fondo perduto, con un tasso del 100% della quota di ammortamento relativamente alle spese per investimenti in impianti, macchinari e attrezzature (per il periodo del loro impiego nel progetto) e all'80% per le altre spese ammissibili, elevabile al 100% per i progetti innovativi che riguardino una delle tematiche coerenti con le strategie regionali della Smart Specialization.
La graduatoria, pubblicata sul sito della Regione, non consente di avere dettagli precisi in merito ai contenuti della proposta progettuale. Ciononostante, offre alcune informazioni relative alle domande presentate, alla tematica affrontata e al contributo richiesto.
Su 53 domande presentate, 33 sono i GO che hanno superato la fase di selezione, con un tasso, quindi, di successo di poco più del 60%. Delle 61 proposte progettuali presentate nella fase di setting-up (Regione Marche, 2017), solo 20 (di cui 14 ritenute finanziabili) hanno proseguito l'iter procedurale tramite presentazione della domanda di finanziamento del piano di attività. Di queste, 15 sono state giudicate ammissibili. Questo significa che, su 33 proposte giudicate meritevoli di finanziamento, ben 18 (ossia il 55%) non hanno concorso alla fase di setting up. Se, da un lato, questo dato potrebbe far sollevare dubbi in merito alla reale efficacia di un approccio bifase per il finanziamento dei GO, in considerazione dell'inevitabile e conseguente allungamento dei tempi amministrativi, dall'altro, potrebbe indurre a concludere che quasi la metà dei GO è frutto dell'azione promotrice e di comunicazione svolta durante la fase di setting up.
Dal punto di vista settoriale, il numero più consistente di progetti si inserisce all'interno dei comparti ortofrutticolo (7 progetti), cerealicolo e zootecnico (entrambi con 5 progetti), in sostanza in quei comparti, specie quello cerealicolo, che riflettono le vocazioni produttive delle Marche (Figura 1).

Altri comparti di rilievo sono quello delle piante per usi industriali (luppolo, lino e canapa) e il comparto olivicolo, che aggregano 3 progetti ciascuno.  Un solo progetto è indirizzato alla valorizzazione energetica, così come una sola iniziativa è specificatamente orientata all'introduzione di metodi di produzione biologica. Si rileva anche un progetto di agricoltura sociale che va nella direzione segnata con la passata programmazione. Va osservato che la classificazione dei GO per comparti è quella indicata nella graduatoria, la quale identifica un solo progetto orientato al biologico. Se, tuttavia, si analizzano i titoli dei progetti, emerge che i GO che ruotano attorno al biologico sono in realtà 6, di cui uno finalizzato alla restituzione di sostanza organica al terreno nelle coltivazioni biologiche, 2 riguardanti il comparto cerealicolo e i restanti 3 distribuiti equamente tra i comparti industriale, olivicolo e ortofrutticolo. Si riscontra anche la presenza di 3 progetti specificatamente orientati all'agricoltura di precisione, rispettivamente nel cerealicolo, olivicolo e lattiero-caseario, e di altrettanti riguardanti i cibi funzionali, di cui 2 nei comparti olivicolo e lattiero-caseario, ed uno in quello delle piante industriali.
Dalla tematica preferenziale dichiarata è possibile recuperare qualche elemento concernente gli obiettivi perseguiti (Figura 2).

Gran parte dei GO punta sulla riduzione della pressione esercitata dall'agricoltura sull'ambiente. Un'altra parte consistente invece si indirizza quasi paritariamente sulla valorizzazione e la conservazione dell'ambiente e sulla qualità alimentare. Un minor numero di progetti persegue invece gli obiettivi della lotta al cambiamento climatico, del risparmio energetico e dell'innovazione sociale.
Come stabilito dal bando, è possibile beneficiare di un contributo al 100% per tutte le spese sostenute nel caso in cui la tematica affrontata venga riconosciuta tra quelle ritenute strategiche dalla Regione. A tale proposito, su 33 progetti, solo per 11 la Regione ha ritenuto che il progetto potesse essere perfettamente coerente con almeno una delle strategie regionali perseguite e meritasse quindi un contributo totale. Ci si riferisce in particolare alla tematica relativa alle tecniche di produzione agricola a basso impatto ambientale e biologiche (che ha visto riconosciuti 7 progetti), alla conservazione e al sequestro del carbonio nel settore agricolo e forestale (3 progetti), e alla tutela dell'assetto idro- geologico del territorio (riconosciuta in un solo caso). Interessante notare come per un progetto, la cui tematica prevalente riguarda la valorizzazione e la conservazione dell'ambiente, sia stata attribuita una tematica affine ma diversa, concernente la riduzione dell'impatto ambientale.
Il contributo complessivamente richiesto ammonta ad oltre 13 milioni di €, pari al 91% della dotazione finanziaria complessiva al lordo del fondo di riserva (che da bando era fissato al 10%), costituito cautelativamente dall'Autorità di Gestione per l'eventuale liquidazione di domande riconosciute finanziabili a seguito di ricorsi. Coerentemente con la percentuale di progetti, metà delle risorse stanziate si indirizza verso i GO dei comparti ortofrutticolo (18%), cerealicolo (17%) e zootecnico (15%) (Figura 3).

Ciascun GO ha richiesto mediamente un contributo di circa 395 mila €. Al di sopra della media, si collocano i GO dei comparti misto (558 mila €), energetico (510 mila €), lattiero-caseario (464 mila €), cerealicolo (441 mila €) e biologico (400 mila €). Applicando un tasso medio di cofinanziamento dell'80%, i GO approvati prevedono attività per un costo complessivo di quasi 500 mila € ciascuno. Si tratta di progetti consistenti che, in qualche modo, tradiscono l'idea originaria secondo cui i GO avrebbero dovuto essere progetti di piccola entità specificatamente orientati a risolvere un dato problema. Questa tendenza, che si ravvisa anche in altre Regioni come Veneto e Umbria (Bonfiglio et al., 2018), può essere in parte ricondotta all'obiettivo di accrescere le possibilità di essere selezionati, attraverso l'aggregazione di un numero ampio e variegato di soggetti, dal momento che, tra i criteri di selezione, la composizione dei GO e l'ampiezza della platea di soggetti direttamente e indirettamente coinvolti incidono per il 25% sul punteggio complessivo. Tuttavia, può aver agito anche un'altra motivazione, ovvero l'elevato tasso di cofinanziamento (fino al 100%) e la conseguente spinta a richiedere il massimo contributo erogabile, pari a 400-600 mila € (a seconda della localizzazione dei beneficiari), che potrebbe aver incentivato ad utilizzare la misura 16.1 non tanto come strumento di innovazione, bensì come canale per finanziare l'attività ordinaria ed istituzionale degli enti coinvolti nel GO e reali promotori dei progetti.
Va tuttavia precisato che queste considerazioni non implicano affatto che la qualità dei progetti sia in discussione, anche alla luce delle scarse informazioni che possono essere estrapolate dalla semplice analisi della graduatoria. Solo infatti con una lettura approfondita dei piani di attività e, soprattutto, a conclusione dei progetti, sarà possibile condurre un'analisi sugli impatti che i GO potrebbero e saranno in grado di produrre sul territorio marchigiano.
Per quanto concerne l'effettiva operatività dei GO, al momento è in corso la fase di ammissibilità delle spese. Dall'approvazione dei progetti, i GO dispongono di 2 mesi di tempo per produrre l'atto costitutivo dell'ATI e di 3 mesi per avviare i lavori. Nell'ipotesi peggiore, un certo numero di GO potrebbe addirittura ritirare il proprio progetto per non vedersi riconosciute determinate spese. Di conseguenza, non è ancora chiaro se tutti i 33 GO avvieranno le loro attività. Si attende quindi che quest'ultimo passaggio si concluda per far sì che anche nelle Marche i GO possano finalmente vedere la luce.


 

Riferimenti
Bonfiglio A. (2018), Marche, aperta la "caccia" ai Gruppi Operativi per l'innovazione in agricoltura, PianetaPSR, n. 68 gennaio/febbraio.
http://www.pianetapsr.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/1956


Bonfiglio A., Ascani M., Ascione E., De Franco R., Izzi F., Ugati R. (2018), Lo stato di avanzamento delle Misure 1, 16.1 e 16.2 - Le azioni per il trasferimento della conoscenza e dell'innovazione - Giugno 2018, Gruppo Innovazione, Rete Rurale Nazionale 2014-2020, Roma.
https://www.reterurale.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/18499


Regione Marche (2017), Allegato A al DDPF n. 7 CSI del 17 012017 Esito Valutazione progetti 16.1 setting up.
http://bandi.regione.marche.it/Allegati/303/Allegato%20a%20DDPF%20n.%207-CSI%20del%2017.01.2017_Esito%20Valutazione%20progetti%2016.1%20setting%20up.pdf


Regione Marche (2018), DDS 434 del 28/12/2017 - Bando di finanziamento GO - Tabella Graduatoria.
http://bandi.regione.marche.it/Allegati/616/tabella%20graduatoria%20misura%2016.1%20-%20A2.%20TITOLI_TEMATICA.pdf

Andrea Bonfiglio

Rete Rurale Nazionale
Postazione regionale per le Marche

 
 

PianetaPSR numero 76 novembre 2018