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Acque

Risorse idriche, il contributo del FEASR 2014-2020 all'attuazione della direttiva quadro acque

Quella della protezione delle risorse idriche è una delle principali sfide della PAC 14-20 che prevede l'allocazione di importanti risorse sia nei PSR che nel PSRN.

La Politica agricola comune 2014-2020 considera la protezione delle risorse idriche come una delle principali sfide da affrontare al fine di ottenere uno sviluppo più sostenibile, sia in termini di protezione contro l'inquinamento che di miglioramento della gestione della risorsa.
La programmazione per lo sviluppo rurale 2014-20 ha previsto la possibilità per gli Stati membri di affiancare ai PSR regionali anche un Programma nazionale. L'Italia ha approfittato di questa opportunità adottando un Programma nazionale di sviluppo rurale (PSRN), approvato dalla Commissione europea il 20 novembre 2015, che contiene quattro misure su questioni specifiche di interesse nazionale, comprese le infrastrutture irrigue, da implementare in sinergia e complementarietà con quanto previsto dalle misure dei PSR Regionali.

I PSR PER L'USO EFFICIENTE E LA SALVAGUARDIA DELL'ACQUA

L'uso sostenibile dell'acqua in agricoltura è però anche una priorità strategica dei 21 PSR 2014-2020. Il tema è affrontato dai Programmi regionali in modo frammentato, solo in parte riconducibile in modo esplicito alla attuazione della Direttiva Quadro Acque, sia come priorità ambientale che più specificamente come priorità di efficienza/innovazione:

  1. come priorità di efficienza/innovazione (i.e. riduzione dei consumi e degli sprechi, efficientamento d'uso attraverso innovazione agronomica o tecnologica).
  2. come priorità ambientale (i.e. tutela della risorsa idrica in quanto risorsa naturale dall'inquinamento dovuto alle attività agricole (inquinamento da nitrati e da prodotti fitosanitari principalmente).

Come noto, tutta la programmazione PSR 2014-2020 è imperniata attorno a 6 priorità strategiche, ognuna delle quali declinata in sotto-priorità tematiche (Focus areas) (FA). È sulle FA che vengono programmate le misure, le dotazioni finanziarie degli interventi per regione, i target attesi di risultato e anche il sistema di monitoraggio e valutazione dei programmi. Più misure, infatti, possono concorrere contemporaneamente al perseguimento di una stessa FA, sommando meccanismi di azione e risorse finanziarie.
In questo contesto, nel quadro della programmazione PSR, l'uso sostenibile dell'acqua in agricoltura è codificato su due diverse FA:

A. come priorità di efficienza/innovazione:

  • Priorità 5 (uso efficiente delle risorse)
  • Focus Area 5A (Rendere efficiente l'uso dell'acqua in agricoltura).

La FA 5A è quella esplicitamente dedicata al tema dell'uso efficiente dell'acqua (i.e. riduzione dei consumi e degli sprechi, efficientamento d'uso attraverso innovazione agronomica o tecnologica).

B. come priorità ambientale:

  • Priorità 4 (preservare, valorizzare, ripristinare ecosistemi dipendenti dall'agricoltura)
  • Focus Area 4B (migliore gestione delle risorse idriche).

La FA 4B è dedicata al tema della tutela della risorsa naturale acqua dall'inquinamento dovuto alle attività agricole (nitrati e prodotti fitosanitari).
L'identificazione delle FA sulle quali sono caricati i vari interventi/misure/operazioni previste dai PSR è fondamentale per ricostruire il contributo dei diversi Programmi all'obiettivo della TUTELA/USO SOSTENIBILE DELLA RISORSA IDRICA in quanto è attorno alle singole FA che è costruito l'intero sistema di monitoraggio dei PSR.
Di seguito si riporta la descrizione delle misure, con le relative finalità e dotazioni finanziarie, attivate dai PSR e dal PSRN che rispondono, in modo diretto o indiretto, agli obiettivi della direttiva quadro acque. È importante precisare che i dati riportati riguardano una ricognizione solo parziale delle risorse finanziarie che le Regioni destinano ad azioni con finalità ambientale in relazione alle risorse idriche. La ricognizione, infatti, si basa sul monitoraggio dei bandi attivati dalle Regioni fino a maggio 2018 e, per di più, non include l'analisi di tutte quelle azioni finalizzate all'uso sostenibile della risorsa idrica ma non immediatamente riconducibili tramite monitoraggio strategico PSR a questa finalità.

I PSR PER L'USO EFFICIENTE DELL'ACQUA (FA 5A)

L'analisi delle strategie e degli interventi programmati dai 21 PSR regionali mostra come alla FA 5A siano indirizzate essenzialmente 4 tipologie di misure:

  • Misura 1: Trasferimento di conoscenze e azioni di informazione
  • Misura 2: Servizi di consulenza, di sostituzione e di assistenza alla gestione delle aziende agricole
  • Misura 4: Investimenti in immobilizzazioni materiali
  • Misura 16: Cooperazione

In tabella 1 sono riportate le risorse finanziare programmate sulla specifica Focus Area 5A "Efficienza dell'uso dell'acqua", nell'insieme dei PSR 2014-2020.

Nel complesso dei 21 PSR italiani, le Misure 1, 2, 4, e 16 destinano alla FA 5A "Rendere efficiente l'uso dell'acqua in agricoltura" oltre 500 milioni di euro di spesa pubblica. A queste risorse vanno aggiunte quelle del cofinanziamento privato, soprattutto per gli investimenti realizzati a valere sulla M.4.
In generale, le attività formative del capitale umano, cioè l'acquisizione di adeguate competenze professionali, rappresentano un elemento cruciale per il miglioramento del sistema produttivo delle imprese, non solo in riferimento alla sostenibilità di tipo competitiva, ma anche a quella di tipo ambientale.
Nello Sviluppo rurale, questo compito è assolto dalla Misura 1 "trasferimento di conoscenze e azioni di informazione" la quale, attraverso azioni formative ed informative o di aggiornamento professionale, come ad esempio corsi di formazione, seminari, convegni oppure scambi di esperienze operative, favorisce la qualificazione degli "operatori" del mondo rurale su aspetti molteplici come la competitività, l'efficienza dell'impresa, la gestione sostenibile delle risorse naturali, i processi produttivi aziendali, la qualità delle produzioni, la riduzione dei rischi e degli impatti sulla salute umana sull'ambiente e sulla biodiversità.
Parimenti alla Misura 1, altra misura in grado di agire positivamente per il miglioramento nell'uso efficiente dell'acqua a gestione sostenibile e la performance economica e ambientale dell'azienda e dell'impresa è la Misura 2 "servizi di consulenza, di sostituzione e di assistenza alla gestione delle aziende agricole". La misura, ha come obiettivo generale quello di favorire e sostenere un sistema di consulenza che coadiuvi il raggiungimento degli obiettivi dello Sviluppo rurale, con particolare riguardo ai temi trasversali come l'innovazione, l'ambiente e la mitigazione ai cambiamenti climatici. Tra le diverse azioni di consulenza finanziabili, quindi, vi sono anche quelle rivolte all'uso efficiente delle risorse idriche.
All'interno della Misura 4, Misura che contribuisce alla FA con risorse pari al 93% del totale, possiamo trovare diverse sottomisure e interventi a favore dell'uso efficiente dell'acqua, ma anche interventi che concorrono a preservarne la qualità. La Misura sostiene la realizzazione di investimenti che migliorano le prestazioni e la sostenibilità globali dell'azienda agricola, attraverso la realizzazione di manufatti o l'acquisto di macchine e attrezzature. In questo senso la Misura può sostenere consorzi privati, Consorzi di Bonifica e reti di aziende nella realizzazione di investimenti per realizzazione/ampliamento di invasi ad uso irriguo, opere di distribuzione in pressione dell'acqua da invasi; sistemi per la gestione della rete idrica per la distribuzione dell'acqua.
Oltre questi interventi, la stessa Misura 4, prevede anche un sostegno per la realizzazione di investimenti non-produttivi, come «infrastrutture verdi», fasce tampone vegetate (erbacea, arborea e/o arbustiva), realizzazione o adeguamento di strutture artificiali o semi naturali per l'accumulo delle acque meteoriche e superficiali, bacini di lagunaggio o aree umide con funzione di fitodepurazione), che principalmente concorrono alla preservazione della qualità della risorsa acqua da fenomeni diffusi di inquinamento (deriva, ruscellamento e lisciviazione) derivanti da prodotti chimici di sintesi, fitosanitari e fertilizzanti, utilizzati in agricoltura. Nel complesso la dotazione della Misura 4 su FA 5A è modesta in quanto molti degli investimenti su questo tema sono stati previsti come demarcazione sul PNSR.
Misura 16 "cooperazione" attraverso le sotto-misure di cui si compone, è uno degli strumenti in grado di rispondere alle necessità, sempre crescente di creare una maggiore cooperazione tra il mondo agricolo e, in particolare, quello della ricerca. La misura, infatti, incentiva la costituzione e la realizzazione di progetti da parte dei Gruppi Operativi per lo sviluppo di nuovi prodotti, pratiche, processi e tecnologie finalizzate ad accrescere la competitività e la sostenibilità nel settore agricolo. Con azioni rivolte ad esempio alla ottimizzazione dei sistemi di organizzazione, gestione e verifica tecnologica per l'uso razionale dell'acqua in agricoltura in riferimento agli assetti aziendali. Pertanto la Misura può intervenire in maniera diretta sostenendo una serie di azioni, purché innovative, che hanno come risultato l'uso efficiente della risorsa acqua, oppure lo sviluppo di nuove tecniche e tecnologie che lo favoriscano. La stessa Misura 16 può sostenere l'adesione congiunta da parte di più beneficiari a medesimi impegni di sostenibilità ambientale, ad esempio in un territorio ben preciso (es. area protetta, sito Natura 2000) e per scopi ben precisi.

I PSR PER LA SALVAGUARDIA DELLA RISORSA IDRICA (FA 4B)

A differenza della priorità 5 e di tutte le altre priorità PSR, la priorità 4 (AMBIENTE) non viene monitorata per ognuna delle sue FA. Il sistema di monitoraggio PSR previsto dai Regolamenti, infatti, non prevede per la priorità 4 un monitoraggio per singola FA come per le altre priorità, ma un monitoraggio aggregato per tutti gli interventi, senza alcuna differenza per quelli che sono caricati strategicamente su FA 4A (tutela biodiversità), 4B (tutela acque), 4C (tutela suolo).
Per questa ragione, connessa a un meccanismo di funzionamento insito nelle regole PSR, risulta difficoltoso attraverso un esercizio di analisi dei dati di monitoraggio risalire a quante risorse sono effettivamente destinate dai PSR per raggiungere l'obiettivo perseguito dalla FA 4B relativa alla risorsa acqua.
Questo risultato sarebbe raggiungibile solo attraverso uno studio dedicato dei singoli bandi e dei singoli progetti finanziati da ogni PSR.
Attraverso un esercizio di analisi dei dati di monitoraggio PSR è dunque possibile effettuare solo una "stima" dell'impegno che i Programmi hanno messo sul tema della tutela dell'acqua.
Nel quadro della priorità 4, oltre alle misure 1, 2, 4, 16, le misure che direttamente o indirettamente sembrano poter contribuire all'obiettivo di tutela della risorsa idrica sono:

  • Misura 7: Servizi di base e rinnovamento dei villaggi nelle zone rurali
  • Misura 8: Investimenti nello sviluppo delle aree forestali e nel miglioramento della redditività delle foreste
  • Misura 10: Pagamenti agro-climatico-ambientali
  • Misura 11: Agricoltura biologica
  • Misura 12: Indennità Natura 2000 e indennità connesse alla direttiva quadro sull'acqua
  • Misura 13: Indennità a favore delle zone soggette a vincoli naturali o ad altri vincoli specifici
  • Misura 15: Servizi silvo-ambientali e climatici salvaguardia delle foreste

La Priorità 4 "preservare, valorizzare, ripristinare ecosistemi dipendenti dall'agricoltura" in Italia assorbe nel complesso oltre 7 miliardi di euro di spesa pubblica attraverso le misure 1, 2, 4, 7, 8, 10, 11, 12, 13, 15 e 16. Le misure 10, 11 e 13 solo le misure con la dotazione più elevata. La Misura 10, in particolare, è una misura che prevede interventi specifici volti alla tutela della risorsa idrica.
Una stima degli interventi previsi dalla misura 10 con maggiore impatto sulla FA di interesse per la tutela dell'acqua è riportato in tabella 2. Nel complesso, per questa FA la Misura 10 prevede una dotazione di circa 1.7 miliardi di euro e una superficie target di oltre 1 milione di ettari.

Nel complesso della Misura 10, uno degli interventi maggiormente programmati dai 21 PSR italiani è quello rivolto a sostenere l'adozione di metodi di produzione integrata. La produzione integrata prevede il rispetto di disciplinari regionali di produzione che pongono attenzione a metodi di produzione rispettosi della risorsa acqua, sia dal punto di vista dell'ottimizzazione degli impieghi, sia dal punto di vista del contenimento dei fenomeni di contaminazione da input di sintesi chimica. Questo intervento prevede in Italia una dotazione di quasi 850 milioni di euro e una superficie target di oltre 500 mila ettari di superficie agricola utilizzata.
Gli interventi di Misura 10 volti a sostenere gli agricoltori nell'adozione di pratiche di agricoltura conservativa sono stati previsti da 15 PSR su 21. L'intervento sostiene l'adozione di tecniche di lavorazione minima o non lavorazione del suolo e l'introduzione di pratiche di copertura del suolo, di avvicendamento con leguminose o di gestione dei residui colturali. Nel complesso questi interventi prevedono un impegno di circa 280 mila euro e una superficie target di circa 200 mila ettari. L'intervento, mirato a ridurre i fenomeni erosivi e di degrado del suolo, ha impatto indiretto sull'uso sostenibile dell'acqua in quanto riduce i fenomeni di lisciviazione delle sostanze chimiche ed aumenta la capacità idrica di campo grazie al miglioramento delle proprietà dei suoli.
La Misura 10 prevede anche interventi per la gestione sostenibile dei pascoli. Fra questi, interventi volti alla migliore gestione delle superfici, alla riduzione degli input chimici e alla conversione di seminativi in pascoli e prati. Questi interventi prevedono una dotazione di circa 150 mila euro e una superficie di 180 mila ettari.
Per ultimo la M.10 prevede anche altre tipologie di interventi volti alla gestione dei suoli. L'introduzione di colture di copertura, l'inerbimento dei frutteti, la gestione di fasce tampone, di margini erbosi e di altre infrastrutture verdi che in modo diretto e indiretto riducono la perdita nell'ambiente di sostanze chimiche impiegate in agricoltura. Nel complesso questi interventi assorbono circa 400 milioni di euro di risorse, per una superficie target di oltre 200 mila ettari.

IL PSRN PER L'USO EFFICIENTE DELL'ACQUA (FA 5A)

L'attivazione come misura nazionale di un piano per il finanziamento di investimenti in infrastrutture irrigue si inserisce nel contesto di applicazione della Direttiva Quadro sulle acque 2000/60 (DQA) che costituisce il riferimento normativo europeo per la gestione e la protezione delle risorse idriche a livello europeo.
La valutazione dell'impatto di molti schemi di irrigazione di rilevante dimensione, infatti, può esser fatta solo a livello di bacino idrografico interregionale. Pertanto, si è ravvisata l'opportunità di un approccio strategico a livello nazionale (PSRN), accanto ai programmi di sviluppo rurale regionale, a garanzia di un'efficace ed efficiente tutela delle risorse idriche del paese.
La sottomisura "infrastrutture irrigue" è stata formulata in applicazione del principio dello sviluppo sostenibile e promuove gli obblighi in materia di tutela dell'ambiente, l'impiego efficiente delle risorse, l'adattamento ai cambiamenti climatici, la protezione della biodiversità, la resilienza alle catastrofi, nonché la prevenzione e la gestione dei rischi.
La sottomisura 4.3, tipologia di operazione 4.3.1 "Investimenti in infrastrutture irrigue" (FA 5A) prevista dal PSRN finanzia, per un importo programmato di poco meno di 291 milioni di euro, interventi sulle infrastrutture irrigue a carattere collettivo ed interaziendale realizzati ad opera di enti irrigui, enti territoriali cui compete la gestione collettiva delle risorse idriche.
La sottomisura 4.3 ha per obiettivo rendere più efficiente l'uso dell'acqua in agricoltura, come azione di tutela ambientale di adattamento ai cambiamenti climatici, sia attraverso la scelta delle azioni sovvenzionabili che prevedendo condizioni di ammissibilità e criteri di selezione orientati alla tutela della risorsa e coerenti con le esigenze emerse dalla pianificazione di distretto idrografico.
Al fine di attenuare le problematiche dovute ai cambiamenti climatici e far fronte a sempre più frequenti periodi siccitosi, infatti, la sottomisura finanzia investimenti in grado di soddisfare le seguenti finalità:

  • migliorare la capacità di accumulo delle acque mediante l'adeguamento e/o la realizzazione di nuovi invasi;
  • ridurre le perdite di distribuzione mediante interventi di adeguamento e ammodernamento della rete irrigua;
  • diversificare le fonti di approvvigionamento mediante interventi finalizzati al riuso delle acque reflue depurate a scopo irriguo in sostituzione di prelievi da corpi idrici superficiali o sotterranei.

In aggiunta agli interventi di tipo infrastrutturale, sono previsti interventi di natura gestionale quali investimenti in sistemi di telecontrollo sia al prelievo che sulle reti irrigue consortili di adduzione e distribuzione che possono contribuire, attraverso l'applicazione delle tecnologie per l'informazione, alla migliore gestione delle risorse dal prelievo alla consegna all'utente finale.
Gli interventi previsti hanno carattere extra-aziendale e collettivo (non sono ammessi investimenti relativi infrastrutture a favore di singole aziende agricole, anche in forma associata) e sono finanziabili solo progetti esecutivi e immediatamente realizzabili; i diretti beneficiari sono gli Enti irrigui.
Le azioni sovvenzionabili, nello specifico, sono:

  • recupero dell'efficienza di bacini per l'approvvigionamento idrico, di capacità superiore ai 250.000 mc e le relative opere di adduzione e distribuzione;
  • realizzazione di bacini interaziendali a gestione consortile di capacità superiore ai 250.000 mc e le relative opere di adduzione e distribuzione;
  • completamento funzionale di schemi irrigui esistenti e nuove infrastrutture irrigue;
  • miglioramento dei sistemi di adduzione e di reti di distribuzione dei sistemi irrigui esistenti;
  • adeguamento delle reti di distribuzione dei sistemi irrigui esistenti
  • investimenti relativi a sistemi irrigui aventi finalità di bonifica e irrigazione, che possono riguardare opere di sistemazioni e regolazione idrauliche nei territori in cui operano i Consorzi;
  • investimenti per la produzione energetica da mini idroelettrico utilizzata per il sollevamento delle acque, come parte di un intervento per l'irrigazione;
  • investimenti in sistemi di telecontrollo;
  • investimenti per l'uso irriguo di acque reflue depurate in sostituzione di prelievi da corpi idrici superficiali o sotterranei.

Nella selezione degli interventi, un ruolo fondamentale è definito dal risparmio idrico garantito dall'investimento, così come previsto dall'art. 46 del Regolamento 1305/2013. Inoltre, per gli Enti irrigui beneficiari, è previsto l'obbligo alla quantificazione dei volumi irrigui (misurazione o stima) prelevati, utilizzati e restituiti e la trasmissione di tali informazioni al SIGRIAN, come previsto dalle Linee guida MiPAAFT (D.M. 31 luglio 2015) sulla quantificazione ed il monitoraggio dei volumi idrici a scopo irriguo e dai Regolamenti regionali che recepiscono tale decreto in ottemperanza della Condizionalità ex-ante per le risorse idriche.
L'aspetto della misurazione è molto presente nell'ambito della sottomisura in quanto si ritiene la presenza di adeguati sistemi di misurazione, sia al prelievo che lungo le reti di distribuzione, uno strumento fondamentale per la gestione della risorsa in quanto consente di conoscere il funzionamento del sistema irriguo in tutte le su parti, di evidenziarne eventuali situazione di criticità e di vulnerabilità e di avere informazioni utili ad affrontare prontamente le situazioni delle carenza idrica. La promozione e il finanziamento dei sistemi di misurazione si pone anche nell'ottica di favorire il rispetto degli obblighi previsti dalle predette Linee guida MiPAAFT e di giungere quanto prima ad una loro completa attuazione. Inoltre, la conoscenza dei volumi idrici è presupposto per l'attuazione di una tariffazione dell'acqua basata sui volumi effettivamente impiegati, ritenuta importante strumento per una gestione efficiente della risorsa.
Anche nella definizione dei criteri di selezione degli interventi si è tenuto conto delle specifiche criticità territoriali evidenziate dai Piani di Gestione delle acque dei distretti idrografici, così come evidenziate dalle stesse Autorità di Distretto. Nella selezione, inoltre, è stata data priorità ad investimenti che garantiscono un maggiore aumento di efficienza nell'uso della risorsa (valutabile in termini di risparmio idrico potenziale), specie se attuato in aree adiacenti ad aree protette (Natura 2000, SIC, ZVN) o in assenza di un aumento della superficie irrigua. Ulteriori criteri a carattere ambientale premiano la sostituzione nell'uso di acque sotterranee e/o di migliore qualità o che afferiscono a corpi idrici oggetto di contratti di fiume. Sono previsti, inoltre, criteri premiali per interventi su infrastrutture consortili che già prevedono sistemi di consiglio irriguo.
Ad oggi, in base alla graduatoria provvisoria pubblicata, risultano finanziabili 19 interventi, a cui corrisponde una richiesta di contributo di 283.905.491 euro, la cui ripartizione per distretto idrografico è riportata nella seguente tabella 3.

 
 

Danilo Marandola
(CREA-RRN 5.1)
Antonio Papaleo
(CREA-RRN 5.1)
Raffaella Zucaro
(CREA -PSRN)
Veronica Manganiello
(CREA - PSRN)


 
 

PianetaPSR numero 76 novembre 2018