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Sisma

Gli effetti del trasferimento di solidarietà sullo stato di avanzamento dei PSR

Lo spostamento di risorse del FEASR verso le Regioni colpite dal sisma (6% del PSRN e 3% dei PSR) ha determinato come conseguenza quella di ridurre la percentuale di avanzamento per Marche, Abruzzo, Umbria e Lazio, mentre una sua diminuzione ha prodotto l'effetto opposto per le altre Regioni.

In un recente articolo, sono stati riportati i dati di spesa dei fondi strutturali e di investimento europei (SIE). I dati sono quelli presentati a Roma, l'11 luglio, dal Comitato con funzioni di sorveglianza e accompagnamento dell'attuazione dei Programmi 2014‐2020 (Agenzia per la Coesione Territoriale, 2019). Dall'analisi, risulta come le Regioni meno sviluppate e in transizione siano quelle che presentano i più bassi indici di attuazione delle politiche strutturali, calcolati come rapporti tra spesa effettivamente sostenuta e dotazione finanziaria. Emergono, tuttavia, delle sorprese, sia positive (è il caso della Sardegna, i cui indici sono sempre al di sopra del 20%), sia negative, con riferimento in particolare alle Marche, le quali presentano criticità relativamente a tutti i fondi SIE considerati. I fondi per i quali la percentuale di avanzamento è la più bassa rispetto alle altre Regioni sono il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) e il Fondo europea agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR).

Concentrando l'attenzione sul FEASR, sullo stato di avanzamento, potrebbe aver inciso il cosiddetto "trasferimento di solidarietà", sancito con la Conferenza Stato Regioni del 22 giugno 2017 (Presidenza del Consiglio dei Ministri, 2017), che ha significato la rinuncia di una quota di risorse dedicate allo sviluppo rurale da parte dello Stato e delle altre Regioni (6% dal PSR nazionale e 3% dai PSR regionali nel periodo 2018-20) da attribuire alle quattro regioni terremotate, ossia, Marche, Umbria, Abruzzo e Lazio, le quali hanno ricevuto complessivamente 300 milioni di  €. L'aumento di risorse, mantenendo fissa la spesa effettivamente sostenuta, ha come conseguenza quella di ridurre la percentuale di avanzamento, mentre una sua diminuzione produce l'effetto opposto. 

Per misurare l'entità di questi effetti, si è quindi proceduto a ricalcolare, per ciascuna Regione, la percentuale di avanzamento del relativo PSR nell'ipotesi di mancato trasferimento di risorse a favore delle regioni terremotate, confrontandola con quella derivante dalla situazione attuale (Tabella 1). Riprendendo gli stessi criteri di valutazione utilizzati dall'analisi di Ammassari, le prestazioni dei PSR vengono definite critiche se la percentuale di avanzamento è inferiore al 20%; deboli, se compresa tra 20 e 24%; nella media, se inclusa tra 24 e 35%; e buona, se al di sopra del 35%.

 

Tabella 1 - Livelli di attuazione dei PSR con e senza trasferimento di solidarietà, % di spesa sostenuta rispetto alla dotazione finanziaria, aprile 2019

Note: la linea più spessa separa le Regioni che stanno al di sopra della percentuale media, da quelle che si collocano al di sotto. Le prestazioni sono classificate come "buone" se la percentuale di spesa sostenuta sulla dotazione finanziaria è superiore al 35%; "medie", se compresa tra 24 e 35%; "deboli", se inclusa tra 20 e 24%; "critiche", se inferiore al 20%.

Fonte: nostra elaborazione su dati PSR e Agenzia per la Coesione territoriale (2019)

 

Dalla Tabella 1 emerge che la percentuale media di avanzamento, che attualmente si attesta al 32%, risulta, escludendo il trasferimento di solidarietà, lievemente superiore. Questa variazione, seppure contenuta, ha l'effetto però di declassare Toscana e Valle d'Aosta, infoltendo il gruppo delle Regioni che si collocano al di sotto della percentuale media.  Le Regioni che hanno visto decurtare parte delle proprie risorse mostrano percentuali di avanzamento leggermente inferiori. Tra queste, Bolzano e Veneto sono quelle maggiormente penalizzate. Le Regioni invece che hanno beneficiato di fondi aggiuntivi registrano percentuali superiori. Delle regioni terremotate, le Marche, avendo ricevuto una quantità di fondi ben superiore alle altre (159 milioni di €, pari al 30% della dotazione finanziaria precedente), sono le più influenzate. La percentuale di avanzamento del PSR Marche, che ad Aprile 2019 ammonta al 19%, risulta pari al 25% in assenza del trasferimento di solidarietà, quasi 6 punti percentuali in più. Questo fa sì che le Marche passino dall'ultima alla quint'ultima posizione. Altra conseguenza è che le prestazioni del PSR Marche da critiche diventano medie, mentre quelle della Puglia, che va ricoprire l'ultima posizione, scendono da deboli a critiche. Riguardo alle altre regioni colpite dal terremoto, la graduatoria migliora anche per Lazio, che sale di due posizioni, e l'Umbria, che scavalca l'Emilia-Romagna, con il risultato che le prestazioni del PSR Umbria passano da medie a buone, mentre quelle dell'Emilia-Romagna scendono a medie. L'Abruzzo, sebbene registri un aumento di 2 punti percentuali, conserva la stessa posizione.


Escludendo il trasferimento di solidarietà, i giudizi sull'avanzamento della spesa, quindi, mutano anche se non significativamente. Fanno eccezione le Marche, che risalendo più in fretta la graduatoria, raggiungono le Regioni con prestazioni nella media. Tuttavia, nonostante questo progresso "contabile" e la conseguente riclassificazione delle prestazioni del PSR, che dipende, tuttavia, dal criterio di valutazione adottato, le Marche rimangono comunque al di sotto della percentuale media, appaiata con Regioni in ritardo di sviluppo. Guardando indietro al precedente PSR, a giugno 2012, corrispondente al sesto anno di programmazione, ovvero allo stesso anno della programmazione attuale, la percentuale di avanzamento del PSR ammontava al 46%, consentendo le Marche di collocarsi tra le prime Regioni in fatto di attuazione (Ottaviani e Lafiandra, 2012). Nel caso marchigiano, il vero motivo del modesto livello di avanzamento non può essere quindi semplicemente contabile. Come già richiamato in un precedente articolo (Bonfiglio, 2018), a parziale giustificazione dei lenti progressi, più probabilmente hanno agito altri fattori quali il cospicuo stanziamento di risorse a favore di aziende ricadenti nell'area del cratere, con conseguenti ripercussioni sull'attuazione degli interventi, ed effettivi ritardi nell'attivazione dei bandi, verosimilmente legati alle difficoltà incontrate nell'affrontare l'emergenza.


Come possibile estensione di questa breve ricerca, sarebbe interessante verificare anche l'impatto che il trasferimento di risorse aggiuntive ha prodotto sullo stato di avanzamento degli altri fondi, in particolare del fondo FESR, che ha beneficiato di un incremento complessivo di 400 milioni di €, di cui oltre la metà a favore della Regione Marche.

 
 
 

Andrea Bonfiglio
Centro di ricerca Politiche e Bioeconomia - CREA

 
 

PianetaPSR numero 83 settembre 2019