Home > Il punto sui PSR > Giovani > Talenti da coltivare: in campo la formazione targata Mipaaf-Ismea
Giovani

Talenti da coltivare: in campo la formazione targata Mipaaf-Ismea

Fino a dicembre tengono banco i corsi pensati per fornire ai giovani agricoltori gli strumenti adatti a costruire la propria strada imprenditoriale "su misura", cogliendo le occasioni offerte da tecnologia e sistemi di rete. 

Un sistema di corsi formativi sul territorio, incentrati su innovazione e multifunzionalità, parole-chiave dell'agricoltura che guarda al futuro, ma soprattutto concepiti per far superare ai giovani imprenditori agricoli italiani le difficoltà strutturali, "pensando" in termini pro-attivi a soluzioni "smart", possibili grazie a interventi non economicamente troppo impattanti, veloci, sicure, e condivisibili in sistemi di "rete" fra imprese. 

Si potrebbe riassumere così, molto sinteticamente, il quadro formativo offerto dal Programma "Promuovere lo spirito e la cultura d'impresa" - #talentidacoltivare, promosso dal Mipaaf in collaborazione con l'Ismea -, destinato a 150 giovani imprenditori agricoli fra i 18 e i 40 anni. Sulla scia dell'edizione 2018 "AgriAcademy", il nuovo corso di #talentidacoltivare è incentrato sia su lezioni frontali che su attività di co-progettazione e study visit, con week end formativi che a partire da ottobre fino a dicembre 2019 toccheranno (con due tappe ciascuna) le città di Roma, Bologna, Milano, Napoli e Cosenza. A questo percorso formativo, quest'anno a cura di Inipa, ente individuato a seguito di una procedura di selezione, è stato dato il nome di "Traiettorie di Futuro".

Non solo elementi di business planning, ma svariati focus su accordi di filiera, visti attraverso la loro sostenibilità ambientale, sociale ed economica, sull'impresa multifunzionale, dai mille volti dell'agricoltura sociale ai nuovi trend caratterizzanti il mercato dell'impresa agrituristica, sino all'analisi puntuale degli scenari dell'export mondiale, con particolare attenzione all'evoluzione dei mercati.

Fondamentale, per la competitività delle giovani imprese, la ricerca costante dell'innovazione, in cui il protagonista è l'agricoltore. In questi anni sono state introdotte figure di "facilitatori" dell'innovazione (innovation advisor) ma soprattutto la nuova Politica Agricola Comune ha introdotto il Partenariato Europeo per l'Innovazione (PEI), i cui Gruppi operativi rivoluzionano il modo di concepire la nascita, la crescita e la trasmissione dell'innovazione, partendo dal basso (bottom up) e mettendo al centro l'agricoltore.

Per farsi trovare pronti ad innovare, occorrono delle condizioni di base. Al giovane agricoltore serve innanzitutto capire che dedicare del tempo alla formazione significa crescere professionalmente. Infatti, anche se un'azienda non può avere al suo interno tutte le competenze necessarie per crescere in competitività, sapere chi le ha può essere già un passo verso la soluzione. Poi bisogna fare rete, cioè sviluppare capacità relazionali per crescere dal confronto con gli altri. E poi, ancora, cercare di capire dove sta andando il mondo, con un occhio sempre aperto sulle politiche dell'Unione Europea.

Un nuovo sistema economico, basato sulla economia circolare e sulla bioeconomia, dal quale le aziende agricole non solo non possono prescindere, rimanendo ancorate a vecchi modelli di produzione, ma al quale devono fare riferimento nella costruzione del proprio modello di business. Non si può, ad esempio, prescindere dal riutilizzo e dal riciclo dei materiali residuali, ma occorre soprattutto considerare ciò che prima veniva considerato "scarto", una risorsa che - se correttamente utilizzata - è in grado di generare profitto per l'azienda e effetti positivi per l'ambiente. In questa visione dell'economia rientrano anche - non è mai superfluo ricordarlo - gli aspetti di sostenibilità sociale (lavoro, inclusione) ed economica. Ricerca e innovazione costituiscono dei cardini fondamentali sui quali costruire l'impresa agricola 4.0, ma il quadro di riferimento deve comprendere una visione sostenibile dall'inizio alla fine del processo.

 

Dopo l'esperienza della passata edizione, sviluppata assieme a partner scientifici prestigiosi - Politecnico di Milano, Università di Brescia, Università del Sannio e Università la Sapienza di Roma - e pensata per accrescere le competenze sull'internazionalizzazione, sul marketing e sulla tecnologia basata sull'uso evoluto dei dati disponibili, in questa edizione a "guidare" il percorso di formazione sono docenti che, da diversi punti di vista (economico, sociale, internazionale) guardano all'innovazione come stella polare della competitività. Il giusto mix fra lezioni frontali, attività laboratoriali e study visit vuole fornire agli "allievi" di Traiettorie di Futuro il kit per affrontare in maniera consapevole il cambiamento.

 
 

Andrea Festuccia
a.festuccia@ismea.it

 
 

PianetaPSR numero 84 ottobre 2019