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Comitato di sorveglianza

RRN al Comitato di sorveglianza, scongiurato il disimpegno si guarda al 2023

Alla fine di giugno è già stato realizzato il 26% degli output previsti dal piano 21-23.

La Rete rurale nazionale supera l'"esame" del Commissione europea e del partenariato, pur registrando alcune puntuali osservazioni, legate prevalentemente alle difficoltà incontrate nella distribuzione ed entità dei pagamenti. 

Questo l'esito, in estrema sintesi, del Comitato di sorveglianza della RRN che si è tenuto lo scorso 23 novembre in modalità virtuale, nel corso del quale sono state illustrate le attività realizzate fino al giugno 2021 ed è stato presentato il piano relativo a quelle preventivate per il 2022.

L'avanzamento delle attività

A presentare a livello generale la situazione dello stato di attuazione del Programma RRN, concentrando il suo intervento sulla soglia di disimpegno e sull'avanzamento delle attività fisiche del piano biennale 2021-2023 al 9 novembre 2021, è stato Paolo Ammassari, coordinatore della struttura di supporto all'AdG.

A livello finanziario, le modifiche approvate hanno portato il budget complessivo del programma a superare i 130 milioni di euro. Per quanto riguarda il rischio di disimpegno, la soglia per il 31/12/2021 è di 81,720 milioni di euro e gli impegni giuridicamente vincolanti sono intorno all'88%. I pagamenti già richiesti sono pari a 62,572 milioni di euro, considerando il prefinanziamento ricevuto, e la cifra da spendere per evitare il disimpegno è di 15,708 milioni di euro. A fronte di questa somma ci sono previsioni di spesa a breve per più di 16 milioni di euro, con un margine di almeno 300 mila euro sulla soglia di disimpegno. Margine che potrebbe ampliarsi, dato che le previsioni di spesa sono state effettuate in modo prudenziale e che in realtà potrebbero raggiungere i 900 mila.

Su questo punto, da parte della delegazione della Commissione, composta da Gianfranco Colleluori, Andrea Incarnati e Marco Miliosi, sono arrivate alcune osservazioni, a partire dalla segnalazione dei ritardi generalizzati che determinano per l'Italia un tasso di esecuzione, in termini di dichiarazioni di spesa, di circa 10 punti percentuali inferiore rispetto alla media europea (64% rispetto al 75,5% della UE). Per quanto riguarda la situazione della RRN, i Servizi della Commissione hanno preso atto delle previsioni di spesa presentate e hanno sottolineato il margine ridotto che permetterebbe il superamento della soglia di disimpegno, augurandosi che si trovi una soluzione perché le dichiarazioni di spesa trovino una migliore distribuzione nell'arco dei trimestri.

Nel rispondere alle osservazioni mosse dalla Commissione, Ammassari ha spiegato che si riscontra una maggiore facilità di aderire alle previsioni di spesa per le attività svolte dagli Enti CREA e ISMEA nell'ambito del Piano Biennale. Più difficoltà si riscontrano per le attività al di fuori del Piano, per esempio le spese previste per le attività informatiche di AGEA che hanno avuto dei forti rallentamenti a causa del cambio di fornitore. Altre difficoltà si sono presentate per il progetto Beenet, cioè il monitoraggio della biodiversità attraverso le api. Un progetto molto voluto dal Mipaaf, che però ha avuto una partenza rallentata, in particolare nell'acquisto delle arnie tecnologiche per monitorare l'andamento delle api. Il progetto, finanziato per 6 milioni di euro, sta andando più lentamente delle attese. Si spera però di recuperare i ritardi del 2021 nel 2022.

In merito all'avanzamento fisico, invece, Ammassari ha spiegato come, sebbene il nuovo Piano 2021-23 sia stato approvato a giugno 2021, le attività siano proseguite senza particolari rallentamenti. Nonostante le difficoltà generate dalla situazione sanitaria, la Rete ha garantito l'attuazione delle attività, con particolare riguardo al supporto alla programmazione della nuova PAC che era già avviata con il Piano 2018-20, In base a quanto emerge dal sistema di monitoraggio, al 30 giugno 2021, dei complessivi 548 output previsti nel Piano 2021-2023 ne sono stati realizzati 144, pari al 26%.

L'Autorità di Gestione (AdG) del Programma, Simona Angelini, ha quindi dato la parola agli Enti attuatori per la presentazione delle attività da questi realizzate, tra quelle previste nel Piano di azione biennale 2021-23. Sono intervenuti Alessandro Monteleone per il CREA e Franca Ciccarelli e Maria Rosaria Napolitano per l'ISMEA.

Le attività del CREA

Monteleone ha aperto il suo intervento sottolineando come lo sforzo importante fatto da tutti i colleghi impegnati sulla RRN, sia CREA che ISMEA, stia producendo un grande patrimonio di conoscenza condivisa e come l'emergenza legata al Covid abbia creato grandi difficoltà, anche perché l'elemento relazione, fattore indispensabile a questo processo, è stato limitato. 

Il rappresentante del CREA ha spiegato come sia difficile entrare nel dettaglio delle molte attività realizzate dall'Ente per la Rete e che gran parte delle attività si sia concentrata sul supporto alla nuova programmazione. Ognuna delle fasi, analisi di contesto, analisi swot, prioritizzazione dei fabbisogni, definizione degli interventi, ha richiesto la realizzazione di rapporti, documenti di indirizzo, linee guida, incontri pubblici, indagini tramite questionari. 

In questo momento è in corso un'ampia attività legata alla partecipazione ai tavoli tecnici, in collaborazione con ISMEA e le Regioni, per la costruzione degli interventi di primo e secondo pilastro, e gli ecoschemi. 

Per avere un'idea del lavoro fatto e in via di realizzazione, si rimanda alla pagina dedicata sul sito della RRN reterurale/PAC2023_27, dove è possibile trovare i principali documenti prodotti, comprese le sezioni legate alla consultazione pubblica.

Non è stata comunque abbandonata l'attività legata all'attuazione dell'attuale programmazione, come visibile sulla pagina dedicata alle postazioni regionali della RRN, dove vengono trattate in maniera puntuale tutte le richieste di supporto provenienti dalla AdG per l'attuale programmazione.

Per quanto riguarda i progetti di comunicazione e informazione, continua la pubblicazione di RRN Magazine, l'ultimo è sulla parità di genere, nel qual vengono riportate le posizioni degli stakeholder, casi esemplificativi e tutte le informazioni che possono generare trasferimento di conoscenza.

Altra importante attività è quella realizzata con le università Rural4University, con i camp in Umbria e in Sicilia dove gli studenti hanno potuto confrontarsi con il mondo produttivo, realizzati sul territorio nonostante le difficoltà legate al Covid.

Va avanti, nonostante le difficoltà legate alle limitazioni dovute al Covid, anche la realizzazione delle attività di ricognizione in campo, con i video e le interviste, per il progetto di Eccellenze rurali. 

Per quanto riguarda gli eventi pubblici, un aspetto evidentemente difficoltoso in questa fase, si è cercato di razionalizzare le attività, coordinandosi anche con altri soggetti, in modo da massimizzare l'efficacia. Per citarne alcune, gli Stati generali della Green economy, l'evento sulle infrastrutture per lo sviluppo sostenibile con l'ASVIS - l'Alleanza per lo sviluppo sostenibile, l'evento For.Italy di formazione forestale, un evento con la Rete Rurale Europea per un miglioramento dell'impiego della RICA per la valutazione, e poi una serie di iniziative più interne alla rete come i webinar all'interno della scheda Leader.

Monteleone ha citato poi alcuni altri output specifici, come i corsi di agricoltura sociale, Rural4University, la banca dati sulle relazioni di attuazione, il progetto Psrhub sul monitoraggio strategico, il portale Innovarurale all'interno del quale si trova la banca dati sui Gruppi Operativi che da molte informazioni sul livello di innovazioni in Italia.

Le attività di ISMEA

Ciccarelli, riallacciandosi agli interventi che l'hanno preceduta, sottolinea l'impegno in funzione della programmazione della PAC 2023-2027, concretizzatosi, in fase di definizione delle regole, nella predisposizione di appunti a supporto al negoziato sul nuovo pacchetto dei regolamenti di base 2023-2027 (a livello di Comitato Speciale Agricoltura e di Consiglio dei Ministri Agricoli Ue) e nella partecipazione attiva ai gruppi di lavoro della Commissione europea, in particolare per la definizione dei regolamenti di esecuzione e delegati del 2023-2027  e delle regole tecniche di applicazione del "New Delivery Model" e del sistema di interscambio dei dati SFC-2021, esplicitando le posizioni tecniche condivise con le Autorità di gestione dei PSR. Parallelamente è stato messo in funzione il nuovo "repository" sui dispositivi legali e sui documenti Ue della PAC 2023-2027, a supporto alle attività sulla nuova programmazione, in considerazione della mole di documenti resisi disponibili. Nel frattempo, il contributo alla predisposizione del piano strategico si è concentrato sull'architettura verde, soprattutto per la parte relativa alla condizionalità rafforzata e agli ecoschemi, con partecipazione ai gruppi di lavoro e alla stesura delle proposte.

Rispetto al biennio di estensione della programmazione corrente al 2021-2022, è stata formulata una serie di quesiti alla Commissione europea, in particolare sull'applicazione del principio di non regressione ambientale e si è fornito supporto alla definizione dei criteri di riparto tra regioni dei fondi aggiuntivi del FEASR per il 2021 e 2022 e dei fondi del pacchetto Next generation EU.

Ulteriore supporto è stato fornito nella risposta a due Audit della Corte dei conti europea in materia di clima e ambiente: l'audit su "Agricoltura e Cambiamento climatico" e quello su "Protezione dei suoli agricoli e gestione del letame". 

In tema di controlli è stato garantito l'aggiornamento banca dati dei report sui controlli e prodotto un "Report biennale sugli esiti dei controlli nell'ambito dei PSR", mentre per quanto riguarda i costi semplificati è stata prodotta una nuova metodologia per i frantoi oleari e sono state aggiornate le metodologie per impianti arborei e trattori e mietitrebbie. Relativamente al BPOL, è stato realizzato un ulteriore affinamento dello strumento informatico, che a partire dal 2021 prevede la possibilità di inserire all'interno del business plan anche i costi semplificati elaborati dalla RRN per diversi tipi di investimento. Con riferimento alla consulenza, la dott.ssa Ciccarelli ha rimarcato che nel febbraio 2021 si è chiusa, con ricevimento di consulenza giuridica da parte dell'Agenzia delle entrate, l'attività di collegamento tra AdG e Agenzia delle Entrate iniziata anni addietro per l'ottenimento di chiarimenti sull'applicazione dell'IVA alla misura consulenza dei PSR. Nel frattempo, in tema di monitoraggio e valutazione, alle attività correnti (pubblicazione del bollettino finanziario trimestrale e mensile e aggiornamento del data base delle relazioni annuali di attuazione e del piano degli indicatori dei PSR), essenziali per monitorare lo stato di avanzamento delle misure e quindi il rischio di disimpegno automatico dei fondi, si è aggiunta la pubblicazione di due report specifici, uno sull'analisi dell'effetto Covid 19 sulla programmazione dei PSR 2014-2020 (in particolare rispetto alla misura temporanea M21) e l'altro sull'analisi della programmazione dei PSR nella fase transitoria 2021-2022, per analizzare le scelte delle Autorità di gestione nel programmare i fondi aggiuntivi disponibili.

Napoletano, rispetto alle attività svolte nel corso del 2021, ha sottolineato le molteplici azioni finalizzate alla predisposizione del futuro Piano strategico della PAC 2023-2027; azioni che rappresentano la prosecuzione dei lavori avviati nel biennio precedente con la redazione dei policy brief per gli obiettivi specifici della PAC, per poi svilupparsi con il presidio dei diversi tavoli/gruppi di lavoro e con la realizzazione di documenti di approfondimento, analisi e simulazioni a supporto delle decisioni. 

Le attività di supporto ai soggetti coinvolti nella programmazione e attuazione della PAC hanno riguardato in particolare gli aspetti inerenti interventi settoriali (OCM vino, ortofrutta, olio, miele ed eventuali nuove OCM in altri settori), premi accoppiati, ecoschemi e alcuni interventi previsti nell'ambito dello sviluppo rurale. A queste attività si è aggiunta la partecipazione ai gruppi di lavoro con MiPAAF, CREA e Agea coordinamento per la definizione del fabbisogno di dati elementari di attuazione della PAC corrente, anche attraverso analisi e test dei database messi a disposizione, con lo scopo di produrre elaborazioni a supporto delle scelte di programmazione per la nuova PAC.

Sono stati inoltre aggiornati gli osservatori imprenditoria giovanile e imprenditoria femminile, l'osservatorio sull'internazionalizzazione, le dashboard regionali "Confronta le regioni" e "Esplora la tua regione", l'osservatorio territoriale dei prodotti a IG. Sono stati anche costantemente aggiornati e migliorati i seguenti Portali e banche dati: Banca dati ISIC-Indicatore sintetico di competitività, Portale nazionale dell'agriturismo, Data base delle aziende innovative del portale www.innovarurale.it.

Sono stati inoltre pubblicati il report su redditività economica delle aziende biologiche e valutazione del ruolo del sostegno pubblico e il report di approfondimento per le filiere zootecniche e la filiera cerealicola, con allegate le relative schede di settore (bovino da carne, lattiero caseario, ovicaprino, suini, cereali). Inoltre, tra le attività per raggiungere vari portatori di interesse e il grande pubblico, sono stati citati un seminario in modalità virtuale, su aggiornamento della norma SQNPI Adesione, gestione, controllo 2021 e la redazione di Pianeta PSR (9 numeri con uno speciale sulla nuova programmazione in occasione dei dieci anni di pubblicazione).

Il dibattito con la Commissione

Al termine delle presentazioni da parte della delegazione della Commissione, nello specifico da parte di Incarnati, è arrivata la richiesta di maggiori dettagli sul motivo dei ritardi dei pagamenti, sul fatto che i pagamenti si concentrano sempre nell'ultimo trimestre.  

Osservazione alla quale Ammassari ha risposto che, a fronte del fatto che le attività vengono comunque svolte, il progresso della spesa è soprattutto condizionato dalla complessità dei controlli e delle verifiche per la spesa per assistenza tecnica anche per importi ridotti. A queste difficoltà si sono aggiunte le specifiche criticità già citate del cambiamento di soggetti fornitori per AGEA e del ritardo negli acquisti delle strumentazioni per Beenet dovuto a un cambiamento tecnologico che ha determinato la necessità di introdurre una variante al progetto.

A proposito del ritardo nell'attuazione finanziaria, è intervenuta anche Angelini, sottolineando come la riduzione nelle risorse umane della struttura amministrativa, sebbene non possa essere una giustificazione, è comunque un dato di fatto che comporta un rallentamento nelle attività di verifica e controllo e ha comunque ribadito l'impegno dell'AdG a rimuovere le criticità strutturali che comportano ritardi nell'avanzamento finanziario.

Migliosi, dei servizi della Commissione, ha quindi chiesto se sia stata affrontata, magari all'interno di un documento, la questione della complementarietà tra gli interventi per il settore agricolo e lo sviluppo rurale previsti nel piano strategico, nella politica di coesione e nel recovery plan.

La risposta è arrivata da Monteleone che ha evidenziato che la Rete ha realizzato un'attività di raccordo, per esempio partecipando ai tavoli di partenariato della Coesione dove ha portato riflessioni e approfondimenti. Come in passato, si metterà in campo un'attività di monitoraggio comune, per quanto possibile considerando che ci sono approcci diversi nelle modalità di monitoraggio delle diverse politiche.

La comunicazione

Paola Lionetti, referente del gruppo di lavoro sulla Comunicazione della RRN, ha quindi illustrato l'attuazione del Piano di Comunicazione 2021-23, di cui sono stati evidenziati tre aspetti:

  • - L'approccio metodologico adottato durante la pandemia, per stimolare un coinvolgimento più attivo e interattivo dei destinatari, in particolare cittadini e potenziali beneficiari. A titolo esemplificativo sono state citate alcune iniziative innovative online messe in campo dalla Rete Rurale (es. hackaton, aperitivi di relazioni, caffè tematici), culminate con l'organizzazione di un'esperienza sul campo (RuralCamp 2021).
  • - Il percorso collaborativo e di co-design avviato con il partenariato, per migliorare l'efficacia della strategia di comunicazione, che ha avuto lo scopo di instaurare forme collaborative con le amministrazioni regionali e i diversi interlocutori, per favorire la realizzazione di iniziative comuni, finalizzate a potenziare lo storytelling della politica di sviluppo rurale, focalizzando l'attenzione sugli impatti concreti degli interventi cofinanziati dai fondi europei. 
  • - L'impegno proattivo con giornalisti e opinionisti per aumentare la visibilità dei fondi europei, attraverso accordi editoriali con riviste di settore (es. Terra e Vita, Italia Oggi); eventi, con la presenza di beneficiari come testimonial (es. Le nuove voci dello sviluppo rurale); campagne di comunicazione  (es. "Facciamo Rete per armonizzare lo sviluppo rurale"), con spot televisivi e radiofonici che si fanno portavoce dei principali asset comunicativi, proponendo la musica come metafora di un sistema, in cui la Rete assume il ruolo di concertazione e guida, per far emergere dalla sinergia tra tutti gli attori, il valore aggiunto dello sviluppo rurale.

Su questa base, nel contesto di una cornice regolamentare ampliata e rinnovata, che mette l'accento sulla necessità di ricostruire la fiducia collettiva, la Rete rurale ha presentato in anteprima il percorso di comunicazione 2022 sui risultati e gli impatti della politica di sviluppo rurale. 

In particolare, a partire dal mese di febbraio, è previsto un roadshow nei territori, con i beneficiari come ambasciatori dello sviluppo rurale: otto tappe nei teatri d'Italia, con la partecipazione di agricoltori e musicisti, per incentivare la narrazione dello sviluppo rurale. Quest'attività verrà portata avanti in stretto collegamento con le Amministrazioni regionali, con le quali è stato programmato un incontro di coordinamento per il prossimo 30 novembre, e con il partenariato, che sarà coinvolto a gennaio, nell'ambito della prima di una serie di conferenze, finalizzate a raccontare i risultati dell'attuale programmazione e le sfide future. La distribuzione delle informazioni attraverso i vari strumenti (portale web, social media, ufficio stampa, progetti speciali, ecc.) permetterà di rafforzare messaggi e temi, in linea con gli obiettivi della nuova PAC e dell'Agenda 2030.

Anche per questo punto all'OdG è stata predisposta una presentazione, disponibile sul sito della RRN reterurale.it/CdS.

La valutazione

Angelini ha quindi dato spazio a Virgilio Buscemi della Lattanzio KIBS per riferire in merito ai risultati emersi dall'attività del valutatore indipendente del programma RRN.

Buscemi ha illustrato gli argomenti del proprio intervento (slide disponibili sul sito della Rete https://www.reterurale.it/CdS): i prodotti della valutazione, gli incontri dello Steering Group, il Rapporto Tematico sulla priorità 3, il Rapporto Annuale di Valutazione 2021 (relativo all'annualità 2020), il rapporto della Valutazione Ex Ante della nuova Rete (in fase di realizzazione). 

In relazione agli incontri dello Steering Group, ha illustrato le finalità del gruppo e le modalità di lavoro intraprese, in particolare soffermandosi sull'approccio partecipativo utilizzato, che ha previsto il coinvolgimento dei principali soggetti implicati nell'attuazione del Programma per meglio orientare le analisi valutative e condividere i risultati, allo scopo di ottenere un miglioramento dell'attuazione. 

Buscemi ha quindi illustrato il rapporto tematico sulla Priorità Strategica (PS) 3, relativa all'informazione e comunicazione sulla politica di sviluppo rurale e condivisione delle conoscenze, presentando in dettaglio gli obiettivi della ricerca valutativa, il metodo di analisi utilizzato e il lavoro realizzato, volto a valutare la qualità e l'efficacia delle azioni di comunicazione poste in essere. 

Tale verifica è stata svolta, da un lato, analizzando la potenzialità divulgativa delle azioni di comunicazione rispetto ai contenuti tecnici e scientifici dei progetti della Rete e, dall'altro, verificando la percezione del grande pubblico in termini di chiarezza e comprensione dei messaggi veicolati. 

L'attività valutativa è stata divisa in due fasi. Una prima fase in cui si è proceduto ad un'analisi documentale dei progetti e alla realizzazione delle interviste ai responsabili di scheda di progetto ritenuti rilevanti rispetto al tema, ed una seconda fase relativa alla Citizen Satisfaction Survey, realizzata postando sul sito la richiesta di compilazione di un questionario sulla percezione e il gradimento delle attività di comunicazione realizzate dalla Rete. Successivamente, è stato realizzato un focus e svolto un confronto con alcuni soggetti rilevanti, in particolare i diversi responsabili delle attività di comunicazione della Rete.

L'indagine di campo, per la raccolta dei dati primari, ha riguardato due blocchi, il primo realizzato attraverso 15 interviste sulle schede progetto non riferite alla priorità strategica 3 (ambiente, paesaggio, filiera biologica, agriturismo, cambiamenti climatici, ecc.), ma prese in considerazione perché hanno al loro interno una componente comunicativa rilevante e perché le tematiche tratte sono state in qualche modo diffuse e disseminate attraverso attività specifiche di comunicazione. Il secondo blocco ha visto invece l'analisi concentrarsi sulle tre schede della Priorità 3 (2.1 Comunicazione RRN 2014-20, 2.1 Eccellenze Rurali e 2.2 Sinergie). 

In sintesi, l'analisi evidenzia la coerenza delle attività di comunicazione rispetto alle finalità per le quali sono definite le singole Schede Progetto; valuta positivamente l'«apertura verso l'esterno» dei progetti di ricerca: modifiche dei contenuti e delle modalità di fruizione degli strumenti tecnici (cita a titolo di esempio la semplificazione della presentazione del progetto BPOL, la divulgazione del tema «biodiversità» tra i bambini e famiglie); rileva un'interessante e proficua interconnessione tra la ricerca tecnico - scientifica nei singoli temi verticali e l'attività di comunicazione vera e propria che ha promosso la diffusione di questa ricerca.

Rispetto alla seconda fase della ricerca, che mirava a conoscere il livello di raggiungimento dei destinatari finali e valutare la chiarezza/percezione dei contenuti dei messaggi veicolati, Buscemi ha illustrato i risultati dell'indagine basata sulle risposte al questionario proposto (114 complessive).

Principali interessi che spingono gli utenti a socializzare col mondo RRN:

  • - Ampliare le proprie conoscenze per esigenze professionali e lavorative
  • - Realizzare attività di ricerca
  • - Arricchire le proprie competenze personali
  • - Creare nuove opportunità di collaborazione e scambio di informazioni.

Principali canali di comunicazione utilizzato per conoscere le attività della RRN:

  • - Sito RRN
  • - Newsletter PIANETA PSR
  • - Convegni/ incontri tematici/ workshop
  • - Social istituzionali (FB, Linkedin, Instagram, Twitter)
  • - Banche dati (ad es. archivio bandi PSR, indicatori di contesto PSR, etc.).

Valutazione complessiva della qualità delle informazioni:

Oltre il 70% la giudica «Buona», il 45% «Più che sufficiente» e il 26% «Molto buona»

Le raccomandazioni

Il valutatore ha quindi sintetizzato i principali risultati e raccomandazioni ottenuti dal punto di vista del contesto programmatico, della sinergia tra le schede, dell'implementazione delle attività di Comunicazione, del Monitoraggio delle attività di comunicazione:

Contesto programmatico: rispetto ai risultati, in linea di massima, la logica di intervento, sottesa alla definizione della Strategia di Comunicazione, mostra come quest'ultima sia stata adattata ad un contesto in continuo mutamento dal punto di vista delle esigenze conoscitive, organizzative e di disponibilità tecnologiche. La raccomandazione è di mantenere alta l'attenzione sull'evoluzione del contesto in cui vengono realizzate le attività di comunicazione anche rispetto alle esigenze specifiche espresse dai diversi target al fine di conservare la capacità del Programma di essere dinamico, resiliente rispetto alla modifica del contesto.

Sinergia tra Schede Progetto: emerge in maniera evidente l'importanza del contributo apportato dalle iniziative di comunicazione delle Schede "extra" PS 3 e quindi è importante proseguire nel promuovere le attività sinergiche tra azioni di comunicazione e ricerca.

Implementazione delle attività di comunicazione: durante l'attuale periodo di programmazione sono state sperimentate diverse forme di comunicazione o modalità di incontro innovative. Ne sono un esempio quelle attivate nel periodo della pandemia (ad es. caffè tematici on line; discussioni tra piccoli gruppi di ricerca, ecc.) o quelle realizzate verso target molto specifici della popolazione per la diffusione di temi ambientali. Raccomanda di capitalizzare l'esperienza maturata da riproporre anche nei periodi "ordinari" per sfruttarne pienamente la portata innovativa.

Monitoraggio attività di comunicazione: il sistema di monitoraggio segue prevalentemente l'avanzamento fisico dei singoli prodotti realizzati all'interno di ciascuna PS. Potrebbe essere utile introdurre un sistema standardizzato di rilevazione del feedback dei partecipanti alle diverse iniziative. A questo scopo potrebbe essere adeguatamente modificata la CS realizzata per rilevare il gradimento per diversi ambiti / temi specifici.

 

Carmela Macrì, Paola Lionetti, Franca Ciccarelli, Matteo Tagliapietra

 
 

PianetaPSR numero 107 novembre 2021