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Meteo

L'andamento agrometeorologico di aprile

L'analisi del Progetto Agrometeore della Rete Rurale Nazionale.

Come di consueto, PianetaPSR ospita la rubrica dedicata al monitoraggio agrometeorologico del mese precedente. L'andamento delle condizioni meteorologiche costituisce un fattore fondamentale per lo svolgimento delle attività agricole, condizionandone fortemente le produzioni, in termini sia qualitativi sia quantitativi. La conoscenza delle caratteristiche climatiche di un territorio guida le scelte colturali e gli investimenti strutturali, così come la programmazione delle diverse pratiche agronomiche non può prescindere dall'andamento meteorologico durante la stagione agraria (lavorazione del terreno, interventi irrigui e di difesa dai patogeni e parassiti, operazioni di raccolta, ecc.).

Le analisi presentate in questa rubrica sono il frutto di un'attività di monitoraggio agrometeorologico svolta dal CREA-Agricoltura e Ambiente nell'ambito della Rete Rurale Nazionale, precisamente nella scheda "Agrometeore". La scelta degli indici da presentare e commentare nei diversi report mensili può variare in funzione del periodo dell'anno (es. indice di Huglin) e della capacità della fonte di dati utilizzata di rappresentare l'andamento agrometeorologico del mese. Alcuni approfondimenti sono disponibili ai link indicati nel testo e tutte le elaborazioni grafiche presentate sulla rivista saranno anche disponibili in una specifica sezione online sul sito reterurale.it/agrometeo.

Si segnala che le analisi mensili si basano su dataset di rianalisi preliminari (ERA5T) che sono pubblicati in quasi real time sul Climate Data Store di Copernicus (vedi documento sulla metodologia al link riportato in basso); la successiva validazione dei dati, che avviene nell'arco di tre mesi, potrebbe evidenziare errori o scostamenti che solitamente sono trascurabili. 

 
 

Agrometeo in cifre

 

Andamento agrometeorologico nel mese di aprile 2022

A livello nazionale, le temperature nel mese di aprile 2022 sono state mediamente in linea con i valori climatici (1981-2010), con lievi anomalie positive per le massime al Nord. Perdura la carenza di precipitazioni, che risulta adesso più omogenea su tutto il territorio nazionale, con uno scarto di circa il 30%, più accentuato nel Mezzogiorno (-35,8%), mentre al Nord il fenomeno si è ridimensionato (si è passati da -66,2% a marzo a -28% ad aprile) e le deboli precipitazioni dell'ultima decade hanno portato un po' di ristoro all'agricoltura. La situazione è migliorata, ma resta comunque grave, soprattutto in vista dell'avanzare della stagione colturale, che comporta una maggiore richiesta idrica. A livello nazionale l'indicatore di siccità SPEI6 non evidenzia ancora condizioni critiche, mentre a Nord si conferma lo stato di Siccità Moderata e si registra una tendenza al peggioramento, con vaste zone del Nord-Ovest entrate in uno stato di Siccità Severa/Estrema. Questa situazione è confermata anche dalle analisi dell'Autorità di Bacino del Po e del CNR-IBE [3, 4]. Anche questo mese si sono registrati episodi di piogge molto intense, che hanno interessato in particolare il Nord-Est e le aree a ridosso delle Alpi Apuane, superando la soglia di 50 mm in un giorno.

Anche a livello europeo l'andamento termico del mese è stato prossimo alla norma, con una temperatura media di 0,42°C inferiore alla media 1991-2020. Gran parte dell'Europa ha registrato precipitazioni superiori alla media con le maggiori anomalie osservate nei Paesi dell'Europa orientale e nell'est della Spagna. Nelle restanti regioni d'Europa il mese è stato più secco della media, in particolare nella Scandinavia meridionale, in Italia, in parte dei Balcani, in Turchia e nel Caucaso [1]. In generale, le particolari condizioni meteo hanno avuto impatti negativi sulle colture autunno-vernine in varie zone d'Europa, e diffusamente in tutta Italia, in particolare in Puglia. Nello stesso tempo, in Italia si evidenziano anche criticità per le colture estive, soprattutto al Nord, legate ai gravi problemi di siccità [2]. A livello regionale, si segnalano le notizie del servizio agrometeorologico della Regione Abruzzo che per i cereali registra rallentamenti nello sviluppo vegetativo, dovuti alle basse temperature, soprattutto notturne, e primi sintomi di sofferenza causati dalla carenza di precipitazioni. Sempre in Abruzzo, si registra un netto ritardo dei trapianti in pieno campo per le colture ortive, dovuto in particolare alle basse temperature minime [5].

L'Osservatorio dell'Autorità di Bacino del Po conferma l'andamento termico nella norma descritto in precedenza e mette in luce il prolungarsi delle condizioni di siccità, soprattutto sulla parte occidentale centrale del Distretto. Grazie alle precipitazioni sui rilievi, i livelli idrometrici (e le portate) dei fiumi sono in ripresa, sebbene tutti i grandi laghi presentino una riduzione dei livelli idrometrici che comunque permangono al di sopra dei corrispondenti valori minimi di riferimento [3].

Passando all'analisi agrometeorologica di dettaglio, l'andamento termico del mese di aprile si presenta complessivamente nella norma (fig. 1a-1b), con lievi anomalie negative locali per le temperature minime in Emilia-Romagna e nelle Marche. Al contrario, per le temperature massime, benché su scala nazionale risultano prossime alla norma, si evidenziano a Nord-Ovest e sull'arco alpino marcate anomalie positive, in particolare in Piemonte (2,05 °C) e nella provincia di Bolzano (1,66 °C).


Figura 1 - Anomalie di temperature minime (a, sx) e massime (b, dx) - aprile 2022

Figura 1 - Anomalie di temperature minime (a, sx) - aprile 2022
Figura 1 - Anomalie di temperature massime (b, dx) - aprile 2022


Riguardo alle temperature estreme, per le minime si osservano frequenze superiori al 10% nelle due isole maggiori (in entrambe pari a circa il 13,5%) e in vaste aree interne peninsulari, con valori medi in Toscana, Umbria e Molise intorno all'11%. Per le massime estreme, frequenze maggiori del 10% si riscontrano ancora in Sardegna (12,8%), oltre che in Piemonte (11,1%) e nel Sud-Est (12,3% in Puglia e 10,9% in Basilicata). 


Figura 2 - Temperature minime estreme (a, sx) e massime estreme (b, dx) - aprile 2022

Figura 2 - Temperature minime estreme (a, sx)  - aprile 2022
Figura 2 - Temperature massime estreme (b, dx) - aprile 2022


La distribuzione delle sommatorie termiche con soglia 0 °C raggiunge al Nord 710, al Centro 978 e nel Mezzogiorno 1136 gradi giorno, superando 1250 gradi giorno in Puglia, Sicilia e Sardegna (fig. 3a). Questi ultimi valori sono comunque nella norma, mentre spiccano le anomalie positive al Nord, soprattutto in Piemonte, Liguria e Lombardia (rispettivamente di 159, 141 e 113 gradi giorno) e si notano segnali più deboli al Centro (+ 56 gradi giorno) (fig. 3b). 


Figura 3 - Sommatorie termiche con soglia 0 °C (a, sx) e anomalie (b, dx) - aprile 2022

Figura 3 - Sommatorie termiche con soglia 0 °C (a, sx)- aprile 2022
Figura 3 - Sommatorie termiche con soglia 0 °C anomalie (b, dx) - aprile 2022


Ancora poco significativa è la mappa delle sommatorie termiche con soglia di 10 °C, con un valore medio nazionale pari a 97 gradi giorno (fig. 4a) che risulta nella norma (fig. 4b).


Figura 4 - Sommatorie termiche con soglia 10 °C (a, sx) e anomalie (b, dx) - aprile 2022

Figura 4 - Sommatorie termiche con soglia 10 °C (a, sx) - aprile 2022
Figura 4 - Sommatorie termiche con soglia 10 °C anomalie (b, dx) - aprile 2022


A livello nazionale la precipitazione totale media (fig. 5a) è risultata pari a 68 mm, con gli apporti maggiori registrati nell'arco alpino e soprattutto in Friuli-Venezia Giulia (129 mm) e in Valle d'Aosta (122 mm), Trentino (110 mm) e Alto Adige (96 mm) e con valori mensili superiori a 100 mm sia sull'alto che sul basso versante tirrenico. Anomalie negative diffuse sono evidenti in gran parte del Mezzogiorno: Molise (-58 mm), Abruzzo (-54 mm), Basilicata (-49 mm) Puglia e Sicilia (-47 mm). Situazioni critiche più localizzate si riscontrano in Piemonte e Lombardia (


Figura 5 - Precipitazioni cumulate in mm (a, sx) anomalie in % (b, dx) - aprile 2022

Figura 5 - Precipitazioni cumulate in mm (a, sx)  - aprile   2022
Figura 5 - Precipitazioni cumulate in mm anomalie in % (b, dx) - aprile 2022


Nonostante la scarsità di piogge, si sono verificati eventi precipitativi giornalieri superiori alla soglia di 20 mm, considerata in grado di provocare danni all'agricoltura (definita a livello internazionale "very heavy rain"). I valori più elevati si sono registrati a Nord-Est, raggiungendo un picco di 66 mm sia in Friuli-Venezia Giulia che in Veneto, con valori medi regionali rispettivamente di 48 e 37 mm. Fenomeni molto intensi si sono concentrati tra la Liguria e l'alta Toscana, con valori medi intorno a 30 mm e picchi di 58-59 mm.  La soglia di 20 mm a livello medio regionale è stata superata anche in Lombardia, Emilia- Romagna, Calabria e Campania (fig. 6).


Figura 6 - Precipitazioni intense - aprile 2022

Precipitazioni intense - marzo 2022


Riguardo all'evapotraspirazione di riferimento (fig. 7a), la maggior parte dell'Italia ricade nel range di 75-100 mm, con scarsa differenziazione geografica: a livello regionale, i valori più elevati, superiori a 100 mm, si raggiungono in Puglia, Sicilia e Sardegna, con un valore medio del Mezzogiorno pari a 99 mm. I valori più bassi si registrano al Nord (in media 81 mm). Valori superiori alla norma sono diffusi in gran parte del territorio. Le anomalie maggiori si notano in Piemonte e in Lombardia con massimi localizzati rispettivamente di +29 e + 22 mm. 


Figura 7 - Evapotraspirazione di riferimento in mm (a, sx) e anomalia (b, dx) - aprile 2022

Figura 7 - Evapotraspirazione di riferimento in mm (a, sx) - aprile 2022
Figura 7 - Evapotraspirazione di riferimento in mm anomalia (b, dx) - aprile 2022


La mappa del bilancio idroclimatico (fig. 8a) evidenzia valori negativi che interessano in particolare quasi tutto il versante adriatico, il versante ionico e la Sicilia, oltre a manifestarsi ancora una volta nelle zone del pavese-alessandrino, dove raggiunge picchi di -70 mm circa. A livello regionale, i valori peggiori si registrano in Puglia (-79 mm, con un minimo assoluto di -93 mm), Sicilia (-74 mm) e Basilicata (-56 mm). Bilanci positivi si notano in particolare nel Nord-Est.  L'analisi delle anomalie (fig. 8b) mostra un peggioramento della disponibilità idrica ancora una volta a Nord-Ovest, con i valori regionali peggiori stimati per il Piemonte (-72 mm), la Lombardia (-54 mm) e la Liguria (-50 mm). Anomalie negative caratterizzano anche le regioni Abruzzo (59 mm), Molise (54 mm) e Lazio (53 mm) (fig. 8b). 


Figura 8 - Bilancio idroclimatico (a, sx) e anomalia (b, dx) - aprile 2022

Figura 8 - Bilancio idroclimatico (a) - aprile 2022
Figura 8 - Bilancio idroclimatico anomalia (b) - aprile 2022


Considerando l'indice SPEI6, che riflette l'andamento complessivo del bilancio idroclimatico degli ultimi sei mesi (fig. 9a), perdurano le condizioni critiche di siccità che interessano il Nord del Paese, dove le regioni del Nord-Ovest e la Lombardia sono ormai passate nella classe di Siccità severa (con SPEI6 compreso tra - 1.5 e -2). A Sud si nota che la Calabria è entrata in classe di Siccità moderata. Rispetto al mese precedente si sono esauriti i fenomeni di surplus idrico. 

Le criticità attuali risultano molto più diffuse considerando l'indice SPEI3 (fig. 9b), che riflette l'andamento del bilancio idrico dei 3 mesi più recenti, dove si nota come gran parte dell'Italia soffra di condizioni di siccità, particolarmente gravi (classe siccità severa) non solo al Nord (in Piemonte, Lombardia, Veneto e Liguria), ma anche al Centro (in Lazio, Abruzzo e zone limitrofe). 


Figura 9 - SPEI a 6 mesi (a) e a 3 mesi (b)- aprile 2022

Figura 9 - SPEI a 6 mesi (a) - aprile 2022
Figura 9 - SPEI a 3 mesi (b)- aprile 2022


Con l'avanzare del periodo vegetativo, diventa importante anche analizzare il fenomeno delle gelate tardive, costituito dagli episodi giornalieri in cui la temperatura minima raggiunge o scende al di sotto di 0°C. Le mappe in figura 10 mostrano il numero di giorni di gelate tardive verificatesi nel corso dei mesi di marzo e aprile, mentre quelle in figura 11 rappresentano le relative anomalie.  A marzo, si sono registrati numerosi casi di gelate in corrispondenza delle aree agricole, distribuiti su quasi tutto il territorio nazionale, la frequenza di questi eventi risulta quasi ovunque al di sopra della norma, ad eccezione di gran parte dell'arco alpino. Nel mese di aprile, il fenomeno sembra strettamente legato alle aree montane e risulta complessivamente nella norma.


Figura 10 - Gelate tardive - marzo e aprile 2022

Figura 10 - Gelate tardive - marzo e aprile 2022


Figura 11 - Anomalie di gelate tardive - marzo e aprile 2022

Figura 11 - Anomalie di gelate tardive - marzo e aprile 2022

Focus vite e olivo

Da questo mese riprende l'analisi degli indici bioclimatici che si concentra sulle colture della vite e dell'olivo.

Riguardo alla vite, durante il periodo vegetativo, è importante valutare il soddisfacimento delle esigenze termiche proprie delle diverse varietà e a questo scopo, l'indice di Huglin fornisce informazioni utili (figure 12a-12b). Questo indice considera soltanto le sommatorie delle temperature durante il periodo diurno, quando si manifesta l'attività fotosintetica delle piante, pertanto è anche denominato indice eliotermico. Nel primo mese di analisi, il valore dell'indice a livello nazionale è pari a 118, mentre i valori regionali maggiori si riscontrano in Puglia (177), Sicilia (163) e Sardegna (162); non si rilevano anomalie particolari, ad esclusione di lievi scostamenti positivi che interessano il Piemonte (+71).


Figura 12- Indice di Huglin (a, sx) e anomalie (b, sx) - aprile 2022

Figura 12- Indice di Huglin (a, sx) - aprile 2022
Figura 12- Indice di Huglin anomalie (b, sx) - aprile 2022


Nelle figure di seguito, viene mostrata la situazione a inizio maggio dello sviluppo fenologico per le due varietà di vite Chardonnay (13a) e Cabernet-Sauvignon (13b) e per l'olivo (fig. 14), come risulta dall'analisi combinata dei dati provenienti da simulazioni modellistiche e da osservazioni in campo (si veda anche Bollettino Fenologico). 

In generale la vite si trova quasi ovunque in fase di pre-fioritura (prevalgono le fasi BBCH tra 53 e 57), ad esclusione di alcune aree costiere delle isole maggiori dove è iniziata la fioritura; la varietà Chardonnay, più precoce, risulta in uno stadio più avanzato, soprattutto a nord. 


Figura 13 - Fasi fenologiche vite Chardonnay (a) e Cabernet-Sauvignon (b) - 5 maggio 2022

Figura 13 - Fasi fenologiche vite Chardonnay - 5 maggio 2022
Figura 13 - Fasi fenologiche vite  Cabernet-Sauvignon (b) - 5 maggio 2022


Le limitate precipitazioni che hanno caratterizzato l'ultima decade di aprile non hanno favorito le infezioni primarie di peronospora come riportato dai Servizi fitosanitari di Piemonte [6], Lombardia [7] e Umbria [8]. La scarsità di precipitazioni, associata alle basse temperature, ha ridotto il rischio di infezioni anche in Abruzzo [5]

Per quanto riguarda l'olivo, la pianta non ha ancora raggiunto le fasi riproduttive nelle aree interne della penisola e in parte del Nord; sulle fasce costiere e in Pianura Padana si trova tra la fase di apertura delle gemme fiorali (BBCH51) e la mignolatura (BBCH55), mentre nelle isole lo sviluppo è più avanzato.


Figura 14 - Fasi fenologiche olivo - 5 maggio 2022

Figura 14 - Fasi fenologiche olivo - 5 maggio 2022
 
 

Note

 
 
 
 

Barbara Parisse (Ed.)
Roberta Alilla, Flora De Natale Antonio Gerardo Pepe
CREA - Agricoltura e Ambiente

 
 

PianetaPSR numero 113 maggio 2022