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Lavoro

Una nuova governance per la promozione dei diritti delle braccianti straniere in Italia: il progetto Bright

Il progetto è realizzato dal CREA PB con ActionAid nell'area ionica a sostegno delle donne migranti impiegate come lavoratori agricoli.

In sinergia con specifiche azioni previste dal Piano Biennale 2021-23 della RNN su tematiche territoriali di interesse degli enti locali, il CREA PB condivide con ActionAid Italia alcune attività sul tema del lavoro femminile in agricoltura in ambito rurale.

Una di queste attività è il progetto BRIGHT, approvato nell'ambito del Programma REC - Rights, Equality and Citizenship Programme 2014-2020 che indaga sull'impiego delle immigrate nell'area dell'Arco Ionico tra Calabria, Basilicata e Puglia, andando a identificare e analizzare le relazioni tra i soggetti, che sono coinvolti nell'offerta di servizi sociali indirizzati alla comunità di donne migranti e i livelli di governance locale. Tutto ciò è finalizzato a perfezionare e mettere a punto i Patti di collaborazione tra le comunità ospitanti sul territorio e le donne migranti. Il Patto di Collaborazione è uno strumento di amministrazione condivisa, con cui il Comune ed i cittadini attivi concordano tutto ciò che è necessario ai fini della realizzazione degli interventi di cura, rigenerazione e gestione dei beni comuni in forma condivisa. La sua attuazione in un contesto economico in cui il lavoro agricolo è fortemente protagonista è una assoluta novità. Il supporto concettuale a questa sperimentazione è la considerazione che la fragilità delle braccianti, considerata in termini di incapacità a ribellarsi a condizioni di lavoro fuori dai canoni delle liceità, si traduca in elemento di debolezza per l'intera filiera agricola, essa stessa identificativa del territorio e della sua vitalità. 
Con il progetto BRIGHT si intende sperimentare questo strumento a favore delle braccianti straniere nell'areale dell'Arco Ionico, che si estende da Taranto a Sibari e che mostra caratteristiche interessanti sia in termini di produzioni agricole, di particolare rilevanza economica, sia in termini di presenza di braccianti straniere iscritte negli elenchi anagrafici dell'INPS, nonché per la diffusa percezione di una forte forbice tra operaie agricole registrate e operaie agricole impiegate in condizioni contrattuali di opacità. Le attività del progetto BRIGHT, si incrociano tra l'altro con quelle della Rete Rurale, che saranno finalizzate alla produzione di "Linee Guida per la messa a punto dei Patti di Collaborazione tra Pubblico e Privato in ambito agricolo" al fine di supportare gli imprenditori agricoli, ma anche le Amministrazioni Comunali, nel processo di accordo e costruzione del Patto stesso attraverso l'identificazione delle possibilità di risposta ai reali fabbisogni e necessità della comunità di braccianti donne straniere.

L'esperienza del Capacity building a Corigliano-Rossano

Nei giorni del 16 e 17 novembre scorso, si è svolto nel Comune di Corigliano-Rossano un Capacity Building a seguito della firma del primo Patto di Collaborazione, proprio nel territorio calabrese, che da un lato vede firmatario il Comune stesso e una serie di altri soggetti coinvolti nell'erogazione di servizi, e dall'altro le braccianti straniere della zona. Nel progetto BRIGHT i Capacity Building hanno la funzione di rafforzare la capacità delle istituzioni locali verso l'adozione di strumenti di governance partecipata, al fine di migliorare l'inserimento delle braccianti migrati nei processi decisionali dell'area. Attraverso questi incontri, le istituzioni locali, ma anche la comunità degli stakeholder, vengono poste di fronte alla sfida dell'inclusione e coesione sociale dei cittadini migranti, per affrontare le quali è necessario elaborare strategie e strumenti nuovi e innovativi che garantiscano l'accesso a servizi pubblici equi, adeguati e sensibili. 

Il ruolo della condizionalità sociale nella nuova PAC

Nell'ambito dell'evento il CREA PB ha organizzato e gestito il panel "Come rimuovere le condizioni che facilitano la diffusione del lavoro nero e del caporalato nell'agricoltura europea? Qual è il potenziale della condizionalità sociale nella nuova PAC?"

Dopo una panoramica sulle condizioni di lavoro in agricoltura in Italia e in Bulgaria, nell'ambito degli interventi istituzionali, il responsabile della Segreteria tecnica del Ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, Andrea Battiston, ha sottolineato come l'Italia abbia fortemente sostenuto l'introduzione della condizionalità sociale nella prossima programmazione della Politica Agricola Comune. Subordinando il sostegno al rispetto delle norme per la protezione e la tutela dei lavoratori, accanto a quello ambientale ed economico, la PAC integra tra i suoi obiettivi il terzo "pilatro" della sostenibilità di lungo periodo, quello sociale. La condizionalità sociale sarà obbligatoria a partire dal 2025, ma il Ministero ha già avviato la concertazione con le istituzioni interessate, in particolare con il Ministero del lavoro e delle politiche sociali e con l'Ispettorato Nazionale del lavoro per individuare le migliori modalità operative per dare corso all'applicazione della condizionalità sociale, possibilmente anche prima del termine ultimo. Per l'applicazione, infatti, c'è necessità di definire un quadro regolatorio adeguato allo scopo di realizzare un solido coordinamento soprattutto informatico per lo scambio dei dati tra le istituzioni competenti, in particolare l'Ispettorato Nazionale del Lavoro, l'INPS, e AGEA. La condizionalità si inquadra nell'ambito di una più ampia attività che il Ministero sta realizzando per migliorare la sostenibilità economica e sociale del settore, in particolare nell'ambito del Piano triennale di contrasto al lavoro sommerso e al caporalato, approvato nel febbraio 2020 dal Tavolo operativo per la definizione di una nuova strategia di contrasto al caporalato e allo sfruttamento lavorativo in agricoltura. All'interno del Tavolo, il Mipaaf coordina il gruppo "Filiera agroalimentare, prezzi dei prodotti agricoli" che, tra gli altri obiettivi, intende assicurare una corretta retribuzione per tutti i soggetti coinvolti.  In questo contesto si inquadra l'approvazione del decreto legislativo n. 198 del 8 novembre 2021 che dà attuazione della direttiva (UE) 2019/633 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 aprile 2019, in materia di pratiche commerciali sleali nei rapporti tra imprese nella filiera agricola e alimentare. Il decreto persegue l'obiettivo di rafforzare la posizione contrattuale dei produttori, allo scopo di ottenere una migliore distribuzione del valore aggiunto lungo la filiera limitando le vendite sottocosto, la modifica unilaterale dei contratti che spesso va a scapito della fase produttiva, nonché le "aste a doppio ribasso". Un'altra attività rilevante è l'analisi del fabbisogno del lavoro in agricoltura, finalizzata a sviluppare strumenti di programmazione sia per le politiche attive del lavoro che, più in generale, dell'offerta di servizi sul territorio. La migliore conoscenza del mercato del lavoro a supporto delle politiche di sviluppo rurale è, peraltro, una delle attività prevista dal Piano Biennale 2021-23 della Rete Rurale Nazionale.

Anche l'intervento del rappresentante dell'Ispettorato del lavoro provinciale di Cosenza ha sottolineato come per la tutela dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori sia importante un'azione combinata tra vari attori, non solo istituzionali, che vada al di là della mera azione repressiva. Risulta molto importante in particolare introdurre strumenti per consentire alle donne di uscire dall'isolamento, come per esempio la creazione di consultori, con diverse figure professionali (personale ispettivo, mediatori culturali, sindacalisti ecc.).


Analisi e conoscenza dei fenomeni, condivisione delle responsabilità e definizione partecipata degli interventi, sono dunque gli elementi chiave nell'identificazione di soluzioni efficaci a problemi complessi che possono trovare una formula giuridica appropriata nei Patti di Collaborazione.

 
 
 

Maria Carmela Macrì e Grazia Valentino

 
 

PianetaPSR numero 108 dicembre 2021