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Coronavirus

Lazio, Regione adotta piano straordinario per emersione lavoratori irregolari e contenimento epidemia

Il Piano, con un budget di 500mila euro, è indirizzato, in via sperimentale, ad imprese operanti nel settore della produzione primaria di prodotti agricoli con almeno una sede operativa nella Provincia di Latina.

Con un Avviso Pubblico del 15 maggio scorso (Determinazione N. G05821 del 15/05/2020), della Direzione Regionale Istruzione, Formazione, Ricerca e Lavoro, la Regione Lazio ha adottato un piano straordinario, sperimentale, finalizzato all'emersione dei lavoratori irregolari del settore agroalimentare (come contrasto al cosiddetto fenomeno del caporalato) e al rafforzamento delle misure di contenimento alla diffusione del Coronavirus. 

Il "Piano per l'emersione del lavoro irregolare e/o sommerso nel settore agroalimentare e misure per il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro", promosso nell'ambito del programma POR FSE Lazio 2014-2020 Asse 1 - Occupazione, è indirizzato, in via sperimentale ad imprese operanti nel settore della produzione primaria di prodotti agricoli con almeno una sede operativa nella Provincia di Latina. 

L'Avviso mette a disposizione un ammontare complessivo di € 500.000,00, per la realizzazione di progetti fino ad un massimo di €19.700,00 ad impresa.

Il Piano prevede infatti due tipologie di azioni attuabili: una prima azione (Azione A) finalizzata a potenziare le misure di contenimento della diffusione del virus nei luoghi di lavoro e in particolare nella fase riguardante gli spostamenti dei lavoratori da e per i luoghi di lavoro e una seconda (Azione B), finalizzata a contrastare il fenomeno del lavoro irregolare e/o sommerso attraverso adeguate tutele di natura contrattuale.

Misure di contenimento da COVID-19

Per quanto attiene all'Azione A, questa prevede che le imprese possano presentare progetti in merito all'organizzazione degli spostamenti dei lavoratori tramite mezzi di trasporto a noleggio, da attuarsi nel rispetto sia delle misure di contenimento da COVID-19 (rispetto della distanza minima di un metro, dotazione di mascherine e guanti durante il trasporto, documentazione a supporto dell'autocertificazione per lo spostamento, oltre alla sanificazione dei mezzi utilizzati) sia delle eventuali limitazioni più restrittive agli spostamenti, imposte dai decreti attuativi emanati dal Governo sino al termine della fase di emergenza. 

Per questa tipologia di azione, le imprese possono beneficiare di un contributo massimo pari a € 12,00 al giorno per lavoratore, con un tetto di 10 lavoratori, e fino al raggiungimento di un importo massimo di € 7.200,00.

Contrasto all'illegalità in agricoltura

L'Azione B prevede incentivi, fino ad un massimo di €12.500,00 ad impresa, per l'assunzione e/o stabilizzazione di lavoratori nel settore agricolo che prestano la propria opera manuale a fronte di un corrispettivo, nell'ambito della coltivazione di fondi o allevamento di bestiame e per attività connesse a favore di un'azienda agricola o che svolge attività agricola. 

Nello specifico l'incentivo è riconosciuto per le assunzioni/stabilizzazioni, effettuate a partire dal 23 febbraio u.s., rientranti nelle tipologie di:

L'incentivo è determinato in € 2.500 per ogni contratto di assunzione e/o stabilizzazione, fino a un massimo di 5 lavoratori. L'impresa beneficiaria, inoltre, dovrà impegnarsi a mantenere il rapporto di lavoro per almeno 12 mesi dalla data di assunzione, pena la revoca del contributo. 

Le azioni, sostenute attraverso il Piano, sono prioritariamente da configurarsi nell'ambito degli strumenti di sostegno economico promosse per il settore agroalimentare regionale il quale, in un periodo particolarmente difficile (sia a carattere sanitario sia economico) legato all'emergenza epidemiologica da COVID-19, non ha interrotto la produttività. 

Per questo motivo, evidentemente, i progetti, presentati dalle singole imprese, dovranno obbligatoriamente prevedere l'attuazione dell'Azione A, mentre l'Azione B, seppur di rilevante importanza per le sue finalità di incremento dell'occupazione con adeguate condizioni normative e di tutela, è considerata facoltativa, e quindi non è ammessa in maniera autonoma. Difatti l'Azione A è ritenuta caposaldo dell'iniziativa in quanto la sua attuazione dovrà garantire un presupposto di qualità del lavoro da parte degli occupati nel settore e di riduzione dei rischi attualmente presenti.

Una recente indagine condotta da ISMEA (cfr PianetaPSR n. 90 ), evidenzia come, in generale, le filiere a più alta intensità di lavoro, hanno manifestato problemi di reperimento della manodopera, soprattutto quella stagionale, attribuibile in parte alla paura di contagio, ma anche alle limitazioni sugli spostamenti e al distanziamento sociale.

I destinatari del Piano

L'Agropontino rappresenta un'area agricola ad alta intensità di fabbisogno di manodopera, in particolare per i settori ortofrutticolo e zootecnico, dove vi è una forte presenza di braccianti stranieri che rappresentano una categoria a rischio di sfruttamento e di illegalità del lavoro 

Il Piano individua, come destinatari finali degli interventi, quei braccianti agricoli che appartengono ad una categoria di persone particolarmente fragili:

Inoltre, potranno essere destinatarie degli incentivi, solo le aziende che fanno parte della Rete del Lavoro Agricolo di Qualità, istituita presso l'INPS (art. 6, DL 91/2014), nonché quelle imprese registrate all'App regionale "FairLabor", un'applicazione dedicata all'incontro trasparente tra la domanda e l'offerta di lavoro in agricoltura, al fine di contrastare lo sfruttamento dei lavoratori e stimolare meccanismi virtuosi nello scambio tra domanda e offerta di lavoro tra datori di lavoro e lavoratori.

Protocollo d'intesa "Per un lavoro di qualità in agricoltura"

Il Piano rientra in un quadro strategico regionale di ampio respiro nel contrasto al caporalato e all'illegalità in agricoltura. Le azioni previste, in coerenza con la recente Legge regionale n. 18 del 14 agosto 2019 "Disposizioni per contrastare il fenomeno del lavoro irregolare e dello sfruttamento dei lavoratori in agricoltura", si ispirano infatti a specifiche iniziative già avviate, proprio sul territorio della provincia di Latina, aventi ad oggetto il contrasto all'illegalità in agricoltura. Tra queste iniziative, il Protocollo d'intesa "Per un lavoro di qualità in agricoltura", firmato tra la Regione Lazio e le parti sociali nel gennaio 2019, che prevede azioni mirate a tutela del lavoro dei lavoratori agricoli, tra cui l'attivazione di uno specifico sportello presso i Centri per l'Impiego dedicato al collocamento in agricoltura denominato "GoodJob". Si tratta di una piattaforma informatica che incentiva l'assunzione di lavoratori iscritti nelle liste di prenotazione presso i CPI, cui punta l'APP FairLabor e grazie alla quale gli sportelli e gli elenchi di prenotazione diventano virtuali, così da permettere al singolo lavoratore si iscriversi automaticamente alle suddette liste dei CPI.

Altre azioni previste dal Protocollo riguardano: agevolazioni in materia di trasporto pubblico dei lavoratori da e per i campi (attraverso apposita convenzione con la società regionale di trasporti Cotral), iniziativa che contribuisce a combattere i caporali che a pagamento trasportano i lavoratori; azioni di formazione per i lavoratori iscritti nelle liste di prenotazione; presenza di mediatori culturali. 

Le domande di finanziamento potranno essere presentate a partire dal 19 maggio 2020, attraverso specifica procedura telematica, senza soluzione di continuità e con assegnazione "on demand" fino ad esaurimento delle risorse. Analogamente, l'Avviso rimarrà aperto sino al giorno successivo alla data del provvedimento del Governo italiano in cui si dichiarerà chiusa l'emergenza epidemiologica da Covid-19.

 
Per maggiori informazioni, si rimanda alla pagina web Regionale.
 
 

Antonio Papaleo, antonio.papaleo@crea.gov.it
CREA - Centro Politiche e Bioeconomia 

 
 

PianetaPSR numero 91 maggio 2020