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La Rete Rurale Nazionale si racconta al Comitato di Sorveglianza

In occasione del VI Comitato di Sorveglianza del Programma Rete Rurale Nazionale 2014-2020, lo scorso 14 maggio, l'Autorità di Gestione ha incontrato i rappresentanti della Commissione Europea e dell'intero partenariato per fare il punto sui risultati e sulle prospettive del Programma.

Il Comitato di Sorveglianza del Programma Rete Rurale Nazionale (RRN) 2014-2020, nella sua sesta seduta del 14 maggio scorso, si è incontrato a Roma per discutere dei progressi e dei risultati del Programma, oltreché delle prospettive per il biennio 2019-2020. 

I dati elaborati e illustrati dall'Autorità di Gestione hanno messo in evidenza l'ingente lavoro svolto dalla Rete a chiusura del biennio 2017-2018, sotto il profilo non solo operativo ma anche amministrativo. I ritardi procedurali e finanziari che hanno caratterizzato la fase iniziale del Programma, dovuti al periodo di adeguamento alle nuove disposizioni regolamentari, sono stati in gran parte recuperati, riducendo così il gap tra avanzamento fisico e finanziario. I progressi in tal senso hanno consentito di evitare il disimpegno automatico a fine 2018 - in base alla cosiddetta regola dell'n+3 prevista dalla disciplina dell'attuale periodo di programmazione - e lasciano presagire lo stesso anche per il 2019. In particolare, grazie alla rendicontazione delle attività svolte dagli Enti attuatori (CREA e ISMEA), dei servizi informatici appaltati all'esterno e di quelli resi dal valutatore indipendente, si prevede di esitare entro l'anno in corso ulteriori 20 milioni di euro sul conto della Rete, sufficienti a raggiungere il tetto di spesa programmato. Sul fronte poi degli impegni giuridicamente vincolanti assunti ad oggi dall'Autorità di Gestione per realizzare il Programma, nel corso dell'incontro è emerso che nel caso della Rete questi ammontano quasi alla totalità delle risorse pubbliche assegnate per l'intero periodo di programmazione. Tale aspetto, considerato positivamente dai rappresentanti della Commissione Europea, manifesta l'impegno profuso per garantire il buon funzionamento del Programma a vantaggio di tutti gli stakeholder coinvolti. 

Le attività realizzate

Gli Enti attuatori hanno illustrato le molte attività realizzate dalla RRN nel biennio appena concluso sottolineando come il programma abbia nel tempo ampliato il suo campo di azione per l'accrescersi e approfondirsi delle relazioni con gli attori coinvolti a vario titolo nell'implementazione delle politiche di sviluppo rurale.  Infatti, i rapporti sviluppati intorno alle tematiche dello sviluppo rurale sono andati oltre le Autorità di gestione coinvolgendo, per esempio, alcune amministrazioni centrali per il loro ruolo istituzionale -  come è avvenuto per il  Piano nazionale per l'uso sostenibile dei prodotti fitosanitari che ha richiesto l'interazione con i Ministeri dell'Ambiente e quello della Salute -; il mondo produttivo nelle sue forme organizzate ma anche direttamente - in particolare per il lavoro che si sta svolgendo nell'area dell'innovazione con i Gruppi Operativi - ; il mondo della formazione, la scuola e le università per i progetti Rural4learning e altri soggetti. Alcune attività, come quella sul paesaggio, hanno richiesto un ulteriore ampliamento della platea con l'interlocuzione al territorio nel suo complesso.
 
Sono state inoltre brevemente illustrate le azioni a supporto di alcune specifiche tematiche: il LEADER, le problematiche della gestione delle foreste, l'imprenditoria giovanile e la capacità amministrativa, sottolineando la natura innovativa delle iniziative che la Rete sta contribuendo a realizzare. Come per esempio nel caso del supporto fornito alla Regione Emilia Romagna per il progetto pilota "Farm lab" dedicato alla formazione in azienda e attuato a livello sperimentale attraverso la misura 1.3. Si tratta di una piattaforma che raccoglie da un lato l'offerta proveniente da imprenditori disposti a mettere a disposizione le proprie competenze e all'accoglienza per tirocini formativi, e dall'altro la domanda di formazione di nuovi o futuri imprenditori.

 

Il Piano di azione 2019-2020

In riferimento poi al nuovo Piano di azione biennale 2019-2020, che vede ancora una volta CREA e ISMEA impegnati su progetti centrati sulle varie tematiche dello sviluppo rurale e condivisi col partenariato, è stato evidenziato che nell'imminenza della sua decretazione formale si sta già lavorando su più fronti, specie su quello della nuova programmazione, con la definizione, di concerto con le Amministrazioni Regionali, del metodo di lavoro per arrivare all'analisi di contesto, alla SWOT Analysis e all'individuazione degli interventi. La logica che ha infatti informato la predisposizione del nuovo Piano si basa su tre cardini, ossia quello di garantire la continuità alle attività avviate nei primi due bienni, oltre a quelli di supportare le attività nazionali e regionali relative alla programmazione della PAC post 2020 e di avviare nuove iniziative su temi significativi connessi alla politica di sviluppo rurale. Tra le tematiche emergenti c'è quella dell'inclusione dei migranti cui sono stati dedicati alcuni seminari e un numero di RRN Magazine nell'ambito delle attività del Piano Biennale appena concluso e che, alla luce dell'importanza crescente che l'inclusione assume nella futura programmazione, per lo sviluppo dell'agricoltura e dei territori, così come suggerito dai servizi della Commissione, riceverà ancora e maggiore attenzione nel prossimo biennio.

Un tema di particolare interesse per la Commissione è quello dell'innovazione e delle opportunità che la politica di sviluppo rurale offre per riconciliare il mondo della ricerca con l'economia reale, attraverso gli strumenti per il trasferimento di conoscenze in ambito produttivo la cui efficacia può essere potenziata dall'azione di coordinamento della Rete. 

Gli interventi della Commissione Europea e del partenariato che si sono susseguiti nella giornata di lavoro hanno offerto alla Rete conferme e spunti di riflessione per migliorare l'attuazione e il mandato del Programma. I desiderata espressi dal partenariato spaziano da una funzione più incisiva di "collante" della Rete, al suo coinvolgimento su diversi e nuovi fronti sui quali la voce dell'agricoltura è di primaria importanza, come, ad esempio, nel Piano nazionale energia e clima o, ancora, in seno alla Strategia nazionale sulla valorizzazione dei beni confiscati. Si tratta di richieste importanti e impegnative, alle quali la Rete intende dare risposte concrete, con un contributo costruttivo basato sulla dialettica di networking di valore aggiunto, già a partire dal biennio operativo in corso.  

 
 

Maria Carmela Macrì
Giovanna Maria Ferrari

 
 
 
 

PianetaPSR numero 80 maggio 2019