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Multifunzionalità

Rapporto ISMEA 2019, le attività secondarie e di supporto valgono oltre il 20% della produzione agricola

Il report su agriturismo e multifunzionalità recentemente pubblicato ne evidenzia il ruolo crescente (hanno raggiunto un valore di 11,5 mld di euro nel 2018) denotando una minore aleatorietà rispetto alle attività tipiche della produzione agricola.

Le attività secondarie e di supporto sono una risorsa sempre più importante per le aziende agricole, e il loro valore rappresenta, ormai stabilmente, più di un quinto di quello della produzione agricola complessiva italiana del 2018. Lo certifica la terza edizione del Rapporto Agriturismo e multifunzionalità realizzato dall'ISMEA nell'ambito delle attività della Rete Rurale Nazionale 2014-2020.

La crescita della diversificazione delle attività in ambito agricolo in poco più di dieci anni è estremamente rilevante: il valore delle attività di supporto e secondarie (multifunzionalità) è infatti passato dai 7,7 miliardi di euro del 2007 a quasi 11,5 miliardi di euro del 2018. 

Questa tendenza è favorita dal fatto che le attività multifunzionali sembrano essere meno influenzate dalla congiuntura economica rispetto a quanto accade alla produzione agricola.  Inoltre, molte delle attività che caratterizzano la multifunzionalità di un'azienda agricola, risultano in linea con i principi fondamentali della sostenibilità ambientale, uno dei temi chiave per il futuro del comparto e più in generale dell'agricoltura europea.

Le attività più diffuse

Con circa 6,9 mld di euro di valore nel 2018, il contoterzismo e la prima lavorazione dei prodotti agricoli sono di gran lunga le più rilevanti attività di supporto (quasi l'80% del totale). Tra le attività secondarie invece la più diffusa, 32% dei 4,6 miliardi di euro di valore, è la produzione di energia rinnovabile seguita a breve distanza dall'agriturismo che, comprendendo attività ricreative, sociali e didattiche, ne rappresenta il 30% con un valore di 1,39 miliardi di euro.

L'agriturismo

Nel 2018, l'offerta agrituristica italiana ha raggiunto le 23.615 aziende per un totale di 262.659 posti letto disponibili, oltre 11.000 piazzole di sosta per campeggiatori e 462.000 posti a tavola.

Il trend crescente dell'offerta fa tuttavia registrare un rallentamento, infatti tra il 2017 e il 2018 l'incremento è soltanto dello 0,9%, minimo storico di sempre. Appaiono lontani i tempi in cui il tasso di crescita annuo era superiore al 9% (anni 2004 e 2005) o al 5% (2009-2010), per poi attestarsi intorno al 3% dal 2015 in avanti.

Il fatturato del settore arriva comunque a sfiorare gli 1,4 miliardi di euro (+2,5 sul 2017) che rappresentano circa lo 0,5% del valore del turismo italiano nel complesso e l'11% di quello enogastronomico.

In termini di notti vendute (presenze turistiche) l'agriturismo, con oltre 13,4 milioni di pernottamenti(di cui 59% stranieri) nel 2018, ha contribuito per il 3,1% alla composizione delle presenze complessive del turismo italiano (429 milioni di notti totali) e per il 9% di quelle del turismo extralberghiero (149 milioni di notti).

Il numero di visitatori nel complesso raggiunge i 3,4 milioni, il 48% dei quali dall'estero.
Il tasso di crescita della domanda, sostenuto principalmente dagli ospiti stranieri, è ancora una volta decisamente superiore a quello dell'offerta: tra il 2017 e 2018 i visitatori (arrivi) sono aumentati del 5,9% (+3,5% italiani, +8,6% stranieri) e le notti (presenze) del 5,7% (+2,5% italiani e +8,0% stranieri).

Fattorie didattiche e agricoltura sociale

Le attività con un ruolo sociale fanno registrare dati estremamente positivi in termini di offerta, ai quali corrisponde anche un aumento della domanda: nel 2019, il numero degli iscritti negli appositi elenchi regionali è cresciuto, a confronto con l'anno precedente, del 12% (fattorie didattiche) e dell'8% (agricoltura sociale).

Gli elenchi regionali delle fattorie didattiche sono attivi in tutte le regioni e contano complessivamente 3.010 imprese, mentre quelli degli operatori di agricoltura sociale sono stati istituiti in dieci regioni e registrano 229 iniziative di agricoltura sociale, che evidentemente rappresentano ancora un quadro molto parziale dello sviluppo del settore stesso rispetto alla reale offerta di servizi già operativi.

La valutazione degli ospiti

La terza edizione del Rapporto include anche un'analisi di circa 13mila opinioni espresse sulle principali piattaforme online dagli ospiti di 35 aziende agricole rappresentative dell'offerta multifunzionale italiana. L'indagine ha l'obiettivo di raccogliere elementi utili sul sistema della reputazione, sulla qualità percepita e qualità dei servizi offerti. 

La valutazione complessiva (in una scala da 1 a 5) è risultata decisamente positiva nel 78% dei casi (punteggio 4 o 5). Il 15% delle recensioni ha registrato una valutazione media (punteggio 3) mentre solo il 7% ha ottenuto un punteggio negativo (1 o 2). 

Un bilancio assolutamente positivo che lascia ben sperare, in particolare da parte dei turisti stranieri, ma che nello stesso tempo offre indicazioni preziose in merito ad alcuni motivi di insoddisfazione.

Le novità legislative

Il Rapporto viene completato dall'esame delle principali evidenze e novità legislative relative alle attività connesse e alla multifunzionalità, attraverso una ricognizione e un aggiornamento delle leggi quadro statali e delle leggi di competenza regionale. Tra le novità più importanti si registra l'aggiornamento negli ultimi 12 mesi di cinque normative regionali sull'agriturismo (Piemonte, Lombardia, Lazio, Puglia, Sardegna alle quali si aggiunge la Provincia Autonoma di Trento e il DM 12550 del 21 dicembre 2018, con cui il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali ha provveduto a dare attuazione alla legge n. 141/2015 "Disposizioni in materia di agricoltura sociale", definendo i requisiti minimi e le modalità per l'esercizio delle attività.

 
 

Redazione Pianeta PSR

 
 

PianetaPSR numero 87 gennaio 2020