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Produzione integrata

Il Sistema di qualità nazionale di produzione integrata: una risposta alla sfida delle sostenibilità

Entrato a regime nel 2016, rappresenta un inedito modello di sostenibilità a livello nazionale adottato con successo in sempre più settori del comparto, in particolare il vitivinicolo.

A tre anni dall'entrata a regime del Sistema di qualità nazionale di produzione integrata, alcune riflessioni sono d'obbligo per comprendere come si colloca nel complesso universo dei sistemi di valutazione dello sviluppo sostenibile, e quale ruolo potrà realmente svolgere nel contesto agricolo nazionale. Il SQNPI ha come finalità la certificazione di produzioni agricole ottenute applicando lo standard di produzione integrata e di renderle identificabili sul mercato mediante il marchio qualità sostenibile registrato dal Mipaaft. 

Pretendere di definire in maniera univoca la sostenibilità, magari mediante una legge fisica o un algoritmo scaturito da un processo empirico è cosa ardua, mentre è sicuramente più realistico e corretto cercare di confinarla entro gli ambiti convenzionali definiti dal rapporto Brundtland, elaborato nel 1987, o nella più recente Agenda 2030 delle Nazioni Unite. Escludendo a priori una definitiva e statica condizione di armonia, lo sviluppo sostenibile va inteso come realtà dinamica capace di adattarsi ai processi evolutivi che interessano il pianeta, con l'obiettivo di assicurare una qualità di vita dignitosa alle generazioni attuali e a quelle future. Un assunto per niente scontato, dal momento che in nome di "sviluppo e benessere" l'uomo è stato capace di provocare seri problemi che attentano alla salute pubblica, all'assetto sociale e all'ambiente, per aver fatto un uso scriteriato delle risorse naturali, prodotto un'iniqua ripartizione dei beni e provocato un notevole inquinamento ambientale. 

La necessità di porre in essere un cambio di rotta, si è tramutato in vero e proprio dovere civico ed, inoltre, la crescente sensibilità dell'opinione pubblica su tematiche di preservazione ambientale ed equità sociale rende, le modalità produttive sostenibili, un valore aggiunto dei prodotti agricoli ed agroindustriali e una vera e propria opportunità imprenditoriale.

Sono queste sostanzialmente le ragioni che hanno spinto a creare un sistema di qualità imperniato sul disciplinare di Produzione integrata, collaudato standard di produzione sostenibile già utilizzato per l'attivazione delle misure agro-climatico ambientali, o in seno ad alcuni sistemi di qualità regionali e, addirittura, in quelli di natura privata di GDO e dell'industria agroalimentare. Inoltre, il fatto che la PI, riconosciuta dalla Legge 4 del 2011, rappresentasse l'esperienza italiana, realizzata da Mipaaft, Regioni e Province autonome mettendo a sistema, novità tecniche e scoperte scientifiche maturate nell'arco di oltre quarant'anni, ha fatto si che le ambizioni del SQNPI venissero orientate verso la creazione di un modello nazionale di certificazione della sostenibilità, inteso a contribuire, in ragione della sua peculiarità, all'identificazione dei prodotti made in Italy. 

Una sfida non semplice, intanto perché è difficile sfatare luoghi comuni che associano la sostenibilità a modelli riconducibili "all'agricoltura di una volta" e, poi, perché la necessità di semplificare il messaggio delle campagne commerciali promosse dai grandi gruppi della distribuzione, pone spesso l'accento su pseudo valori o qualità fittizie come quelle legate alle riduzioni del numero di residui di fitofarmaci nei prodotti, o all'abbassamento delle soglie di residuo oltre i limiti di legge, pur consapevoli che una legislazione molto rigida, rende i prodotti italiani tra i più sicuri al mondo.

Le sfide reali si giocano, invece, su soluzioni capaci di permettere ad un sempre più esiguo numero di agricoltori, che nei paesi sviluppati si attesta intorno al 3%, della popolazione attiva, di dare risposte concrete alle esigenze degli oltre 7,5 miliardi di abitanti del pianeta. In questo scenario è chiaro che solo formazione, scienza, agricoltura di precisione e tecnologia avanzata, potranno dare adeguate risposte alle istanze di una popolazione in crescita esponenziale che ha diritto di soddisfare i basilari bisogni alimentari e, perché no, di raggiungere una qualità della vita per ora appannaggio solo di una minoranza confinata in gran parte dei paesi più sviluppati. 

In quest'ottica, si impone un approccio moderno che supporti uno standard produttivo avanzato come quello della PI, con procedure semplificate e bassi costi di gestione in maniera da veicolare notevoli compagini produttive in seno al sistema. Infatti avere una consistente rappresentatività è funzionale all' attivazione di economie di scala e a creare la massa critica necessaria a raggiungere una visibilità capace di far emergere uno sviluppo sostenibile che, andando oltre l'ambito aziendale, assume una valenza territoriale. Per questo SQNPI si basa su procedure completamente informatizzate che permettono di gestire on line tutto il processo di certificazione. Inoltre, la procedura completamente informatizzata e l'acquisizione dei dati catastali direttamente dal fascicolo aziendale, permettono di tracciare completamente le operazioni atte a verificare la conformità in regime di SQNPI, nonché i passaggi tra i vari soggetti della catena produttiva in modo da rendere disponibili i dati per l'esercizio delle attività di vigilanza, e rendere trasparente il processo di certificazione.

 
 

L'inedito ed esclusivo modello nazionale di sostenibilità è diventato di grande interesse per il settore vitivinicolo, i cui marchi più famosi hanno intrapreso il percorso SQNPI per poter efficacemente affrontare la sfida del mercato mondiale. Nell'ottica del perseguimento della sostenibilità territoriale, significativa è, ad esempio, l'esperienza del Consorzio vini del Trentino che ha convogliato nel SQNPI il 70% dei viticoltori della provincia. È chiaro che con una così significativa compagine produttiva messa a sistema, si aprono scenari interessanti di verifica e studio, circa l'interazione tra mondo produttivo e territorio e, potenzialmente, in termini di efficacia degli orientamenti produttivi, introdotti nello standard di PI con gli ordinari aggiornamenti, e applicati in maniera massiva dai produttori in regime SQNPI. 

Altri settori, invece, come quelli dell'olio di oliva o bieticolo saccarifero, stanno puntando sulla possibilità di garantire, insieme alla sostenibilità del processo produttivo, una rintracciabilità a costi contenuti dal campo alla distribuzione, per garantire l'origine dei prodotti. 

Nel caso di annosi problemi, spesso responsabili di una certa conflittualità sociale, il SQNPI si propone di recepire le aspettative dei vari portatori di interessi presenti sul territorio, per poter, in mancanza di soluzioni a portata di mano, raggiungere intese di compromesso in una logica di miglioramento continuo. Uno standard produttivo in grado di raccogliere il contributo di associazioni ambientaliste e culturali, comitati cittadini ed istituzioni pubbliche, per affrontare, ad esempio, problematiche collegate ad un'agricoltura effettuata in prossimità dei centri abitati, o per la tutela di particolari specie animali e vegetali o dei diritti dei lavoratori, potrebbe convertire l'obiettivo della "pacificazione sociale", in ulteriore valore a sostegno della competitività dei prodotti SQNPI.

 
 
Screenshot estratto dal SI del SQNPI. Tracciabilità del processo con informazioni che mettono in relazione campo, trasformatori e confezionatori.
 
 

Giuseppe Ciotti

 
 
 
 

PianetaPSR numero 80 maggio2019