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PAC post 2020

La nuova PAC più lontana, cosa succederà con il regolamento transitorio

Il rallentamento dei negoziati obbliga l'UE a prevedere un pacchetto legislativo per gestire la fase transitoria che garantisca la continuità dei pagamenti e degli impegni verso i beneficiari.

Nel Consiglio agricoltura e pesca del 18 novembre scorso l'ex Commissario Hogan ha illustrato le proposte di regolamento transitorio della Pac 2014-2020.
La logica di fondo alla base della proposta è quella di garantire la continuità dei pagamenti e degli impegni verso i beneficiari della Pac senza interruzione tra una programmazione e l'altra.

Il rallentamento dei negoziati

Allo stato attuale dei negoziati presso le sedi UE, i nuovi atti di base della futura Pac 2021-2027 non saranno pronti entro l'inizio del 2020 e di conseguenza è stato previsto un periodo transitorio di un anno.
Infatti, con le elezioni europee di maggio 2019 ed il conseguente rinnovamento del Parlamento Europeo e della Commissione Europea si è avuto un allungamento dei negoziati e pertanto i nuovi regolamenti Pac 2021-2027 (ed i collegati atti delegati e di esecuzione) non saranno pronti nei tempi previsti e si è reso così necessario spostare di un anno l'inizio della programmazione.
Quindi, al fine di garantire la continuità degli interventi fino all'avvio della nuova PAC e dare certezza e continuità nei pagamenti sulle misure dello sviluppo rurale, con le proposte di regolamenti transitori si è esteso anche all'annualità 2021 il quadro giuridico attuale e si sono adeguate alcune norme dei regolamenti comunitari.

Il dettaglio

Si parla nello specifico di un pacchetto legislativo sulla transizione, in quanto sono state presentate due proposte di regolamento: uno che estende le disposizioni sulla disciplina finanziaria del primo pilastro e concede la possibilità di spostare anche nel 2021 i fondi tra i due pilastri, l'altro che fissa nuove disposizioni transitorie e modifica alcune disposizioni esistenti nei regolamenti PAC 2014-2020.
Il primo testo (COM(2019) 580 final)  sarà adottato con procedura di urgenza senza emendamenti entro la fine del 2019, mentre il secondo (COM(2019) 581 final)  seguirà la consueta procedura legislativa ordinaria di codecisione; ad ogni modo esso andrà approvato entro l'estate dopo l'accordo sul futuro bilancio UE.

Primo pilastro

Per quanto riguarda i pagamenti diretti la proposta di regolamento modifica i massimali finanziari annuali per adeguarli al nuovo Quadro finanziario pluriennale 2021-2027, i cui importi sono ancora indicativi essendo ancora in corso il negoziato. Inoltre, è previsto un consolidamento del valore dei titoli di aiuto con la possibilità da parte delle amministrazioni di correggere entro l'anno 2020 il valore dei diritti che saranno poi applicati nel 2021 (sono esclusi dalla correzione i diritti attinenti alla riserva nel 2020).
Per quanto riguarda la convergenza interna, lo Stato membro potrà decidere in modo facoltativo di applicarla ulteriormente negli anni 2020 e/o 2021. 
Infine, viene prevista la possibilità per gli Stati membri di continuare a trasferire i fondi tra i pilastri anche dopo il 2020, sostituendo tuttavia la percentuale di trasferimento con gli importi massimi in valore assoluto.

Sviluppo rurale

Per quanto riguarda lo sviluppo rurale, le proposte di regolamento prevedono la possibilità per i vigenti PSR 2014-2020 di estendere di un anno la corrente programmazione attingendo per l'annualità 2021 alla locazione finanziaria assegnata allo Stato membro per il nuovo periodo di programmazione, che si accorcerebbe quindi di un anno. Si parla in questo caso di soldi nuovi con vecchie regole ("new money" - "old rules").
Tuttavia l'estensione di un anno può essere fatta soltanto se si dimostra che sussiste il rischio di non avere sul PSR una dotazione finanziaria sufficiente per assumere nuovi impegni e pagarli nelle annualità 2021. Situazione che potrà verificarsi ovviamente solo per quei programmi più performanti e con un livello di esecuzione della spesa molto avanzato.
Per gli Stati membri che decidono di non estendere il loro programma di sviluppo rurale viene previsto che l'assegnazione 2021 venga trasferita in parti uguali negli anni 2022-2025 cioè suddivisa nelle successive 4 annualità di spesa della futura programmazione.
Con tale opzione l'attuale regola sul disimpegno automatico "N+3" viene spostata di un anno: si potrà spendere fino al 31 dicembre 2024 i fondi assegnati nella annualità 2021.
Altra importante novità è quella relativa alle misure superficie e a capo: la durata degli impegni non potrà essere superiore a tre anni. Ciò significa che, mentre gli impegni assunti nel 2020 potrebbero coprire il consueto periodo di 3/7 anni, gli impegni assunti nel 2021 dovranno essere presi per un periodo ridotto cioè al massimo di 1/3 anni.

Le questioni aperte

Da questa veloce disamina delle disposizioni transitorie proposte emergono importanti novità che però lasciano alcune questioni ancora aperte in sede di negoziato come ad esempio la corrispondenza tra le misure 2014-2020 del PSR e nuovi interventi previsti nella Pac 2021 2027, nonché la necessità di avere chiarimenti in merito all'ammissibilità di alcuni tipi di spesa sui PSR 2014-2020 che transiteranno nella nuova programmazione (come le misure relative a Natura 2000, zone svantaggiate, gestione del rischio).
Sul pacchetto legislativo di transizione sarà quindi necessario porre molta attenzione ed esaminare le possibili conseguenze delle disposizioni in esso contenute al fine di poter chiudere nel migliore dei modi la programmazione 2014-2020 e avviare con il piede giusto la nuova programmazione 2022 2027.

 

Luigi Ottaviani
ISMEA

 
 

PianetaPSR numero 86 dicembre 2019