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Vino

Vino, le performance all'estero delle "bollicine" italiane: + 35% in volume in 5 anni

Un focus sull'export degli spumanti italiani.

Dopo l'analisi delle esportazioni vitivinicole del mese scorso, abbiamo deciso di approfondire focalizzando la nostra attenzione sulle performance fatte registrare dalle nostre "bollicine"..

La progressione fatta registrare dagli spumanti negli ultimi anni è decisamente superiore a quella del vino nel complesso. Basti considerare che in volume, alle oscillazioni dell'export complessivo, gli spumanti hanno mostrato una progressione del 35% passando dai 3,7 milioni del 2017 ai quasi cinque milioni del 2021. Analoga la crescita in valore passata da 1,3 miliardi del 2017 a 1,8 miliardi del 2021. 

Il ruolo dell'Italia è decisamente da protagonista anche a livello internazionale dove, grazie anche al successo del Prosecco, la quota in volume è passata dal 42 al 46 per cento, consolidando la leadership tra i fornitori in volume. Altro discorso è quello del valore delle esportazioni, dove la Francia resta prima e l'Italia segue a distanza con una quota che nel 2021 ha superato il 24%. Da tenere in considerazione che nell'ultimo anno in esame gli scambi mondiali di spumanti sono stati pari a 11 milioni di ettolitri per un corrispettivo di oltre 7 miliardi di euro (sui 34 complessivi). 

Il successo dello spumante italiano come noto è da attribuire in particolar modo al mondo del Prosecco che negli ultimi cinque anni è passato da 2 a 3,6 milioni di ettolitri, mentre altre categorie hanno avuto degli alti e bassi a partire dall'Asti. Nell'ultimo anno in particolare, dopo la lieve battuta d'arresto del 2020, si è assistito ad un "rimbalzo" importante delle bollicine italiane che nel complesso hanno guadagnato un 21% in volume e 24% in valore. Il mondo Prosecco è cresciuto di oltre il 30%, mentre l'Asti ha visto maggiori esportazioni in termini quantitativi (+6%) ma gli introiti sono restati sostanzialmente sui livelli dello scorso anno. 

Tra i Paesi clienti vanno meglio i Paesi extra-Ue che quelli comunitari. A gonfie vele il prodotto made in Italy negli Usa e tiene relativamente bene anche la domanda britannica. Molto bene, e questa è una tendenza molto interessante, la richiesta francese cresciuta a due cifre così come quella russa, per la quale sorgono molte preoccupazioni per l'anno in corso. 
In realtà, fatta eccezione pe la Germania, il 2021 è stato un anno positivo in tutti i principali mercati clienti.

Intanto i dati sulle esportazioni del primo mese del 2022 indicano ancora un'ottima performance degli spumanti italiani che hanno visto le consegne crescere del 29% in volume e 38% in valore rispetto al primo mese del 2021. 
Dato questo sicuramente importante, ma ancora poco significativo, visto che il vero banco di prova arriverà con i risultati dei mesi successivi, quelli dello scoppio e del perdurare del conflitto russo-ucraino.

 
 

Tiziana Sarnari
Ismea

 
 

PianetaPSR numero 112 aprile 2022