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BTA, le nuove generazioni "tornano" in campagna e possono guidare il cambiamento

I dati mostrano un crescente interesse da parte degli under 35 per il lavoro in agricoltura. Lo strumento della Banca nazionale delle terre agricole può aiutare questa tendenza. 

Sono sempre di più i giovani e le donne che scelgono di dedicarsi all'agricoltura avviando una propria impresa. Il dato emerge da un'analisi dell'ISMEA al centro del dibattito nel corso dell'evento "Seminiamo il futuro", che si è tenuto a Roma nelle scorse settimane. 

Le imprese italiane condotte da under 35 sono 57.083, una quota del 7,7% dello stock di imprese iscritte al registro camerale a fine 2019.

La crescita della presenza di under 35

Dal 2015 la crescita della componente giovanile in agricoltura è stata di oltre il 15%, a fronte della flessione del numero di aziende agricole totali (-2% nell'ultimo quinquennio) e di quelle a conduzione femminile (-4 %). Si tratta senza dubbio di un segnale significativo, vista la fondamentale importanza del ricambio generazionale non solo per il mantenimento di un tessuto socioeconomico di tante aree rurali del territorio, a rischio di spopolamento nell'arco di qualche decennio, ma anche per imprimere all'agricoltura quella spinta verso l'innovazione e gli investimenti che sarà sempre più vitale per rispondere alle nuove sfide.

I giovani imprenditori agricoli possono essere degli importanti driver del cambiamento in campagna e la crescita della loro presenza alla guida delle imprese agricole non sembra essere dettata solo dalla mancanza di alternative occupazionali, ma che va letta piuttosto come un effettivo interesse legato alla terra e all'ambiente, alimentato anche dalla maggiore sensibilità dei giovani per il tema della sostenibilità ambientale e da una maggiore consapevolezza del legame tra cibo e territorio.

Il profilo dei nuovi agricoltori

A confermare questo segnale sono anche i numeri in crescita delle immatricolazioni alle Università di Agraria, mediamente 2.000 iscrizioni in più all'anno a partire dal 2014, che confermano quanto emerge dal profilo tracciato dall'ISMEA delle nuove generazioni di imprenditori agricoli: sono mediamente più istruiti rispetto alle altre classi di età ( 51% di capi azienda giovani ha un diploma e il 16% una laurea anche non attinente a materie agronomiche), hanno aziende più grandi (18 ettari di SAU per azienda contro i 10 degli over 40),  maggiore spirito imprenditoriale ( il 31% degli under 40 intervistati da Ismea ha intenzione di effettuare un investimento nel corso dei 12 mesi successivi, contro il 17% degli over 40) e propensione a fare rete. 

Lo testimoniano le tante iniziative imprenditoriali avviate da giovani che hanno saputo interpretare in chiave innovativa le diverse opportunità offerte dal mondo rurale: dalla trasformazione aziendale dei prodotti alla vendita diretta, dalle attività di ricezione turistica e di agricoltura sociale (agriturismi, fattorie didattiche, agri-asili) alla produzione di energie rinnovabili fino alle nuove frontiere dell'agricoltura 4.0 e dell'agricoltura fuori suolo (idroponica, vertical farming) di cui i giovani sono i veri protagonisti.

Le agevolazioni offerte dalla BTA

Per facilitare l'accesso alla terra e favorire il ricambio generazionale la Banca nazionale delle terre agricole offre agli under 41 una serie di agevolazioni: ai giovani imprenditori agricoli è concessa la possibilità di pagare il prezzo del terreno (fino al 100% del valore a base d'asta) ratealmente, con rate semestrali o annuali, per un periodo massimo di 30 anni. 

Inoltre le risorse derivanti dalla vendita dei terreni della BTA, 52 milioni di euro già incassati dalla vendita dei primi due lotti e circa 130 mln attesi dall'asta lanciata lo scorso 19 febbraio, sono state riallocate dall'ISMEA per finanziare iniziative di giovani imprenditori agricoli attraverso le misure del primo insediamento, del ricambio generazionale in agricoltura e dell'autoimprenditorialità.

 
 

Redazione Pianeta PSR

 
 

PianetaPSR numero 88 febbraio 2020