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Lazio, il PSR apre il 2019 con interventi a favore delle aree rurali colpite dal sisma del 2016

Approvati bandi dedicati ai villaggi nelle zone rurali per una spesa pubblica complessiva di 11,2 milioni di euro, 5 dei quali destinati prioritariamente ai beneficiari dei comuni ricadenti nel cosiddetto Cratere sismico.

A fine dicembre 2018 sono stati approvati cinque bandi del PSR Lazio a valere su altrettante sottomisure della Misura 7, per un totale di 11,2 milioni di euro di spesa pubblica. Parte di queste risorse, per un totale di 5 milioni di euro di spesa pubblica sono state destinate, quale Contributo di solidarietà, prioritariamente ai beneficiari dei comuni ricadenti nel cosiddetto Cratere Sismico.[1]

Si ricorda infatti, che a dicembre 2017 la Commissione europea ha approvato una proposta di modifica finanziaria del PSR Lazio, con la quale l'Autorità di Gestione del PSR ha ripartito tra alcune Misure considerate più "strategiche" del Piano, i fondi provenienti dal cosiddetto Contributo di solidarietà, stabilito nella seduta della Conferenza Stato - Regioni e delle PP.AA. del 22/06/2017, a favore dei PSR delle 4 regioni (Lazio, Abruzzo, Umbria e Marche) colpite dal sisma del 2016. Tra le misure destinatarie delle risorse provenienti dal cosiddetto Contributo di solidarietà, l'Autorità di Gestione del PSR Lazio ha individuato anche la Misura 7 "Servizi di base e rinnovamento dei villaggi nelle zone rurali", destinandole 2,1 milioni di euro di risorse FEASR pari a 5 milioni di euro di spesa pubblica totale.[2]

I 5 bandi riguardano una serie di Operazioni della Misura 7 che prevedono interventi finalizzati al miglioramento dei servizi essenziali delle aree rurali e alla valorizzazione del loro patrimonio storico, culturale, architettonico e ambientale. Interventi che, nella filosofia generale della Misura 7, hanno la finalità di stimolare la crescita socio-economica e promuovere la sostenibilità ambientale delle aree rurali, soprattutto quelle marginali, dove spesso mancano opportunità lavorative e dove si rende necessario migliorare la qualità della vita della popolazione che vi risiede.

Gli Enti pubblici che aderiscono ai bandi, la cui scadenza è fissata per il prossimo 1 aprile 2019, hanno molteplici possibilità di attuare interventi mirati al miglioramento del territorio. Le tipologie di intervento vanno infatti dalla ricostruzione, ripristino e miglioramento delle vie di comunicazione locali di uso pubblico (come la riqualificazione delle strade comunali esistenti a servizio dei villaggi rurali attraverso il miglioramento della sicurezza e della funzionalità del tracciato e la eliminazione delle situazioni di grave degrado che possono pregiudicarne la sicurezza), alla creazione miglioramento e/o ampliamento delle reti di approvvigionamento e/o distribuzione sia idrico sia fognarie di uso pubblico dei villaggi rurali (purché il servizio non sia gestito da un'ATO), attraverso l'adesione all'Operazione 7.2.1. 

Con l'Operazione 7.4.1 si ha la possibilità di realizzare interventi finalizzati a favorire il benessere sociale e psicofisico nonché la crescita culturale della collettività locale, attraverso investimenti per servizi di base come ad esempio nidi, asili e scuole primarie pubbliche, servizi all'infanzia, attività didattiche, servizi di carattere sociale come l'agricoltura sociale volta a favorire l'integrazione, l'inserimento sociale e lavorativo delle fasce di popolazione svantaggiate e a rischio di marginalizzazione, servizi di trasporto pubblico ecc. 

Attraverso l'Operazione 7.5.1 nell'ottica, tra le altre, di migliorare l'attrattività e l'ospitalità delle aree rurali, possono essere finanziati interventi quali investimenti di realizzazione, miglioramento e adeguamento di infrastrutture turistico/ricreative a favore del turismo rurale. L'Operazione 7.6.1 contempla interventi volti alla conoscenza e al monitoraggio del patrimonio ambientale, e alla realizzazione di interventi di conservazione, riqualificazione e valorizzazione del patrimonio culturale e rurale dei villaggi, del paesaggio rurale e dei siti ad alto valore naturalistico. Infine l'Operazione 7.7.1, prevede la possibilità di attuare tutta una serie di investimenti connessi alla rilocalizzazione/delocalizzazione di attività esistenti mirata al miglioramento della qualità della vita e/o dei parametri ambientali di riferimento. 

 
 
[1]Comuni delimitatidall'allegato alla L. 229/2016 e successive mm e ii. - Accumoli, Amatrice,Borbona, Cantalice, Cittaducale, Cittareale, Leonessa, Micigliano, Posta,Rieti, Antrodoco, Borgo Velino, Castel S. Angelo, Poggio Bustone, Rivodutri.
[2] Il Contributo di solidarietà è sto così ripartito: Misura 6,sono stati destinati € 5.300.000 di quota FEASR pari ad una spesa pubblica di €12.300.000. Per le operazioni della misura 7, € 2.100.000 di FEASR, ossia 5milioni di spesa pubblica; per la misura 10, € 4.300.00 FEASR, cioè € 10milioni di spesa pubblica; per la misura 14, € 6.400.000 di FEASR, a cuicorrispondono un totale € 14.800.000 di spesa pubblica.
 
 

AntonioPapaleo
CREA - Centro di Politiche e Bioeconomia

 
 

PianetaPSR numero 78 marzo 2018