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foto di un vigneto
Vino

Il mercato del vino: i principali risultati di un'indagine in Friuli Venezia Giulia

L'analisi del settore nel progretto Mervino di CREA ed ERSA. 

La PAC 2023-2027, per il settore vitivinicolo, riprende e conferma i principali elementi della precedente programmazione, pertanto riconosce l'importanza del vino e mette a disposizione una serie di misure dedicate alla promozione del mercato vitivinicolo. Nell'ambito dell'OCM vino le misure a disposizione, sviluppate nell'ambito del Piano di Supporto Nazionale, mirano al raggiungimento di alcuni obiettivi che vanno dall' orientamento del mercato della produzione al rafforzamento della competitività attraverso la possibilità di applicare strumenti sia di tipo strutturale che di incentivo all'apertura verso i mercati internazionali. Anche il meccanismo di controllo delle superfici vitate (sistema autorizzativo) viene confermato.

Il settore in Friuli Venezia Giulia

Il settore vitivinicolo è uno tra i più rappresentativi per il Friuli Venezia Giulia, da sempre al centro della cultura regionale e protagonista del settore agro-alimentare, estremamente attivo e caratterizzato da costanti ammodernamenti ed evoluzioni. Secondo l'ERSA, nel periodo 2012-2019 in Friuli Venezia Giulia la superficie dedicata è aumentata passando da 18.495 ha a 25.127 ha, la produzione di uva è cresciuta così come la produzione di vino rispettivamente da 1.987.912 q a 3.050.038 q e da 1.290.939 hl a 1.784.899 hl. Inoltre, anche le esportazioni (000 €) segnano un incremento da 76.710 a 127.552. Tuttavia, le conseguenze del Covid-19 si sono fatte sentire sulle esportazioni, le quali hanno subito un calo del - 8,9% nel 2020 rispetto al 2019 (ERSA, 2021). La pandemia ha causato la diminuzione delle vendite in generale e specialmente del canale Ho.Re.Ca, particolarmente significativo per il vino. Nel periodo pre-pandemico, l'export regionale tra il 2011 e il 2016 aveva segnato invece valori positivi di crescita (+54,5%), dato nettamente superiore al 27,2% dello stesso periodo su suolo italiano. A questo risultato aveva contribuito anche l'export verso la Russia, facendo registrare incrementi notevoli. Sarà quindi molto interessante osservare l'evoluzione della situazione Ucraina-Russia e monitorare quanto le misure che verranno adottate per far fronte alla nuova congiuntura saranno in grado di salvaguardare non solo il mercato vitivinicolo, ma anche tutto il settore agro-alimentare italiano.

Produzione di qualità e strategie di mercato in Friuli Venezia Giulia

Il mercato vitivinicolo a livello europeo è estremamente importante, basti pensare che nel periodo 2018-2019 sono stati prodotti in totale in media 174.433 migliaia di ettolitri di vino (vini certificati) (European Commission, 2022).
L'Unione Europea si colloca pertanto come il produttore principale di vino a livello mondiale: nel 2020 il 45% delle aree totali per la produzione del vino appartenevano all'Europa, così come il 64% del vino prodotto e il 48% del vino consumato (European Commission, 2021). Considerata la grande importanza del settore, nel corso degli anni sono stati stanziati diversi fondi per la promozione e il suo mantenimento. A partire dal 2017 i fondi a disposizione dell'Italia ammontano a 337 milioni di euro, 210 per la Spagna e 281 per la Francia (European Commission, 2021).
I produttori maggiori sono la Francia, la Spagna e l'Italia, i quali complessivamente rappresentano circa i due terzi del commercio globale per valore e circa il 55% per volumi esportati (ISMEA, 2020).
Una riflessione approfondita dedicata al settore vitivinicolo regionale, avviata ormai da alcuni anni, in un dialogo tra l'amministrazione, gli operatori del settore, la ricerca e i soggetti intermedi coinvolti, ha portato allo sviluppo di un progetto dedicato per indagare sulle scelte strategiche delle aziende regionali.

Il progetto Mervino

Grazie al progetto "Mervino" ("Mercato del vino"), sviluppato in collaborazione tra ERSA e CREA, è stato possibile analizzare non solo superfici e produzione, ma anche alcuni aspetti strutturali e organizzativi delle attività produttive del settore (Cisilino, 2018). Lo studio nasce dall'esigenza di conoscere gli aspetti relativi ai canali commerciali, le scelte di marketing e i principali processi di innovazione in atto. 
È stato considerato un campione di circa 200 aziende medio-grandi della regione, il 40% delle quali proviene dalla provincia di Udine, il 37% dalla provincia di Pordenone, il 21% dalla provincia di Gorizia e il 2% dalla Provincia di Trieste (in linea con i dati ISTAT). L'indagine diretta è stata svolta da parte di un gruppo di rilevatori formati ad hoc. Il questionario è strutturato in tre sezioni: a) produzione, qualità e mercato, b) promozione e marketing, c) anagrafica d'impresa.

Dati aziendali
Da tale studio è emerso come le aziende regionali medio-grandi (oggetto dell'indagine) siano aziende strutturate con una forte propensione all'export, in linea con il dato italiano ed europeo. Le aziende del campione considerato, inoltre, sono molto attive a livello regionale e nazionale dal punto di vista della partecipazione a fiere ed eventi del settore a livello italiano ed internazionale. L'82,5% appartiene ad un Consorzio/Gruppo/Associazione/Rete d'impresa. Inoltre, in riferimento al numero di addetti, il 29,2% ha da tre a cinque addetti, il 14,4% da sei a nove addetti, l'11,8% da dieci a diciannove addetti e il 6,7% da 20 a 49 addetti. Per quanto riguarda i dati economici, il 17,4% ha un fatturato tra 101.000,00 e 249.000,00 euro, il 18,5% ha un fatturato tra 250.000,00 euro e 499.000,00 euro e il 23,1% ha un fatturato tra 500.000,00 euro e 2.400.000,00 euro.

Produzione
In termini di processi produttivi, il 66% delle aziende producono uva e la trasformano in vino, il 26% delle aziende solamente produce uva e il 14% svolge solamente il processo di trasformazione. Inoltre, un altro dato interessante evidenzia come il 63,5% delle aziende effettua la vinificazione in proprio e il 21,5% delle aziende si affida a cantine sociali per la produzione.Un altro dato significativo delle produzioni regionali è la qualità del vino. Secondo lo studio il 78% delle aziende è certificato, l'85,5% delle aziende produce vino DOC, il 69,5% vino IGT, il 19% vino DOCG e il 7,5% vino prodotto con uva biologica. I vini più prodotti sono Prosecco, Pinot Grigio e Merlot.
La superficie media delle aziende è pari a 27,8 ettari ed ognuna produce in media 2.855,00 ettolitri di vino; inoltre, la superficie media per la produzione di vini bianchi DOC è pari a 19,5 ettari e la superficie media dei rossi DOC è 7,2 ettari.
Se si considera la superficie dedicata ai vini bianchi, la superficie aziendale media per il Pinot Grigio è 5,6 ettari, quella per il Prosecco è 2,9 ettari ed infine quella per il Friulano è 1,1 ettari.

Inoltre, per quanto riguarda i vini rossi, la superficie media aziendale per Merlot è pari a 2,2 ettari, per i Cabernet Franc è 1,0 ettari e per il Cabernet Sauvignon è 0,6 ettari.Rispetto al fatturato medio aziendale in funzione della tipologia di vino venduto (mantenendo comunque la distinzione tra vino bianchi e vini rossi), si osserva come alcuni vini, come la Ribolla Gialla e il Sauvignon nel caso dei vini bianchi, sebbene di grande richiamo per caratteristiche e risonanza, rappresentino ancora una parte piuttosto ridotta del fatturato medio aziendale (Grafico 1).

Canali Commerciali Per quanto riguarda i principali canali utilizzati impiegati per la commercializzazione del vino imbottigliato, il 33,5% del fatturato delle aziende deriva dalle piattaforme, il 25% dalla ristorazione (Horeca) e il 10% dalla vendita diretta. Percentuali minori spettano invece ai negozi specializzati e alla GDO, rispettivamente 9,7% e 9,2% del fatturato. Appena il 2,5% proviene dalla distribuzione tradizionale.

Marketing
Un'ulteriore conferma del fatto che le aziende del campione siano innovative e sappiano cogliere in modo molto efficace le novità del mercato proviene dal fatto che oltre il 50% delle aziende utilizzi i social networks e oltre il 60% il sito web per la promozione dei propri prodotti. Inoltre, dall'indagine emerge anche che gli strumenti di comunicazione che prevedono un contatto diretto con il potenziale cliente, come eventi aziendali e fiere, rivestono ciascuno un ruolo molto importante ed infatti in entrambi i casi le percentuali superano il 60% (Grafico 2).

Export Nel periodo considerato l'export del vino è aumentato di circa 37 milioni, passando da 76 milioni a 113 milioni, mentre il peso della regione è passato da circa l'1,5% a circa l'1,8% del totale Italia. Nonostante l'incremento dell'ultimo periodo sia stato positivo, il peso in termini economici della regione è relativamente basso rispetto al dato nazionale. L'export del vino rappresenta il 13% del totale dell'export agro-alimentare regionale. Inoltre, l'85% dell'export è costituito da vini di alta qualità (spumanti, confezionati e sfuso) e solamente il 3% è costituito da vini sfusi (mentre la media italiana è di circa 7,5%). Inoltre, grazie anche ad una maggiore attenzione alla produzione e alla commercializzazione di prodotti di maggiore qualità, il valore delle vendite al di fuori dei confini italiani è stato caratterizzato da un costante aumento. Questo è dovuto soprattutto ai prezzi dell'esportazione che sono cresciuti in misura maggiore rispetto a quelli dei competitor dell'Europa (situazione pre-pandemica).
Per le aziende intervistate i principali Paesi verso i quali vengono destinate le quote più elevate in termini di esportazioni sono Germania e Regno Unito, mentre gli Stati Uniti sono la principale destinazione dell'export extra-europeo. Complessivamente questi tre Paesi costituiscono il 62% dell'export in termini di valore.Sarà interessante comprendere e valutare l'entità dell'impatto che la congiuntura attuale avrà sul mercato regionale.

 

Riferimenti

 
 

Federica Cisilino, Federico Mecchia
CREA, Centro di ricerca Politiche e Bioeconomia

 
 

PianetaPSR numero 111 marzo 2022