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Filiera corta

Produttori e consumatori a km 0: Skin la rete tematica sulla filiera corta

Il progetto Horizon 2020 ha coinvolto 23 partner provenienti da 15 Paesi nella costruzione di una rete tematica a livello europeo.

Mettere in rete le informazioni, le esperienze e gli strumenti, coinvolgere gli attori del comparto per contribuire a sviluppare sul territorio europeo il modello di filiera corta. Questo l'obiettivo del progetto europeo "SKIN - Short supply chain Knowledge and Innovation Network" (finanziato nell'ambito del programma Horizon 2020) che si è appena concluso e ha portato alla nascita di una importante rete tematica sulla filiera corta a livello europeo. Il progetto, coordinato dall'Università di Foggia (Dipartimento di Economia), ha coinvolto 23 partner provenienti da 15 paesi europei che grazie alle loro diverse competenze hanno contribuito attivamente durante tre anni di attività alla realizzazione e rafforzamento della rete in tutta Europa.

Uno sguardo alla filiera corta

Negli ultimi anni, il concetto di filiera corta (FC) è diventato molto popolare in diversi paesi proponendosi come modello alternativo alla distribuzione su larga scala. La FC è caratterizzata da una relazione diretta tra produttore e consumatore, o al massimo con un singolo intermediario. Concetti diversi vengono comunemente associati alla FC: "consumo locale", "Slow food", "prodotti di prossimità", "dalla fattoria alla tavola", o "chilometro zero", contraddistinti dalla finalità principale di migliorare questa forma di distribuzione, dando più potere agli agricoltori con ricadute economiche positive, ma anche offrire un approccio diverso ai consumatori, che possono meglio esprimere se stessi e le loro esigenze. Certamente questo è un fattore importante per aumentare la fiducia tra gli attori, ma, la FC contribuisce anche a mantenere alta la qualità degli alimenti (ridotti tempi di conservazione tra raccolta e vendita), ne valorizza le origini e la storia (valore del territorio e sviluppo rurale) e al tempo stesso riduce l'impatto ambientale associato alla logistica e agli sprechi poiché i prodotti sono più locali. Questi, insieme ad altri aspetti, rispondono sempre più alle richieste di un consumatore attento, esigente e consapevole della qualità dei prodotti che porta a tavola rispetto alla propria salute e all'ambiente.
Tra gli esempi più comuni di FC ci sono i mercatini degli agricoltori, la vendita diretta nelle aziende, le cooperative di consumatori o i gruppi di acquisto solidale, ma anche le associazioni che promuovono lo sviluppo di orti urbani o le più recenti applicazioni e piattaforme sviluppate per la vendita online.

Il progetto SKIN

Dato che le diverse espressioni e conoscenze sul tema della FC a livello europeo risultano frammentate ed in alcuni casi isolate, l'obiettivo principale del progetto SKIN è stato quello di mettere insieme le informazioni disponibili e le diverse realtà per poi diffonderle e condividerle attraverso una rete tematica.
Il primo passo intrapreso è rappresentato dall'identificazione di "buone pratiche" nelle FC di diversi settori agroalimentari europei. I partner di SKIN hanno raccolto, analizzato e classificato più di 160 esempi, positivi e facilmente replicabili in altri contesti, ora disponibili online in un apposito database  e diffusi anche attraverso i canali del PEI-Agri.
Successivamente sono stati organizzati numerosi eventi tematici, dove alcuni degli aspetti principali legati alla FC venivano approfonditi grazie alla partecipazione di esperti ed operatori interessati all'argomento. Durante questi eventi si è parlato di qualità dei prodotti, normative, logistica, vendita e rapporti con i consumatori analizzando casi concreti e buone pratiche attraverso tavoli tecnici di lavoro, forum aperti, visite in azienda e sul campo per incontrare i produttori e vedere da vicino le loro realtà e storie. 
Le informazioni raccolte durante questi incontri sono disponibile nella sezione "Videos & stories", consultabili e scaricabili al fine di massimizzarne la diffusione. Questi, insieme agli altri risultati del progetto, hanno contribuito alla realizzazione di articoli a carattere divulgativo e scientifico, e sono stati racchiusi anche in un opuscolo interattivo online (page flow).
Ciascun partner ha individuato nei propri paesi e territori dei punti fisici, "Nodi Regionali", dove organizzare eventi, incontrare gli attori della filiera e parlare di nuove idee, condividere soluzioni e buone pratiche. In totale sono stati definiti 35 Nodi principalmente rappresentati da Gruppi di Azione Locale, associazioni di categoria ed enti che hanno aderito a questa iniziativa dato il forte interesse da parte del tessuto agroalimentare locale e che continueranno a portare avanti le idee proposte e nuovi progetto per la competitività del settore. 
Inoltre tutti i partner SKIN hanno contribuito a creare un database con oltre 2.000 contatti dei soggetti interessati (stakeholder), di cui 180 si sono registrati alla rete sulla FC di SKIN.

La continuità della rete

Sebbene la competitività e la sostenibilità del settore agroalimentare possano essere migliorate attraverso l'innovazione a livello di singole aziende o produttori, è possibile ottenere ulteriori guadagni attraverso l'innovazione a livello della catena del valore stessa. Ciò richiede la cooperazione tra i diversi attori coinvolti e la leadership per guidare il programma globale dell'innovazione. La sfida principale per il partenariato di SKIN è che l'ampia comunità che lo compone possa continuare ad utilizzarne i risultati in modo permanente anche dopo la fine del progetto, in quanto rete europea impegnata nel miglioramento dell'efficienza della FC e a beneficio delle parti interessate. 
L'Università di Foggia ha sviluppato una piattaforma per creare una comunità di pratica virtuale "Keep it short/Parliamo di filiera corta"  sul tema della FC. La comunità di pratica, con l'ottica di coinvolgere diversi soggetti interessati al tema, funzionerà da piattaforma permanente per lo scambio di conoscenze, webinar e corsi online, cooperazione transnazionale, promozione di innovazione e generazione di input per l'elaborazione di nuove politiche, nonché assicurare la continuità della rete tematica creata grazie a SKIN.

SKIN e le policy

Tra i diversi attori coinvolti durante le attività di  SKIN ci sono stati enti pubblici e policy maker che hanno partecipato attivamente ai diversi eventi ed iniziative, prendendo in considerazione gli spunti e proposte emerse dalla rete. Questo ci ha portato ad osservare che esistono due maggiori gruppi nell'UE: paesi con legislazione più flessibile (Austria, Polonia, Francia, Spagna) e altri con legislazioni più vincolanti (Olanda). Quello che è comune è la diversità dei prodotti offerti. Le sfide sono simili: aumentare i volumi di vendita, superare ostacoli a collaborazione e finanziamenti, sviluppo di nuovi prodotti, accesso al mercato, logistica, distribuzione, educazione a consumatori, e sussidi innovativi sotto schemi di Ricerca e Sviluppo.
Tra gli esempi di successo per la FC associati a SKIN va ricordato il percorso che ha portato all'approvazione della legge regionale sulla filiera corta in Puglia (Legge Regionale 30 aprile 2018, n. 16) al quale ha contribuito anche l'Università di Foggia. Inoltre alcuni risultati di SKIN sono stati allacciati ad altre iniziative nell'ambito del PSR in Italia come i Gruppi Operativi o misure maggiormente legate al supporto di progettualità sulla FC (es mis. 16.2 e 16.4 del PSR in Regione Puglia, mis. 10.2 del PSR in Regione Basilicata).

Conclusioni

L'approccio di SKIN è stato attuato appositamente per riunire attori diversi e farli interagire in modo da "contaminarsi" con le loro conoscenze e i loro approcci, promuovendo così un modello di filiera agroalimentare basata sulla conoscenza, l'esperienza, la ricerca e l'innovazione.
Questa esperienza ci ha insegnato che anche un'azienda molto grande che produce prodotti agroalimentari può rientrare nella filiera corta grazie ai suoi notevoli sforzi per distinguersi e alla fiducia nella collaborazione e nelle azioni congiunte che aiutano a garantire la massima qualità e freschezza dei prodotti.

Contando su una solida collaborazione, negozi e produttori possono stabilire costi e accordare i prezzi a vantaggio di tutti. Questo deve essere combinato con l'unicità di tali prodotti, o elementi legati alla cultura e alla tradizione del territorio. Inoltre è importante investire nelle attività di marketing, ad esempio aiutano gli annunci sui giornali locali, l'organizzazione di eventi con premi alimentari nelle competizioni locali, o attività agricole dove mensilmente vengono effettuate raccolte, offerti prodotti gratuiti o degustazioni sia per bambini che per adulti. Così facendo si offre una visione migliore dell'azienda e si crea un'atmosfera accogliente, che incoraggia a tornare. Un altro esempio positivo di cooperazione tra agricoltori e consumatori emerso da SKIN sono le "cucine incubatrici": piccole cucine, che possono venire noleggiate a piccoli produttori per fini di trasformazione come per apprendimento. 
Come in ogni ambito gli ostacoli ci sono sempre, ma grazie al contributo e supporto reciproco tutto è superabile.

 
 

Fedele Colantuono e Francesco Contò 
Università degli Studi di Foggia Dipartimento di Economia

 
 

PianetaPSR numero 86 dicembre 2019