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RRN MAGAZINE / numero 8 novembre 2019

I love turismo rurale

Le attività turistiche dalle molteplici sfaccettature sviluppate nelle aree rurali hanno contribuito al rilancio dell'economia locale e alla definizione di un nuovo modello di impresa agricola.
 

Il profondo cambiamento che ha caratterizzato, a partire dagli anni '80, le aree rurali italiane ed europee trova la sua principale motivazione nella visione multifunzionale dell'agricoltura che ha rafforzato l'azienda agricola ampliandone il campo di azione: essa, infatti, non è più solo luogo di produzione di beni alimentari, trasformati e non, ma anche di offerta di servizi alla popolazione e di azioni di tutela dell'ambiente e del paesaggio che contribuiscono alla creazione di nuovi posti di lavoro, incoraggiano l'economia locale e promuovono la resilienza nelle aree rurali.
Lo sviluppo di questa nuova visione che ha investito e cambiato il carattere delle aree rurali europee trova il supporto, oltre che dal ruolo assegnato dalle politiche di sviluppo al settore agricolo, dalla crescente domanda di consumo manifestata dalla società civile sempre più sensibile nei confronti dell'ambiente e alla ricerca di ritmi di vita più lenti e prodotti salubri e di qualità.
Tra le diverse attività che hanno caratterizzato la nuova impresa agricola multifunzionale senz'altro l'agriturismo è quella che ha rappresentato, e rappresenta tutt'ora, il cavallo di battaglia ma soprattutto è l'iniziativa che ha contribuito ad aprire i territori rurali, tendenzialmente caratterizzati da una minore apertura economica e sociale, verso l'esterno grazie all'accoglienza dei flussi turistici, nazionali e non, e alla nascita di nuovi canali commerciali. Questo processo di cambiamento, accompagnato all'avvio di nuove relazioni tra l'identità locale, l'ambiente e la produzione agricola, ha reso le aree rurali nel loro complesso una destinazione attrattiva dal punto di vista turistico.
Per l'instaurarsi di queste relazioni, per la possibilità di svolgere diverse attività e, infine, per gli effetti prodotti sul territorio, non è possibile ricondurre il turismo rurale a un'unica definizione ma a molteplici essendo questo collegato ai diversi tipi di "capitale territoriale" (ambientale, culturale, gastronomico, ecc.) che caratterizzano una specifica area. Ecoturismo, turismo enogastronomico, turismo religioso, cicloturismo, birdwhatching, turismo didattico, ittiturismo sono solo alcune delle tante declinazioni attribuite all'offerta turistica rurale che trovano il loro comune denominatore nell'approccio esperienziale e cioè nell'opportunità offerta al turista di vivere la propria vacanza a contatto con le persone, il territorio e le tradizioni del luogo in un'ottica sostenibile e in maniera tutt'altro che standardizzata.
Partendo dal crescente interesse manifestato nei confronti del turismo rurale, il presente numero del Magazine cerca di evidenziare, attraverso il racconto di esperienze il ruolo del territorio e delle sue peculiarità nel favorire lo sviluppo delle interconnessioni tra il settore agricolo e quello turistico, ambiti strumentali per la definizione di un'offerta turistica sostenibile capace di stimolare sui territori l'avvio di percorsi di recupero e qualificazione che vanno dalle infrastrutture alle tradizioni, dal patrimonio culturale a quello colturale. Per porsi come settore potenzialmente strategico per lo sviluppo delle aree rurali, il turismo rurale necessita tuttavia della creazione di un sistema di governance territoriale capace di mettere a sistema gli attori locali e i capitali territoriali, e garantire allo stesso tempo un equilibrio tra il consumo e la riproduzione di quest'ultimi.

 

La Redazione