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Basilicata, Gli effetti del COVID'19 sull'agroalimentare lucano

Un'analisi del CREA sull'impatto della pandemia e le reazioni delle filiere lucane.

L'analisi degli impatti e reazioni delle filiere lucane alla pandemia da Covid-19 realizzata dal Crea PB di Potenza, nell'ambito del progetto "Analisi conoscitive e monitoraggio del PSR Basilicata 2014-2020", è stata presentata lo scorso 8 marzo agli uffici del Dipartimento Politiche Agricole e Forestali della Regione Basilicata. L'iniziativa, accolta con interesse e largamente partecipata, ha voluto raffigurare, oltre ai risultati emersi dall'indagine, anche i potenziali scenari che si verificherebbero con il perdurare del periodo pandemico lasciando ai partecipanti la possibilità di strutturare soluzioni ed iniziative disponendo degli strumenti attualmente in uso. 

Lo studio ha inteso indagare sugli effetti prodotti a carico della produzione, sui costi, sulle trasformazioni ed i canali di commercializzazione utilizzati per fronteggiare il periodo pandemico. Infatti, le trasformazioni a cui il sistema agro-alimentare è stato sottoposto nel tempo, (modelli di tipo transnazionali, pratiche e consumi a crescente impronta ecologica e fortemente identitaria, sostenibile e di qualità), si sono strutturate durante il periodo del lockdown, spingendo verso cibi sani e salubri, per di più valorizzati dal processo di certificazione, nonché espressione di una visione multifunzionale delle attività agricole. Importante anche il ruolo della Grande Distribuzione Organizzata che, attraverso il controllo delle filiere produttivo ormai consolidato, è riuscito a garantire un approvvigionamento continuo formulando nuovi sistemi di erogazione. Se tale metodo ha agevolato l'omologazione dei consumi e la standardizzazione degli alimenti, parallelamente, la costante espansione di sistemi alimentari di approvvigionamento territorializzato già in atto, ha concorso durante la pandemia, a rimodulare i modelli di consumo in uso, connotandoli di una funzione prevalentemente sociale poiché sempre più prossimi ai circuiti dell'economia circolare e solidale. 

Le criticità del 2020

Il 2020 ha registrato per il settore agricolo regionale una serie di criticità connesse sia alla riduzione del valore aggiunto a prezzi costanti (-5%, sebbene meno negativo rispetto alla media nazionale del -6%), sia alle conseguenze generate dalla chiusura totale che ha interessato il canale Ho.Re Ca (bar e ristoranti), dalla crisi del turismo e dell'accoglienza alberghiera, dal blocco delle manifestazioni pubbliche e private, oltre alla interruzione della ristorazione collettiva scolastica ed aziendale.

Il campione dell'indagine

L'indagine è stata indirizzata ad un campione di beneficiari delle sotto-misure 4.1 "Sostegno a investimenti nelle aziende agricole", 6.1 "Aiuto all'avviamento di imprese per i giovani agricoltori" e 21.1 "Sostegno temporaneo a favore delle Aziende agricole" del PSR Basilicata 2014-2020 impegnati via web con un questionario composto da 16 domande. Particolare attenzione, sul totale dei risultati ottenuti valutati anche per singolo comparto produttivo, è stata dedicata all'agriturismo, visto che la sospensione del servizio di accoglienza presso le strutture medesime ha fortemente inciso sulle attività.

La caratterizzazione delle aziende agricole partecipanti alla survey ha delineato quella che è la tipica realtà regionale a prevalente conduzione familiare (75%) alle quali si aggiunge il 20% di società ed il 5% di cooperative. 

Il 34% delle aziende ha un ordinamento produttivo misto (coltivazioni, allevamenti e attività minori come apicoltura, elicicoltura, etc.) e, a seguire, aziende cerealicole (26%) frutticole (23%) e zootecniche (10%).

I risultati

Nella relazione con il periodo pandemico, la fase di commercializzazione si è riorganizzata, trattandosi di beni primari, e la vendita diretta ha dominato in tutti i comparti, privilegiando i grossisti per le aziende cerealicole ed ortofrutticole e l'e-commerce per le olivicole e vitivinicole. Il 22% degli intervistati ha adottato cambiamenti nella modalità di vendita affidandosi principalmente a quella on-line (il 27% del campione ne ha fatto uso per la prima volta) oltre alla diretta, al dettaglio e tramite corriere

La riorganizzazione aziendale ha agito a livello strutturale e gestionale: 88 aziende ha intrapreso rapporti di collaborazione con aziende limitrofe per agevolare le economie di scala; 59 aziende hanno ristrutturato i locali destinati alla commercializzazione; 44 aziende hanno acquistato mezzi di trasporto per la vendita diretta ed il 17% ha creato un sito internet aziendale (soprattutto nel caso dell'ortofrutta).

In tema di prezzi alla vendita, le ripercussioni hanno mostrato un andamento diversificato ma sostanzialmente in diminuzione; gli impatti sul fatturato, nella maggior parte sono negativi ad esclusione del comparto ortofrutticolo che ha indicato un aumento entro il 25%

È evidente quanto la crisi economica globale innescata dal Covid-19 abbia interessato il settore agroalimentare, tuttavia, gli impatti avvertiti hanno inciso in maniera selettiva sui diversi comparti, offrendo nuove possibilità ai piccoli produttori coinvolti in reti e relazioni più ampie nonché nella sperimentazione di nuove tecnologie.

I prossimi obiettivi sui quali l'agricoltura lucana può puntare risiedono sicuramente nelle risorse finanziarie stanziate dal PNRR con una dotazione totale di 4,88 miliardi euro destinati ai tre assi strategici (digitalizzazione e innovazione, transizione ecologica, inclusione sociale) e la PAC 2023-2027, in linea con la strategia New Green Deal, rivolta non solo alla qualità e alla salubrità dei cibi, ma anche al sostegno del capitale umano in termini di occupazione ed inclusione sociale, fattori tanto più indispensabili quanto trasversali alla ripresa post pandemica. 

 

Bibliografia

 
 

Teresa Lettieri
Crea PB

 
 

PianetaPSR numero 111 marzo 2022