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mani che mungono una mucca
Benessere animale

Economia del benessere animale negli allevamenti bovini da latte

Uno studio evidenzia gli effetti positivi sulla produzione di un maggiore spazio di stabulazione. 

Nel seguito sono presentati alcuni risultati di uno studio condotto su allevamenti di bovini da latte italiani, selezionati dalla banca dati della Rete d'informazione contabile agricola (Rica). L'obiettivo è stato quello di valutare i possibili effetti economici derivanti da una gestione rispettosa del benessere degli animali da reddito (Speroni, Carillo, 2021). 
Al benessere degli animali viene comunemente data una valenza etica e sociale, basata sul riconoscimento degli animali come esseri "senzienti", cioè in grado di soffrire dolore e coscienti dell'ambiente in cui vivono, delle relazioni con i co-specifici, con le altre specie animali e con gli umani (trattato di Lisbona, 2007). In conseguenza di tali principi, il benessere animale è considerato un bene pubblico ed un fattore irrinunciabile della sostenibilità sociale delle produzioni zootecniche. È stato tuttavia anche evidenziato che al concetto di benessere animale in ambito produttivo sono connessi fattori più direttamente quantificabili da un punto di vista economico, sia positivi che negativi, i quali risultano altrettanto fondamentali da considerare per poter valutare la sostenibilità degli allevamenti nel suo complesso.

Gli effetti della gestione del benessere animale in letteratura

A livello di singola azienda, una migliore gestione del benessere degli animali determina un aumento dei costi, derivanti dagli investimenti necessari ad adeguare le strutture utilizzate e dai costi del personale dedicato (Speroni e Gastaldo, 2015; Gastaldo et al 2014; Speroni et al., 2015). D'altro canto, elevati standard di benessere hanno effetti positivi sia dal lato dei costi, grazie al contenimento delle malattie degli animali, sia dal lato delle produzioni, per gli aumenti delle rese e della qualità dei prodotti (Krawczel et al., 2009; Menghi et al., 2009). Molti studi hanno, infatti, evidenziato che gli effetti cronici dello stress, legati allo scarso benessere, si traducono in cambiamenti metabolici avversi dei capi allevati, con effetti rilevanti sullo stato sanitario generale della mandria, sulla risposta immunitaria degli animali e sul rischio di patologie, sulla longevità dei capi e sulla produttività degli animali (Henningnsen et al., 2017).  
Uno dei motivi rilevanti di stress cronico per gli animali è il sovraffollamento nei locali adibiti alla stabulazione. Diversi studi forniscono evidenze che la densità di stabulazione negli allevamenti bovini da latte è tra i maggiori fattori di stress ambientale, influenzando in modo significativo la libertà di movimento, i tempi di riposo e l'incidenza di zoppia delle vacche. Le bovine preferiscono esprimere i loro comportamenti in sincronia con il gruppo a cui appartengono (De Vries et al., 2016), questa caratteristica allelomimetica comprende la necessità di sdraiarsi contemporaneamente e alimentarsi al rientro dalla sala di mungitura, ciò implica l'esigenza di avere il necessario spazio nelle aree di riposo e alla mangiatoia. Quando la densità di allevamento è troppo alta, le esigenze comportamentali della vacca potrebbero non essere soddisfatte a causa della competizione per le stesse risorse allo stesso tempo. Alcuni autori hanno riportato che un sovraffollamento significativo riduce l'attività di alimentazione, altera il comportamento a riposo e diminuisce l'attività di ruminazione. Inoltre, le bovine possono sacrificare anche parte del tempo dedicato ad alimentarsi se le condizioni di riposo non sono tali da soddisfare il loro fabbisogno in termini di tempo minimo (12-14 ore). I cambiamenti di comportamento dovuti al sovraffollamento possono influenzare la produzione, che è proporzionale alle ore dedicate al riposo perché il flusso sanguigno alla mammella aumenta del 24-28% (Metcalf et al.1992; Rulquin e Caudal 1992). Altre ricerche suggeriscono che la percentuale di grasso del latte può essere ridotta da una maggiore densità (Hill et al., 2007), mentre aumentano le cellule somatiche del latte. Questi esperimenti suggeriscono che la densità del bestiame possa essere un fattore di stress subclinico, cioè un fattore di stress che impoverisce le risorse biologiche dell'animale senza necessariamente generare un cambiamento rilevabile nella funzione (Moberg, 2000). 
Sebbene i vantaggi di un'adeguata disponibilità di spazio siano documentati, la spinta a ridurre la quota di costi fissi delle stalle può rendere economicamente interessante aumentare la densità di allevamento anche ad un livello maggiore di quello che soddisfa al meglio le esigenze comportamentali delle vacche.

La metodologia utilizzata

Attraverso l'utilizzo di dati di allevamenti di bovino da latte, provenienti dal campione Rica nazionale del 2018, è stata condotta un'analisi della correlazione esistente tra una misura proxy della densità di stabulazione e una misura di produttività della mandria aziendale. Le aziende selezionate dal campione Rica sono 204, restringendo la scelta alle aziende specializzate nella produzione di latte bovino e ubicate nelle aree di pianura.
Come indicatore di benessere animale è stato utilizzato lo spazio di stabulazione (SSUBA), stimato come rapporto tra il totale dei m2 delle stalle e il numero di unità standard di bestiame (UBA) mediamente presenti in azienda. Come indice di produttività sono state utilizzate le tonnellate di latte prodotto in un anno per vacca. Attraverso un modello di regressione multipla è stato stimato il coefficiente di correlazione tra l'indicatore di benessere animale SSUBA e l'indice di produttività. Al fine di tenere conto dell'effetto di scala produttiva e delle diverse modalità di allevamento, stimando così l'effetto netto della nostra variabile di interesse, sono state inserite tra le variabili indipendenti due proxy della dimensione aziendale, gli ettari di SAU e il valore dello Standard Output totale.

Risultati e discussione

I risultati dell'analisi mostrano una relazione positiva e non lineare tra SSUBA e resa produttiva. In sostanza, fino ad una certa soglia di spazio di stabulazione, pari a circa 14 m2, la produttività per vacca aumenta, mentre oltre tale soglia la produttività decresce, evidenziando un peggioramento dell'efficienza nella gestione della mandria. Dunque, le aziende con migliori livelli di produttività presentano uno spazio di stabulazione maggiore in un intervallo compreso tra 2m2 /UBA e 14 m2/ UBA, e considerando che oltre la metà delle aziende presenta un valore di spazio di stabulazione inferiore a 10 m2 (Figura 1) si evidenziando margini di miglioramento per un elevato numero di aziende nel campione (il 50° percentile è pari a 8 m2, e il 75° percentile è pari a 12 m2).

Figura 1. Distribuzione di frequenza dello spazio di stabulazione per UBA
Figura 1. Distribuzione di frequenza dello spazio di stabulazione per UBA
 

Tali risultati confermano quanto già evidenziato da una parte della letteratura, e cioè che una maggiore attenzione al benessere animale sia da valutare positivamente non solo come una questione etica, ma anche come fonte di aumento di produttività della mandria e/o di migliore gestione della stalla, con impatti positivi su ricavi aziendali. È tuttavia anche implicito chiedersi perché in presenza di miglioramenti economici circa il 50% delle aziende del campione non adotta misure di buona gestione del benessere degli animali allevati. Maggiori studi sarebbe necessario condurre su tale tematica, che tengano conto dei costi e dei benefici economici a livello aziendale derivanti da una corretta gestione per il benessere degli animali allevati. Una maggiore conoscenza del fenomeno potrebbe far emergere la convenienza per gli stessi allevatori a intraprendere azioni rivolte ad elevare gli standard di benessere degli animali allevati. 

 
 

Bibliografia

 
 

Felicetta Carillo, Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria - Centro di ricerca Politiche e bioeconomia, felicetta.carillo@crea.gov.it 
Marisanna Speroni, Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria -Centro di ricerca Zootecnia e Acquacoltura, marisanna.speroni@icloud.com

 
 

PianetaPSR numero 111 marzo 2022