PianetaPSR
Avanzamento della spesa

PSR, il Covid non ferma la spesa

Nonostante la pandemia l'Italia evita il disimpegno, con l'eccezione della Puglia rallentata dai contenziosi. Bolzano e Veneto hanno già raggiunto l'obiettivo di spesa per il 2021.

La pandemia dovuta al Covid19 rappresentava per i PSR una grande incognita: notevoli erano le difficoltà amministrative e logistiche che si presentavano ad inizio marzo, quando sono stato decise le prime misure restrittive; il rischio era che la complessa macchina dei fondi europei rallentasse facendo registrare ritardi sulle erogazioni con sofferenze di tutto il settore.

Fortunatamente i Programmi di sviluppo rurale Italiani hanno superato senza grossi problemi tali difficoltà raggiungendo così gli obiettivi di spesa previsti per il 2020.

Risultato, quindi, positivo ma per nulla scontato. Grazie ad un serrato lavoro svolto dalle Amministrazioni regionali e centrali negli ultimi mesi del 2020 sono stati portati a conclusione migliaia di procedimenti e domande di pagamento.

Quasi tutti i programmi hanno superato la soglia di disimpegno eccetto, purtroppo, il PSR Puglia che rischia di restituire una parte delle risorse assegnate dalla UE: l'importo sospeso è di circa 95 milioni di euro FEASR, dovuto sostanzialmente ad una serie di ricorsi e contenziosi che si trascinano dal 2019. 

L'enorme lavoro svolto negli ultimi mesi ha fatto annullare il divario registrato a fine ottobre dove mancavano da spendere circa 660 milioni di euro (pari a 375 milioni di quota comunitaria). Comunque nell'ultimo trimestre del 2020 già 13 PSR avevano speso tutte le assegnazioni del 2017 ed evitato in anticipo il rischio di disimpegno del 2020.

Dai dati di monitoraggio di AGEA, risulta che sono stati spesi nell'ultimo trimestre 2020 circa 1 miliardo e 422 milioni di euro (pari a 724 milioni di euro di FEASR) attestando così la spesa complessiva dello sviluppo rurale da inizio programmazione al 58% per un totale erogato di 12 miliardi e 120 milioni di euro.

Le Regioni più sviluppate hanno speso ad oggi poco meno di 5,6 miliardi di euro, quelle in transizione registrano pagamenti per 1,2 miliardi di euro mentre la spesa per le cinque Regioni meno sviluppate è pari a 3,95 miliardi di euro.

Risultato positivo anche dei due programmi a livello nazionale: il PSRN chiude il 2020 con circa 1,3 miliardi spesi e la Rete Rurale nazionale con 62 milioni di euro.

È bene notare che già a fine dicembre 2020 il PSR di Bolzano e il PSR Veneto hanno superato l'obiettivo di spesa previsto per il 2021, in anticipo quindi di un anno esatto.

Inoltre, sette PSR vale a dire Valle d'Aosta, Emilia Romagna, Molise, Calabria, Sardegna, Trento e Programma Nazionale, hanno già speso oltre il 90% dei fondi del 2021 (afferenti l'annualità di bilancio 2018). Se si considera anche il prefinanziamento del 3% erogato ad inizio programmazione, il numero di Programmi di sviluppo rurale che supera la soglia di spesa (100%) per il 2021 sale a sette.

Regolamento transitorio

Con l'approvazione del Regolamento (UE) 2020/2220 (c.d. "Regolamento transitorio") è stato disposto di continuare ad applicare le norme dell'attuale quadro della PAC 2014-2020 anche per le annualità di bilancio 2021 e 2022 dotando così il fondo FEASR di risorse aggiuntive. Pertanto, le Autorità di gestione dei PSR si apprestano in questi primi mesi del 2021 a modificare i rispettivi programmi per recepire la proroga.

L'importo totale del sostegno dell'Unione allo sviluppo rurale per il periodo dal 1° gennaio 2021 al 31 dicembre 2022 sarà pari a 26,896 miliardi euro di cui 2,998 miliardi di euro saranno assegnati all'Italia.

Inoltre, il regolamento transitorio - in conformità al regolamento c.d. "EURI" per la ripresa post-pandemia Covid19 - introduce l'articolo 59 bis e mette a disposizione per gli anni 2021 e 2022 risorse aggiuntive FEASR pari a 8,070 miliardi euro di cui 910,58 milioni di euro assegnati all'Italia (queste risorse tuttavia non avranno la quota di cofinanziamento nazionale come le risorse ordinarie).

Ulteriore sfida quindi per i Programmi di sviluppo italiani che avranno a disposizione per le annualità 2021 e 2022 fondi aggiuntivi per 3,9 miliardi di euro di sola quota FEASR (pari all'11,2% del totale delle risorse 2021 e 2022 dell'Unione) da dover spendere, in base alla regola "N+3", entro il 31 dicembre 2025.  

Sfida che i PSR sembrano in grado di superare agevolmente tenuto conto che già nella precedente programmazione 2007-2013, in base al processo di riforma di medio periodo della PAC (c.d. Health Check), arrivarono risorse aggiuntive per 585,2 milioni di euro e successivamente, con l'approvazione del Piano europeo di ripresa economica, o Recovery Plan, ulteriori risorse per la Banda Larga pari a 145 milioni di euro.

Tuttavia, tenuto conto delle tempistiche per l'approvazione dei pacchetti legislativi sulla nuova PAC 23-27, il primo gennaio 2023 partirà anche il nuovo Piano strategico che unirà in unico strumento tutte le risorse FEAGA e FEASR e OCM che andrà quindi a sovrapporsi ai PSR 2014-2022.

 
 

Luigi Ottaviani

 
 

PianetaPSR numero 98 gennaio 2021