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Strumenti finanziari

Il ruolo degli strumenti finanziari in agricoltura: un confronto tra attori istituzionali

Il tema è stato al centro di un incontro organizzato da CE, Bei e Mipaaf sui fabbisogni finanziari del settore e sulla capacità degli strumenti finanziari di soddisfarli. 

In occasione dell'incontro organizzato lo scorso 12 febbraio 2021 dalla DG AGRI della Commissione Europea, la Banca Europea degli Investimenti e il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali sui fabbisogni finanziari espressi dal settore agricolo nel periodo di programmazione 2014-2020, il dibattito è stato articolato ed interessante, perché si sono analizzati i diversi aspetti con cui gli strumenti finanziari introdotti possono facilitare l'avvicinamento al mondo bancario da parte degli operatori del settore e coadiuvarli nella realizzazione di investimenti sostenibili,  nella direzione degli ambiziosi obiettivi posti dal Green Deal.

In particolare, la DG AGRI si è soffermata sull'importanza della catena del valore dell'agroalimentare che, essendo così fortemente integrata tra produttori, trasformatori e consumatori, ha retto benissimo all'impatto negativo della crisi da Covid-19, assicurando le materie prime in continuità con i ritmi pre-pandemia e con un controllo efficace su qualità e prezzi. Per preservare, quindi, il settore dagli strascichi della crisi sanitaria e per salvaguardarne il suo ruolo essenziale, sono stati predisposti pacchetti di modifiche legali e di sostegno finanziario, con l'aggiunta di 7,5 miliardi di Euro al fondo FEASR per lo sviluppo rurale, disponibili nel 2021-2022 all'interno di Next Generation Eu e nel Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR). Oltre le misure emergenziali, poi, gli strumenti finanziari si confermano di grande interesse per la Commissione Europea che ha evidenziato che circa i due terzi del bilancio programmato del FEASR a livello di Stati membri, è impegnato e non ancora speso e che nel prossimo periodo di programmazione, il fondo InvestEU sarà utilizzato anche per il sostegno agli investimenti in agricoltura. 
Attualmente, gli strumenti finanziari per il settore agricolo hanno consentito l'erogazione, a livello europeo, di 1.930 prestiti e 2.000 garanzie a copertura di progetti per un volume totale di 576 milioni di euro.

Lo studio sui fabbisogni italiani

La BEI, presentando i risultati dello studio Fi Compass "Fabbisogni finanziari nei settori agricolo e agroalimentare in Italia" si è soffermata sulla necessità di colmare il divario che interessa le piccole imprese agricole italiane nell'accedere ai finanziamenti per prestiti a breve termine, poiché la piccola dimensione e la bassa capitalizzazione sono fattori limitanti per far avvicinare gli operatori agricoli alle banche che, a loro volta, non dispongono di modelli di rating specifici per il settore e la stessa valutazione non viene effettuata con una conoscenza mirata delle varie realtà produttive e delle potenzialità di ciascuna. 

La richiesta di finanziamento non soddisfatta per il settore agricolo si aggirerebbe tra i 110 milioni di euro e 1,3 miliardi di euro e per il 75% riguarderebbe aziende con superficie inferiore ai 20 ha, e in buona parte condotte da giovani agricoltori o da neofiti dell'attività agricola. Per l'agroalimentare, invece, il deficit di finanziamento stimato si aggira intorno a 1,5 miliardi di euro e deriverebbe da piccole aziende che mancano di un'adeguata conoscenza finanziaria e di rapporti rarefatti con le banche che, a loro volta, non erogano molto volentieri prestiti a questa tipologia di clientela che viene considerata ad alto rischio di insolvenza. Con questo quadro, quindi, gli strumenti finanziari coperti dal FEASR ed il loro potenziamento per il futuro, giocano un ruolo chiave per favorire l'ingresso di giovani imprenditori e di nuove realtà aziendali.

Il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali ha aderito con molto interesse all'iniziativa e ha presentato lo stato dell'arte sui principali strumenti finanziari esistenti per il settore agricolo, dai prodotti di garanzia forniti da ISMEA, ai quattro strumenti finanziari regionali FEASR (due fondi di prestito in Friuli Venezia Giulia e Lombardia, e due fondi di garanzia in Umbria e Puglia) e, per finire, lo strumento di garanzia FEASR lanciato di recente e gestito dal Fondo europeo per gli investimenti (FEI) in cui otto regioni italiane hanno unito le forze e i bilanci (Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Piemonte, Puglia, Toscana, Umbria e Veneto) dando vita ad una piattaforma bancaria per l'agricoltura.  Quest'ultimo rientra nella categoria di fondi comuni che investono, privilegiando alti rendimenti, minimizzazione del rischio e diversificazione geografica e punta a supportare coloro che si approcciano alle misure ad investimento dei PSR con prestiti garantiti al 50% senza alcun limite a livello di portafoglio e con trasferimento del beneficio della garanzia. 

Il Fondo raccoglie quote finanziarie della BEI, del FEASR, di Cassa Depositi e Prestiti e di ISMEA e riporta una dotazione di 71 milioni di euro di spesa pubblica totale di cui il 50% contributo FEASR, più una dotazione FEI di 64 milioni di euro. Gli accordi di finanziamento con le Regioni sono stati tutti sottoscritti tra il 2017 e il 2018 e la Regione, tra le otto aderenti, con maggiore dotazione è la Puglia (15 milioni di euro) mentre quella con minore importo stanziato è il Piemonte (5 milioni di euro). Considerata la partenza sfalsata degli accordi rispetto all'inizio del periodo di programmazione 2014/2020, l'attività del Fondo è da ritenersi appena avviata, e, allo stesso tempo, gli utenti finali non sono tutti ancora a conoscenza delle potenzialità legata al suo utilizzo (Indagine RRN 2020).
Eppure gli strumenti finanziari hanno un ruolo importante anche nella crisi finanziaria innescatasi con l'emergenza sanitaria da COVID-19, che ha fatto emergere difficoltà legate all'indisponibilità di un'adeguata liquidità finanziaria che si considera anche la più sentita preoccupazione per il futuro, considerate le molte difficoltà nell'accedere a strumenti di emergenza messi in campo dal governo. Per questo motivo, quindi, l'Unione Europea, ha adottato delle misure temporanee che vanno anche a modificare l'attuale quadro normativo e consentono agli Stati membri di introdurre un nuovo strumento finanziario che possa coadiuvare gli operatori agricoli a risolvere la crisi di liquidità a partire dal 2020. Le Regioni, quindi, possono modificare il proprio PSR anche in un secondo momento per facilitare l'applicazione delle misure emergenziali per il settore agricolo e consentire una riorganizzazione efficace dell'assetto aziendale degli agricoltori.

 
 

FONTI

 
 

Paolo Ammassari - MIPAAF
Raffaella Pergamo - CREA PB

 
 

PianetaPSR numero 100 marzo 2020