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Comunicazione

RurArt 2019. Un convegno giovane e dinamico sulla comunicazione dello sviluppo rurale

Il 16 dicembre la Rete rurale nazionale ha ospitato presso Palazzo Velli Expo l'evento nazionale tematico di comunicazione "RurArt 2019. Forme di comunicazione contemporanea raccontano l'agricoltura sostenibile", realizzato nell'ambito delle attività di governance e comunicazione verso il pubblico del Comitato nazionale di coordinamento del Programma Rete rurale.

"I fondi europei rappresentano una grande opportunità per i territori, ma non sempre i cittadini ne sono consapevoli". Con queste parole, Paolo Ammassari, dirigente presso il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali (MIPAAF), ha introdotto l'evento RurArt, che rappresenta l'ultima tappa di una serie di iniziative attuate nell'annualità 2019 dalla Rete rurale nazionale (RRN), in sinergia con le Regioni e PP. AA., per rafforzare la comunicazione sui benefici degli interventi sostenuti attraverso il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR).

Anche la rappresentante della Commissione europea in Italia, Claudia De Stefanis, ha ribadito la necessità di rafforzare la percezione pubblica del ruolo svolto dall'Unione europea. In linea con questa esigenza, "la Commissione ha lanciato una campagna di comunicazione istituzionale per le zone rurali, che arriverà in Italia in primavera", con l'intento di mostrare come dietro a sigle, loghi, acronimi e burocrazia ci siano le persone e le Istituzioni che lavorano in rete, per affrontare sfide ambiziose che riguardano l'istruzione e l'occupazione, il potenziamento dei servizi per la popolazione e la valorizzazione delle aree rurali per contrastare lo spopolamento.

Le rappresentanti della Rete rurale, ripercorrendo le tappe che hanno portato alla costruzione dell'evento RurArt, hanno spiegato che la scelta di coinvolgere diversi attori (comunicatori, funzionari, agricoltori, docenti, creativi, ...) ha avuto il duplice scopo di creare un meccanismo moltiplicatore dei messaggi e di rendere visibili alla società civile i benefici non sempre visibili dello sviluppo rurale. Proprio per questa ragione, la RRN ha promosso un contest di street art, realizzato in collaborazione con le Regioni e PP. AA, che ha portato alla selezione di cinque artisti di diversa provenienza che si sono esibiti in un live painting.

"RurArt ha un format molto particolare e anche un po' complesso da spiegare - ha affermato Federico Quaranta, conduttore radio-televisivo -. Utilizzando la metafora del condominio, possiamo dire che "l'evento è diviso a livelli: al piano superiore, gli artisti si cimentano nella trasformazione grafica del concetto di sostenibilità, mentre al piano inferiore, si svolge il dibattito, in presenza di personalità rilevanti" che ci aiuteranno a capire come vivere nelle aree rurali e quali siano le opportunità e le prospettive per i giovani.

Sono intervenuti all'incontro dibattito, tra gli altri, Antonio Pascale, giornalista e blogger, che ha spiegato come siamo passati da Pinocchio (il grande racconto della fame) a Masterchef (il grande racconto dell'abbondanza) nel giro di pochi decenni. Il cambio di passo ha cambiato il mondo, nel giro di una generazione, grazie all'innovazione tecnologica "siamo passati da tre miliardi di persone (1960) a 7 miliardi (2010)". Ci chiediamo come nutrire un numero crescente di persone. Per fortuna, è a nostra disposizione una nuova cassetta degli attrezzi che ci permette di ottenere tanto (più produzione, più qualità) da poco (con meno risorse). Sembra contro-intuitivo. Il fatto è che abbiamo un'immagine statica del mondo che ci impedisce di cogliere la potenzialità di certe innovazioni. Invece la tendenza "more from less" è in atto e ci indica una strada da percorrere: innovazione e ricerca, regole dei governi e coscienza ambientale, renderanno Masterchef un luogo più ospitale per tutti.

Carlo Hausmann, Direttore generale di Agrocamera, ha detto che "La qualità della vita è oggi un elemento imprescindibile per garantire un futuro alle aree rurali del nostro paese" e prevenire lo spopolamento che interessa soprattutto le aree interne del nostro Paese. Alla base dei problemi che riguardano le aree rurali ci sono diverse ragioni, come la mancanza di lavoro, l'inadeguatezza dei servizi e delle infrastrutture, le questioni inerenti la sicurezza e soprattutto la mancanza di una vita di relazione sufficiente. Tuttavia ci sono alcuni fattori di successo, come la diversificazione delle attività aziendali, la produzione alimentare di qualità, i servizi legati ai valori patrimoniali e di identità dei parchi e delle aree protette e poi, il più importante, la ricostruzione delle comunità locali. 

"Molti giovani vogliono tornare alla terra e, come libero professionista, ricevo decine di telefonate di giovani che mi chiedono come avviare un'attività agricola e se ci siano degli incentivi - ha detto Rosanna Zari, Accademico dei Georgofili-. A fronte dell'interesse da parte dei potenziali beneficiari, quello che serve per partire è: in primis il capitale terra". L'Unione europea, nel tentativo di "svecchiare" l'agricoltura dei propri Stati membri, rinnova finanziamenti e agevolazioni per l'insediamento dei giovani in agricoltura sia attraverso i pagamenti diretti, sia attraverso i fondi strutturali. Dal canto suo anche l'Italia attraverso l'ISMEA concede prestiti agevolati per i giovani, utilizzando propri strumenti finanziari. Parola d'ordine è comunque il rinnovamento dell'agricoltura attraverso una produzione sostenibile.

 

Durante l'evento, tre parole chiave "agricoltura di precisione, qualità dei prodotti e diversificazione", hanno guidato la scelta a cura delle Regioni di tre progetti di successo, presentati dai diretti beneficiari: esempi concreti di buone pratiche, sintetizzate in un video e in un catalogo dal titolo eloquente, «Sviluppo rurale. Tutta un'altra storia», che riporta testimonianze e spaccati da tutta Italia di un'agricoltura fatta di imprese che guardano alle nuove sfide di carattere ambientale, economico e sociale del mondo rurale.
L'iniziativa si è conclusa con la votazione in sala e online per premiare il migliore elaborato tra quelli prodotti dai cinque artisti in gara: Mattia Campo Dall'Orto (Friuli Venezia Giulia); Carlo Cicarè (Marche); Riccardo Buonafede (Molise); Francesco Perotto (Piemonte); Diego Mizzoni (Valle d'Aosta).
Ad aggiudicarsi la targa del MIPAAF, Mattia Campo Dall'Orto del Friuli Venezia Giulia, con l'opera Dialogus, premiato da Giuseppe L'Abbate, Sottosegretario di Stato - MIPAAF.

 
Sul sito Rete rurale sono disponibili i materiali divulgativi e la sintesi dei lavori..
 
 

Paola Lionetti

 
 

PianetaPSR numero 87 gennaio 2020